Giovedì, 15 Dicembre 2016 08:22

Perdere il lavoro a 40 anni... e ripartire a tutto gas!

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Non avrei mai immaginato di sentirmi dire la fatidica frase "Lorenzo, l'azienda ha deciso di fare dei tagli al personale e tu sei uno di quelli. Ti consigliamo di guardarti in giro...".

Era un anonimo giorno di Marzo 2010 e il tutto si svolse molto velocemente all'interno di una squallida saletta con le pareti bianche, una piccola finestra con visione sul parcheggio, un triste calendario di un fornitore sulla parete, un anonimo armadio grigio, c'era il Direttore dell'azienda e la responsabile dell'ufficio personale. Pochi minuti per farti crollare addosso tutto quello che avevi costruito in tanti anni di lavoro e sacrifici per quell'azienda...e soprattutto tante aspettative (pochi mesi prima mi avevano prospettato un "percorso di carriera"!).

La mia storia lavorativa è molto intensa, mi ha dato tante soddisfazioni, avevo lavorato sempre come dipendente, con passaggi di carriera e ruoli sempre più importanti e di responsabilità: negli ultimi tempi ero diventato il responsabile dello studio dei processi produttivi di un'azienda leader nel mondo per i suoi macchinari ed il mio lavoro era quello di studiare e progettare strategie di efficienza produttiva, sottoponendo investimenti per ottimizzare il lavoro ed ottenere un minore costo produttivo e un miglioramento di qualità dei prodotti. In poche parole, in qualche anno di lavoro avevo tutto lo stabilimento ottenendo degli importanti miglioramenti e facendo risparmiare tanti soldi all'azienda, permettendo di diminuire il costo di produzione affinché si potesse aumentare il margine o divenire più concorrenziali.

Nel frattempo, nel 2008 mi fecero intraprendere un percorso formativo per diventare RSPP, cioè il Responsabile della Servizio Prevenzione e Protezione,  tutto spesato a carico dell'azienda, a seguito delle dimissioni del vecchio RSPP. Nel frattempo, visto che l'azienda non poteva rimanere senza questa figura, aveva incaricato un consulente esterno ad interim, attendendo che io superassi l'esame, cosa che avvenne nella primavera 2009.

Poi arrivò la crisi, la famosa crisi che ha rallentato i consumi e, quindi, tutta la catena. Ho pensato "per fortuna che ho ottimizzato la produzione così da risparmiare i costi, ora l'azienda potrà utilizzare il margine per rimanere sul mercato". Infatti, prima delle ferie di agosto 2009, l'azienda annunciò che sarebbe iniziato un periodo di cassa integrazione "a rotazione" per tutti i dipendenti, produzione ed uffici. Mi avevano informato che a me sarebbero state riservate 3 settimane di cassa integrazione in coda alle ferie. Subito pensai "cavolo, quest'anno 6 settimane di ferie! Dal 1 agosto al 15 settembre! Posso girare il mondo! Naturalmente con il camper".

Quell'estate avevamo già pianificato un viaggio in Sicilia di 3 settimane, alle Isole Eolie (clicca QUI per il diario di viaggio sul nostro portale), quindi ne approfittammo anche per andare a trovare una nostra amica di Cento che era ad Alcamo (TP). Poi, visto che avevamo tempo, andammo anche a visitare il Caravan Salon a Düsseldorf, in Germania (QUI il diario di viaggio). Fu una bellissima estate e devo ammettere che con 6 settimane di vacanza ci si riposa per bene!

Qualche giorno prima del termine della cassa integrazione, l'azienda mi scrisse un'email per informarmi del prolungamento di altre tre settimane della mia cassa integrazione. Pensai "pazienza, vuol dire che mi dedicherò di più al progetto di Marzia".

Infatti, come avrete già letto nei post di Marzia, lei lasciò il lavoro nel 2008 (clicca QUI per la sua storia) e da quel momento lei seguiva il BLOG www.vacanzepleinair.com con informazioni utili per i camperisti e i campeggiatori mettendo a disposizione dei lettori la nostra esperienza di viaggiatori all'aria aperta. A livello economico, io guadagnavo degnamente fino a quel momento e potevamo permetterci di vivere tranquillamente anche con il mio stipendio, dando a lei il tempo per far crescere il portale fino al momento di iniziare a monetizzare quell'attività.

A buon intenditore, poche parole..

E la cassa integrazione fu rinnovata di tre settimane in tre settimane e capii che questo "trattamento" era riservato solo a "pochi eletti". Alla faccia della cassa integrazione a rotazione! Allora chiesi un incontro con l'azienda per capire che cosa stava succedendo e la risposta fu chiara "tu hai fatto un ottimo lavoro in passato, ora la tua figura non è più necessaria all'azienda, quindi o ti ricicli in officina, andando a lavorare come se tu fossi un'apprendista sulle linee di produzione oppure provi ad attendere qualche mese sperando che il mercato si riprenda e che ritorniamo ad avere bisogno di te per il tuo lavoro". A quel punto dissi "scusate, ma io posso essere incaricato come RSPP, quindi chiudete il contratto con il consulente esterno e mi fate svolgere quel lavoro". La risposta fu molto chiara: "no! Lui non si può toccare!". Quindi capii tutto... e risposi "bene, allora aspetto rimanendo in cassa integrazione". Seppi che altri due impiegati, nelle mie stesse condizioni, accettarono di lavorare in produzione, partendo da 0 anche se loro erano stati i progettisti di quelle macchine. Il significato era molto chiaro: volevano stancare fino a quando non avresti dato le dimissioni...

Nel frattempo, visto che il progetto di Marzia stava procedendo molto bene e tanti camperisti e campeggiatori seguivano il nostro BLOG, mi dedicai al massimo per far crescere i contenuti e apportare migliorie così da ottenere un bel sito e con migliaia di pagine di informazioni. Alla gente piaceva molto e a noi dava tante soddisfazioni, tanto da iniziare a programmare le strategie commerciali per iniziare a guadagnare anche da quell'attività. Questo mi permetteva di distrarmi e di non soffrire più di tanto della situazione lavorativa che stavo subendo.

Io me ne stavo tranquillo (ci provavo!) in cassa integrazione, tanto avevo da fare con Marzia, ed ad un certo punto, l'azienda mi richiamò al lavoro perché non potevano più chiedere la Cassa integrazione. Pensai "Bene! Ora riprendo il mio lavoro, che mi piaceva molto". Invece, al ritorno in azienda, mi fecero sedere in una scrivania facendomi svolgere un lavoro assurdo e che poteva fare qualsiasi stagista (non ce l'ho con i stagisti, ma è per far capire che genere di lavoro mi avevano dato da fare), e il mio capo era una persona che fino a qualche mese prima era una mia collega. La cosa più assurda, fu che accanto a me c'era il mio collega che, fino a quando ero stato al lavoro mi aiutava in alcune mie mansioni e gli stavo insegnando il mestiere, perché io dovevo diventare RSPP e in quel momento a lui era stato dato l'incarico di svolgere il mio vecchio lavoro, quello a me sottratto.  In poche parole, il mio collega faceva il mio lavoro e lui era accanto a me mentre io dovevo svolgere un lavoro insulso e senza necessità di professionalità. Nello stesso ufficio, c'era uno degli impiegati che l'azienda al quale stava riservando il mio stesso trattamento (lui era il responsabile della Qualità...) e il suo lavoro era quello di scannerizzare a mano tutti gli archivi, quindi lui ogni 30 secondi metteva un foglio dentro allo scanner, e salvava il foglio in formato elettronico... anche lui gli fu stato assegnato un bel lavorino...

Morte TUA, vita MIA.

Voi vi starete chiedendo se mi arresi a questa situazione. NO, cercai di combattere questa evidente situazione di mobbing. Chiesi aiuto ai sindacati ma, dopo il colloquio, mi dissero apertamente "hanno deciso di tagliare te, meglio per gli altri, arrangiati. Se vuoi utilizzare l'avvocato del sindacato lo devi pagare tu". Bravi i sindacati, che dovrebbero difendere i lavoratori; poi venni a sapere che i rappresentanti interni non fecero un minuto di cassa integrazione... Allora, chiesi una consulenza ad un avvocato specialista in casi di mobbing e mi disse che se avessi trovato un mio collega disposto a testimoniare, avremmo potuto far valere i miei diritti. Figurarsi, se trovavo un collega disposto a testimoniare per una persona che l'azienda aveva deciso di allontanare!

Mi decisi di chiedere un incontro con l'azienda, era ormai 7 mesi che questa situazione perdurava, era Marzo 2010, in quella squallida saletta che vi avevo descritto all'inizio, per capire le intenzioni dell'azienda nei miei confronti "naturalmente le dimissioni... Motivo? Non ci servi più, hai fatto molto bene il tuo lavoro e ora possiamo fare a meno di te". Gli dissi che mi stavano riservando un trattamento di mobbing evidente ma loro risposero che stava a me provarlo e che le cause sul lavoro vanno avanti tanti anni...

Un colpo basso per chi crede a ciò che fa, soprattutto per chi lavora con passione e serietà! 

Accettai questa condizione e concordai una buona uscita, diedi le dimissioni. Per fortuna, che a casa Marzia mi ha sempre sostenuto, fatto coraggio, passato lo sconforto, era giunto il momento di prendere il sogno fuori dal cassetto e finalmente realizzarlo. Ci siamo rimboccati le maniche e quel sogno nel cassetto che avevamo da tempo, si trasformò in un progetto: iniziammo a lavorare seriamente al portale di VACANZELANDI@ (clicca QUI che abbiamo raccontato la storia), dovevamo pensare e credere ai nostri sogni, ma anche al reddito che nessuno dei due aveva più.

DATA STORICA: 30 luglio 2010 

Terminai la mia vita da lavoratore dipendente in quella data (indimenticabile, ve l'assicuro!!), fu una festa di liberazione! Basta lavoro inutile sotto una capetta, con accanto il mio collega che svolgeva il mio lavoro e il consulente RSPP che mi rideva sempre in faccia...

Nel frattempo, avevamo già iniziato a lavorare al nuovo sito di Vacanzelandi@, che doveva andare online e a dicembre 2010 debuttammo alle fiere del settore e la prima fu Mondocampersud a Napoli.

Una NUOVA vita...

E da quel 30 luglio 2010 è iniziata una nuova vita lavorativa, una vita eccitante e che regala tante soddisfazioni, una vita di sacrifici, con orari di lavoro indefiniti e spesso 7 giorni su 7, proprio perché quando si ha in mano il bene ed il male del proprio futuro lavorativo, ogni minuto della propria vita è in funzione del massimo risultato possibile. Quando si lavora in proprio, lo stipendio ce l'hai solo se lavori sodo e bene; quando si lavora in proprio è difficoltoso staccare anche solo per un giorno perché si pensano alle opportunità che ti potrebbero sfuggire...

Sebbene il lavoro in proprio sia molto stressante, proprio dal fatto che non si ha uno stipendio fisso e che ogni giorno deve essere visto come un giorno per guadagnare (e chi è imprenditore come me mi può capire), mi regala soddisfazioni enormi, soprattutto quando le persone che mi seguono sui social network, che mi scrivono o che ci vengono a trovare al nostro stand alle fiere mi stanno vicino e seguono attentamente i consigli che scrivo su www.vacanzelandia.com: sono manifestazioni d'affetto impagabili e che mi fanno sentire che il mio lavoro è molto importante per loro.

Essendo rimasto in contatto con alcuni ex-colleghi che considero amici, ho saputo che l'azienda è ancora in forte crisi, che il Dirigente è stato cacciato via (ha fatto solo dei danni), che il consulente RSPP è andato in pensione e che tanti dipendenti si sono licenziati per andare in altre aziende. Questo significa che quando le cose vanno bene, tutti possono ingrassare, mentre quando le cose vanno male, si devono attuare strategie efficaci che possano produrre effetti positivi nel tempo. E in quel caso, se ci sono al comando persone con le giuste competenze e professionalità si possono ottenere certi risultati, altrimenti con la mediocrità si ottiene il nulla.

Alla fine di tutta questa parte di storia della mia vita, posso affermare

Benedetto quel giorno in cui mi hanno licenziato!

Marzia ha scelto di cambiare lavoro, io sono stato costretto, ma da allora procediamo felici a tutto gas... naturalmente con il camper!

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Letto 2173 volte Ultima modifica il Giovedì, 09 Febbraio 2017 08:33
Lorenzo

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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