Giovedì, 11 Maggio 2017 07:57

Germania 1986: ricordi indelebili per un'esperienza unica

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)

Sono una parte di tutto ciò che ho trovato sulla mia strada. (Lord Alfred Tennyson)

Ci sono quelle giornate che mi piace rispolverare il passato, soprattutto in occasione di date che hanno segnato tasselli della mia vita. Oggi è una di quelle e così voglio raccontarvi qualcosa di me, qualcosa che fa parte del mio passato ma che porta tracce anche nel mio presente, nel mio modo di essere. Il blog è un salotto virtuale che voglio sfruttare per queste chiacchiere virtuali.

Era il 12 maggio 1986 quando partii per un'avventura che mi ha lasciato dentro di me un ricordo unico, indelebile e soprattutto un'esperienza di vita impagabile. Avevo 19 anni, i 20 li avrei compiuti 3 mesi e mezzo dopo, proprio lì, nel bel mezzo di questa avventura. Mi ero diplomata l'anno prima in perito aziendale e corrispondente in lingue estere, lingue straniere studiate: inglese e tedesco e fu proprio quella lingua ostica e difficile la base di partenza per questa esperienza in terra teutonica. Oggi a distanza di 31 anni (mannaggia come corre il tempo... inesorabilmente!) ve la voglio raccontare questa esperienza, perché è un tassello di vita importante.

#prontipartenzavia

biglietto treno tagliata ok 320s

Dopo un anno di disoccupazione post-diploma, un'amica mi consigliò questa esperienza all'estero, in Germania precisamente, per un lavoro stagionale presso una casa di vacanze ad Herrsching am Ammersee (la zona dei Cinque Laghi a circa 40 km da Monaco di Baviera). Non fu scelta facile, né per me né per la mia famiglia, a quei tempi le esperienze vie di casa erano riservate agli uomini per il servizio militare oppure di migrazione ma dell'intero nucleo famigliare, nel 1986 c'erano ancora le frontiere, il telefono costava un botto e le donne che viaggiavano sole era cosa inusuale. Io però pervasa dalla voglia di viaggiare e soprattutto dalla mia natura di persona curiosa e avventuriera, decisi di andare con la condizione che sarei stata via un mesetto "giusto per vedere se la cosa mi piaceva". Partii dalla stazione centrale di Bologna il 12 maggio 1986 alle ore 6.21 con tanti "se e ma", non ultimo quello della nube tossica radioattiva di Chernobyl, avvenuta due settimane prima e aveva inquinato pesantemente la Germania. Dopo quasi 10 ore di treno arrivai all'Hauptbanhof di Monaco e la prima impressione che percepii fu quella di essere la "donzelletta che viene dalla campagna". Il primo approccio anche con la lingua non fu uno dei migliori e mi chiesi se realmente nei 5 anni di scuola avevo imparato qualcosa: ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e quindi iniziai la mia avventura in Germania, sì con tanto entusiasmo ma anche con tante difficoltà.

Per chi mi conosce, sa che io parlo talmente tanto, addirittura anche nel sonno per non fermarmi mai... beh, vi confesso che il primo mese lo trascorsi parlando veramente poco perché avevo il timore di sbagliare e soprattutto mi sembrava di non essere compresa.

Lavoro e imparo

Rhein Main Donau s

E voi vi starete chiedendo: ma scusa che lavoro facevi? Di solito in quel periodo chi andava all'estero come "ragazzi alla pari" era baby-sitter presso le famiglie. Io ebbi invece un'altra esperienza. Lavoravo in una casa di vacanze, gestita da una signora tedesca, Viola, di proprietà però di un'azienda di Monaco che costruiva ponti e chiuse sui fiumi Reno, Meno, Danubio (Rhein-Main-Donau AG). L'edificio della foto sopra era gestito in maniera molto particolare, non era né un hotel né un albergo, era una casa di vacanze per i dipendenti di questa azienda e i loro parenti che si potevano godere i week-end e periodi più lunghi in questo delizioso paesino affacciato all'Ammerse (lago Ammer). La gestione era molto particolare, ovvero Viola ed io pensavamo alle pulizie delle stanze e della parti comune, mentre durante la permanenza gli ospiti dovevano riassettare la loro stanza in maniera autonoma. Viola ed io inoltre curavamo la cucina dove gli ospiti potevano prenotare i pasti, altrimenti potevano loro mangiare ciò che portavano da casa, in quanto erano disponibili delle cellette frigorifere ad uso degli ospiti. Questo tipo di lavoro mi permise di stare a contatto con tantissime persone, dai bambini che mi sono stati utili per imparare la lingua, agli adulti che mi hanno coccolata e straviziata. Persone deliziose e splendide che mi hanno preso in "adozione" quasi come una figlioccia, per me fu una piacevole scoperta questo atteggiamento così famigliare, io che ero partita per quella esperienza dove nel mio immaginario personale i tedeschi erano coloro che "vestivano in maniera pessima, mangiavano male e soprattutto avevano un passato nazista". Troppe cose negative che invece ho sfatato in breve tempo, perché invece mi ero ritrovata in un ambiente molto famigliare, dove si mangiava strabene e soprattutto oltre a lavorare stavo accumulando un'esperienza di vita unica.

Ho migliorato il mio tedesco, ma non solo... è stata una vera e propria lezione di vita a tutti gli effetti.

Un mese? No quasi SEI

marzia s

ottobre 1986 sPassato il primo mese, trascorso con incertezze e inadeguatezze del tutto normali per l'esperienza che stavo vivendo, mi resi conto che lì ci STAVO PROPRIO BENE. Il lavoro stagionale sarebbe durato fino ad ottobre, periodo di chiusura della case di vacanze, così decisi di rimanere. Trascorrevo le mie giornate tra il lavoro, le amicizie che nel frattempo avevo instaurato e la conoscenza del territorio, perché nel tempo libero andavo alla scoperta della bellissima Monaco di Baviera, angoli suggestivi di una città che mi ha lasciato ricordi bellissimi ed unici, ma anche dei paesini attorno a dove vivevo. Un'estate piena di novità, di nuove abitudini, di nuove scoperte e soprattutto di una nuova Marzia che imparava a misurarsi e a crescere, comprendendo che le potenzialità di ognuno di noi sono all'interno di noi stessi. Cavarsela, potercela fare, rimboccarsi le maniche per raggiungere obiettivi era la scuola di vita che sperimentai in quel periodo, dovevo contare su me stessa e sapere che ogni giorno non c'erano né i genitori ad allungarti i soldi, ma nemmeno consigli o suggerimenti, dovevo essere io a decidere, nel bene e nel male!

Scoprii che:

- ogni lavoro è dignitoso e meritevole, perché anche pulire i bagni fa parte di qualcosa utile e niente va denigrato

- le persone vanno giudicate per come sono e non da preconcetti dati da fatti storici e false credenze

- una lingua straniera si impara sul luogo, i libri servono per la teoria, ma la pratica è ben diversa

- la Germania è molto bella, si sta bene e si mangiano cose gustose ed ottime (chiaramente i loro piatti tipici e non ciò che vogliono imitare della nostra cucina!)

- le esperienze di vita come queste fanno "crescere" e tanto!

 

#comebackhome

biglietto ritorno s

Terminato l'Oktoberfest che mi fece scoprire questo grande evento unico e di grande divertimento, arrivò ottobre e la casa di vacanze avrebbe chiuso verso la metà del mese, quindi il mio lavoro stagionale sarebbe terminato. Non avevo voglia di rientrare in Italia ma maturai la decisione di rimanere a vivere in Germania, mi sentivo "cittadina tedesca" ... a vent'anni si fa presto a decidere il proprio destino, non si hanno troppi vincoli. 

Avrei dovuto cercare dove vivere (fino a quel momento io abitavo nella casa di vacanze sul lago) e soprattutto un lavoro. In attesa di questo decisi di rientrare a casa per trovare i miei genitori e così il 28 ottobre 1986 dall'Hauptbahnof di Monaco presi il treno per Bologna, con in tasca dei DM (Deutsch Mark) guadagnati e risparmiati, ma soprattutto tanta voglia di ritornare.
Al mio rientro, un'amica mi propose di sostenere un'esame per accedere un corso finanziato dalla Comunità Economica Europea per diventare export manager, partecipai alla selezione e arrivai tra le prime per la lingua tedesca, decisi di rimanere in Italia anche se il rimpianto di non aver proseguito la mia avventura di vita in terra tedesca mi è sempre rimasto. Quando posso in vacanza, ci torno sempre molto volentieri, perché la Germania mi ha dato veramente tanto, è stato lo scenario di una mia crescita personale. Un'esperienza simile la consiglio a tanti giovani che non trovano lavoro o che vogliono imparare a misurarsi per diventare "GRANDI".

Se oggi, donna ormai matura mi ritrovo piena di grinta, determinazione, autonomia e con la capacità di cavarsela, non è tutto merito della mia natura, ma anche di questa esperienza che mi ha fatto crescere! E sono "una parte di tutto ciò che ho trovato sulla mia strada"...

Lascia qui sotto il tuo commento

Letto 1143 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Giugno 2017 07:44
Marzia

Descrizione autore Marzia

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Benvenuto nel nostro BLOG!

logo caricatura vacanzelandia 02

Ci teniamo a darvi il BENVENUTO SUL NOSTRO BLOG! 

Era in progetto da tempo di poter avere un salotto (idealmente una dinette o veranda virtuale ), un punto d'incontro dove trovarsi, farvi conoscere chi siamo, come lavoriamo, come viviamo nella vita privata.  LEGGI TUTTO

Marzia Mazzoni

marzia orvieto 100

Viaggiatrice nel DNA, camperista, travel blogger, mamma e moglie, adoro fotografare e la buona cucina. WEB dipendente!

Leggi ora i miei articoli

Lorenzo Gnaccarini

lorenzo s

Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

Leggi ora i miei articoli

Rimani in contatto con noi

newsletter blog

Visita il nostro portale