Lorenzo

Lorenzo

Descrizione autore lorenzo

Non avrei mai immaginato di sentirmi dire la fatidica frase "Lorenzo, l'azienda ha deciso di fare dei tagli al personale e tu sei uno di quelli. Ti consigliamo di guardarti in giro...".

Era un anonimo giorno di Marzo 2010 e il tutto si svolse molto velocemente all'interno di una squallida saletta con le pareti bianche, una piccola finestra con visione sul parcheggio, un triste calendario di un fornitore sulla parete, un anonimo armadio grigio, c'era il Direttore dell'azienda e la responsabile dell'ufficio personale. Pochi minuti per farti crollare addosso tutto quello che avevi costruito in tanti anni di lavoro e sacrifici per quell'azienda...e soprattutto tante aspettative (pochi mesi prima mi avevano prospettato un "percorso di carriera"!).

La mia storia lavorativa è molto intensa, mi ha dato tante soddisfazioni, avevo lavorato sempre come dipendente, con passaggi di carriera e ruoli sempre più importanti e di responsabilità: negli ultimi tempi ero diventato il responsabile dello studio dei processi produttivi di un'azienda leader nel mondo per i suoi macchinari ed il mio lavoro era quello di studiare e progettare strategie di efficienza produttiva, sottoponendo investimenti per ottimizzare il lavoro ed ottenere un minore costo produttivo e un miglioramento di qualità dei prodotti. In poche parole, in qualche anno di lavoro avevo tutto lo stabilimento ottenendo degli importanti miglioramenti e facendo risparmiare tanti soldi all'azienda, permettendo di diminuire il costo di produzione affinché si potesse aumentare il margine o divenire più concorrenziali.

Nel frattempo, nel 2008 mi fecero intraprendere un percorso formativo per diventare RSPP, cioè il Responsabile della Servizio Prevenzione e Protezione,  tutto spesato a carico dell'azienda, a seguito delle dimissioni del vecchio RSPP. Nel frattempo, visto che l'azienda non poteva rimanere senza questa figura, aveva incaricato un consulente esterno ad interim, attendendo che io superassi l'esame, cosa che avvenne nella primavera 2009.

Poi arrivò la crisi, la famosa crisi che ha rallentato i consumi e, quindi, tutta la catena. Ho pensato "per fortuna che ho ottimizzato la produzione così da risparmiare i costi, ora l'azienda potrà utilizzare il margine per rimanere sul mercato". Infatti, prima delle ferie di agosto 2009, l'azienda annunciò che sarebbe iniziato un periodo di cassa integrazione "a rotazione" per tutti i dipendenti, produzione ed uffici. Mi avevano informato che a me sarebbero state riservate 3 settimane di cassa integrazione in coda alle ferie. Subito pensai "cavolo, quest'anno 6 settimane di ferie! Dal 1 agosto al 15 settembre! Posso girare il mondo! Naturalmente con il camper".

Quell'estate avevamo già pianificato un viaggio in Sicilia di 3 settimane, alle Isole Eolie (clicca QUI per il diario di viaggio sul nostro portale), quindi ne approfittammo anche per andare a trovare una nostra amica di Cento che era ad Alcamo (TP). Poi, visto che avevamo tempo, andammo anche a visitare il Caravan Salon a Düsseldorf, in Germania (QUI il diario di viaggio). Fu una bellissima estate e devo ammettere che con 6 settimane di vacanza ci si riposa per bene!

Qualche giorno prima del termine della cassa integrazione, l'azienda mi scrisse un'email per informarmi del prolungamento di altre tre settimane della mia cassa integrazione. Pensai "pazienza, vuol dire che mi dedicherò di più al progetto di Marzia".

Infatti, come avrete già letto nei post di Marzia, lei lasciò il lavoro nel 2008 (clicca QUI per la sua storia) e da quel momento lei seguiva il BLOG www.vacanzepleinair.com con informazioni utili per i camperisti e i campeggiatori mettendo a disposizione dei lettori la nostra esperienza di viaggiatori all'aria aperta. A livello economico, io guadagnavo degnamente fino a quel momento e potevamo permetterci di vivere tranquillamente anche con il mio stipendio, dando a lei il tempo per far crescere il portale fino al momento di iniziare a monetizzare quell'attività.

A buon intenditore, poche parole..

E la cassa integrazione fu rinnovata di tre settimane in tre settimane e capii che questo "trattamento" era riservato solo a "pochi eletti". Alla faccia della cassa integrazione a rotazione! Allora chiesi un incontro con l'azienda per capire che cosa stava succedendo e la risposta fu chiara "tu hai fatto un ottimo lavoro in passato, ora la tua figura non è più necessaria all'azienda, quindi o ti ricicli in officina, andando a lavorare come se tu fossi un'apprendista sulle linee di produzione oppure provi ad attendere qualche mese sperando che il mercato si riprenda e che ritorniamo ad avere bisogno di te per il tuo lavoro". A quel punto dissi "scusate, ma io posso essere incaricato come RSPP, quindi chiudete il contratto con il consulente esterno e mi fate svolgere quel lavoro". La risposta fu molto chiara: "no! Lui non si può toccare!". Quindi capii tutto... e risposi "bene, allora aspetto rimanendo in cassa integrazione". Seppi che altri due impiegati, nelle mie stesse condizioni, accettarono di lavorare in produzione, partendo da 0 anche se loro erano stati i progettisti di quelle macchine. Il significato era molto chiaro: volevano stancare fino a quando non avresti dato le dimissioni...

Nel frattempo, visto che il progetto di Marzia stava procedendo molto bene e tanti camperisti e campeggiatori seguivano il nostro BLOG, mi dedicai al massimo per far crescere i contenuti e apportare migliorie così da ottenere un bel sito e con migliaia di pagine di informazioni. Alla gente piaceva molto e a noi dava tante soddisfazioni, tanto da iniziare a programmare le strategie commerciali per iniziare a guadagnare anche da quell'attività. Questo mi permetteva di distrarmi e di non soffrire più di tanto della situazione lavorativa che stavo subendo.

Io me ne stavo tranquillo (ci provavo!) in cassa integrazione, tanto avevo da fare con Marzia, ed ad un certo punto, l'azienda mi richiamò al lavoro perché non potevano più chiedere la Cassa integrazione. Pensai "Bene! Ora riprendo il mio lavoro, che mi piaceva molto". Invece, al ritorno in azienda, mi fecero sedere in una scrivania facendomi svolgere un lavoro assurdo e che poteva fare qualsiasi stagista (non ce l'ho con i stagisti, ma è per far capire che genere di lavoro mi avevano dato da fare), e il mio capo era una persona che fino a qualche mese prima era una mia collega. La cosa più assurda, fu che accanto a me c'era il mio collega che, fino a quando ero stato al lavoro mi aiutava in alcune mie mansioni e gli stavo insegnando il mestiere, perché io dovevo diventare RSPP e in quel momento a lui era stato dato l'incarico di svolgere il mio vecchio lavoro, quello a me sottratto.  In poche parole, il mio collega faceva il mio lavoro e lui era accanto a me mentre io dovevo svolgere un lavoro insulso e senza necessità di professionalità. Nello stesso ufficio, c'era uno degli impiegati che l'azienda al quale stava riservando il mio stesso trattamento (lui era il responsabile della Qualità...) e il suo lavoro era quello di scannerizzare a mano tutti gli archivi, quindi lui ogni 30 secondi metteva un foglio dentro allo scanner, e salvava il foglio in formato elettronico... anche lui gli fu stato assegnato un bel lavorino...

Morte TUA, vita MIA.

Voi vi starete chiedendo se mi arresi a questa situazione. NO, cercai di combattere questa evidente situazione di mobbing. Chiesi aiuto ai sindacati ma, dopo il colloquio, mi dissero apertamente "hanno deciso di tagliare te, meglio per gli altri, arrangiati. Se vuoi utilizzare l'avvocato del sindacato lo devi pagare tu". Bravi i sindacati, che dovrebbero difendere i lavoratori; poi venni a sapere che i rappresentanti interni non fecero un minuto di cassa integrazione... Allora, chiesi una consulenza ad un avvocato specialista in casi di mobbing e mi disse che se avessi trovato un mio collega disposto a testimoniare, avremmo potuto far valere i miei diritti. Figurarsi, se trovavo un collega disposto a testimoniare per una persona che l'azienda aveva deciso di allontanare!

Mi decisi di chiedere un incontro con l'azienda, era ormai 7 mesi che questa situazione perdurava, era Marzo 2010, in quella squallida saletta che vi avevo descritto all'inizio, per capire le intenzioni dell'azienda nei miei confronti "naturalmente le dimissioni... Motivo? Non ci servi più, hai fatto molto bene il tuo lavoro e ora possiamo fare a meno di te". Gli dissi che mi stavano riservando un trattamento di mobbing evidente ma loro risposero che stava a me provarlo e che le cause sul lavoro vanno avanti tanti anni...

Un colpo basso per chi crede a ciò che fa, soprattutto per chi lavora con passione e serietà! 

Accettai questa condizione e concordai una buona uscita, diedi le dimissioni. Per fortuna, che a casa Marzia mi ha sempre sostenuto, fatto coraggio, passato lo sconforto, era giunto il momento di prendere il sogno fuori dal cassetto e finalmente realizzarlo. Ci siamo rimboccati le maniche e quel sogno nel cassetto che avevamo da tempo, si trasformò in un progetto: iniziammo a lavorare seriamente al portale di VACANZELANDI@ (clicca QUI che abbiamo raccontato la storia), dovevamo pensare e credere ai nostri sogni, ma anche al reddito che nessuno dei due aveva più.

DATA STORICA: 30 luglio 2010 

Terminai la mia vita da lavoratore dipendente in quella data (indimenticabile, ve l'assicuro!!), fu una festa di liberazione! Basta lavoro inutile sotto una capetta, con accanto il mio collega che svolgeva il mio lavoro e il consulente RSPP che mi rideva sempre in faccia...

Nel frattempo, avevamo già iniziato a lavorare al nuovo sito di Vacanzelandi@, che doveva andare online e a dicembre 2010 debuttammo alle fiere del settore e la prima fu Mondocampersud a Napoli.

Una NUOVA vita...

E da quel 30 luglio 2010 è iniziata una nuova vita lavorativa, una vita eccitante e che regala tante soddisfazioni, una vita di sacrifici, con orari di lavoro indefiniti e spesso 7 giorni su 7, proprio perché quando si ha in mano il bene ed il male del proprio futuro lavorativo, ogni minuto della propria vita è in funzione del massimo risultato possibile. Quando si lavora in proprio, lo stipendio ce l'hai solo se lavori sodo e bene; quando si lavora in proprio è difficoltoso staccare anche solo per un giorno perché si pensano alle opportunità che ti potrebbero sfuggire...

Sebbene il lavoro in proprio sia molto stressante, proprio dal fatto che non si ha uno stipendio fisso e che ogni giorno deve essere visto come un giorno per guadagnare (e chi è imprenditore come me mi può capire), mi regala soddisfazioni enormi, soprattutto quando le persone che mi seguono sui social network, che mi scrivono o che ci vengono a trovare al nostro stand alle fiere mi stanno vicino e seguono attentamente i consigli che scrivo su www.vacanzelandia.com: sono manifestazioni d'affetto impagabili e che mi fanno sentire che il mio lavoro è molto importante per loro.

Essendo rimasto in contatto con alcuni ex-colleghi che considero amici, ho saputo che l'azienda è ancora in forte crisi, che il Dirigente è stato cacciato via (ha fatto solo dei danni), che il consulente RSPP è andato in pensione e che tanti dipendenti si sono licenziati per andare in altre aziende. Questo significa che quando le cose vanno bene, tutti possono ingrassare, mentre quando le cose vanno male, si devono attuare strategie efficaci che possano produrre effetti positivi nel tempo. E in quel caso, se ci sono al comando persone con le giuste competenze e professionalità si possono ottenere certi risultati, altrimenti con la mediocrità si ottiene il nulla.

Alla fine di tutta questa parte di storia della mia vita, posso affermare

Benedetto quel giorno in cui mi hanno licenziato!

Marzia ha scelto di cambiare lavoro, io sono stato costretto, ma da allora procediamo felici a tutto gas... naturalmente con il camper!

E' molto difficile decidere di pubblicare un lavoro fai da te sul camper e ora vi spiego il perché e il "dietro le quinte" di ogni lavoro

Ebbene sì, ogni volta che mi cimento in un fai da te sul mio camper, alla fine di tutto il lavoro la cosa più difficile è decidere se pubblicarlo su www.vacanzelandia.com oppure no. Stessa decisione la devo prendere quando gli appassionati camperisti mi inviano il loro fai da te sul camper e anche qui devo scegliere se pubblicarlo oppure no.

Perché è così difficile decidere?

I lavori fai da te sono molto ricercati da tutti i camperisti e consentono di risolvere problemi od apportare modifiche migliorative per ottenere una vacanza più confortevole. Però, ci sono tanti lavori che, se eseguiti da persone poco pratiche o non preparate tecnicamente su certe modalità di lavoro, potrebbero causare durante il lavoro danni o ferite alle persone poco esperte oppure, nel tempo se il lavoro non è stato realizzato a regola d'arte, potrebbe provocare danni all'equipaggio o ai camperisti vicini al nostro camper durante le vacanze.

Per questo, è sempre molto difficile decidere cosa pubblicare, ma dopo tanti anni di lavoro, ho stillato una check-list che mi permetta di capire se il lavoro è pubblicabile o non pubblicabile.

Ecco la mia check-list:

  • il lavoro fai da te è utile?
    Sembra banale, ma se un lavoro deve essere pubblicato, deve avere anche l'obiettivo di interessare a qualcuno, quindi deve avere una pubblica utilità. Per fortuna, tanti lavori fai da te sono utili e portano vantaggi ai camperisti che possono prendere spunto dall'idea di realizzare anche nel proprio camper il fai da te trovato su vacanzelandia.com

  • il lavoro fai da te è chiaro, spiegato bene?
    In questo caso sono molto più attento alla forma del testo e alle immagini che illustrano il lavoro. Proprio perché sono tante le persone che cercano spunti per il fai da te, bisogna anche tenere in conto delle differenti preparazioni tecniche e delle competenze acquisite nel tempo. Per fare in modo che chiunque possa realizzare il lavoro fai da te bisogna che il testo esponga in maniera molto semplice e progressiva il lavoro, con foto sequenziali che illustrino il lavoro man mano che viene realizzato.

  • il lavoro fai da te si realizza con utensili comuni?
    Anche in questo caso, bisogna considerare quali tipi di utensili si possono generalmente trovare nelle proprie borse degli attrezzi. Sono poche le persone che possiedono specifiche e particolari attrezzature, che molto spesso sono costose, a meno che la persona non la utilizzi per la propria professione. Visto che la grande maggioranza dei camperisti sono persone dotate di una normale attrezzatura, cerco di realizzare e pubblicare lavori eseguibili con pochi e comuni utensili, così da mettere la maggioranza delle persone nelle condizioni di replicare il lavoro senza spendere soldi in utensili particolari.

  • il lavoro fai da te rispecchia le indicazioni ed istruzioni del produttore dell'accessorio?
    Ci sono tanti lavori che si possono fare perché sono consigliati sui manuali d'installazione, d'uso e manutenzione di un accessorio. Se si utilizzano gli attrezzi indicati, si osserva la metodologia descritta sul manuale, decido che si possono pubblicare su vacanzelandia.com, proprio perché sono operazioni consigliate da chi l'accessorio l'ha progettato e il fai da te è un approfondimento del lavoro. Ad esempio, il produttore della stufa a gas ha indicato sul manuale come si può effettuare la pulizia annuale della stufa fa da te. Attenendosi a quelle disposizioni, la sicurezza è garantita dalle istruzioni del produttore.

  • il lavoro fai da te richiede una specifica professionalità?
    Come in una casa ci sono lavori che devono essere effettuati da professionisti "a regola d'arte", come l'impianto elettrico, lavori sull'impianto del gas, lavori sulla struttura della casa, anche per il camper si sono lavori che devono essere svolti dai professionisti abilitati e formati, così da poter garantire un risultato finale perfetto e sicuro per gli occupanti. In questo caso evito di pubblicare lavori che richiedono personale specializzato in possesso di abilitazioni professionali.

  • il lavoro fai da te può causare pericoli per la salute dell'equipaggio e per le persone vicine al camper?
    Questa domanda, anche se è ultima, è di primaria importanza. Lavori che possono arrecare grandi danni alle persone in caso di imperfetta realizzazione evito io personalmente di attuarli e non pubblico su vacanzelandia.com quelli che ci vengono inviati. Ci sono lavori che possono provocare danni limitati, come potrebbe essere il montaggio di una mensola, una zanzariera, una manutenzione, dove il pericolo più grande in caso di problema è molto esiguo, questi vengono realizzati e pubblicati, mentre ci sono lavori che, se eseguiti male, possono arrecare danni enormi alle persone, ad esempio una modifica all'impianto del gas, alla stufa, all'impianto elettrico, e tante altre situazioni dove un eventuale problema può ledere la vita delle persone. In questo ultimo caso su vacanzelandia.com evitiamo di pubblicarli.

Quindi, se su www.vacanzelandia.com cercate fai da te "spinti" o "estremi" come sostituire un bruciatore della stufa a gas, oppure una modifica all'impianto elettrico o una modifica strutturale, beh, state perdendo il vostro tempo e vi toccherà cercare questi lavori pubblicati su altri siti più o meno noti. L'ultima cosa che vorrei sapere è che qualcuno si è fatto male per un lavoro fai da te letto su vacanzelandia.com. Per ora non è mai successo e voglio continuare su questa linea proprio nell'ottica di mettere tutti nelle condizioni di replicare un buon lavoro fai da te senza pericoli per se e per gli altri.

Infatti,su vacanzelandia.com troverete solo lavori realizzabili da persone dotate di una cultura media, un'attrezzatura normale, in possesso di competenze elementari e, soprattutto, in conformità alle indicazioni dei produttori. Le istruzioni che pubblichiamo sono dettagliate e ricche di immagini passo-passo, con le indicazioni su tutti gli utensili e il materiale necessario.

Poi volevo tranquillizzare i concessionari ed officine camper che ci telefonano o scrivono manifestando che a loro non piace che su www.vacanzelandia.com ci siano pubblicati i lavori fai da te, perché, secondo loro, stimolano le persone a fare dei lavori al di sopra delle proprie capacità e che possono causare pericoli alle persone. Poi ammettono che, grazie al fai da te, le persone vanno poi da loro a far mettere a posto il camper dopo il casino generato dal fai da te fatto male... Capisco le preoccupazioni dei concessionari ed officine per il futuro del proprio lavoro, però mi pare esagerato demonizzare il fai da te, considerando che in tutti i settori il fai da te è sempre esistito, nella casa, nell'auto e, quindi perché no, nel camper.

Secondo me, ci sono le seguenti categorie camperisti:

  • i "neanche lo tocco", sono camperisti che non hanno mai fatto lavori fai da te andranno sempre dai concessionari ed officine anche solo per cambiare una lampadina, quindi questi continueranno ad essere vostri clienti
  • i "stavolta ci provo", è una categoria di camperisti che vorrebbe cimentarsi in un fai da te e ha bisogno di indicazioni facili da comprendere e che possano fargli prendere la decisione e la fiducia di fare il lavoro e state tranquilli che queste persone, se iniziano il lavoro, seguiranno alla lettera tutte le varie fasi e il lavoro verrà bene, se l'istruzione è stata fatta bene
  • i "mi arrangio", sono camperisti che hanno sempre svolto fai da te le manutenzioni ordinarie e straordinarie e piccoli lavori fai da te in autonomia o seguendo consigli su internet o riviste. Questo tipo di camperista ha sempre curato il camper fai da te da solo, quindi questo è un cliente che i concessionari ed officine vedranno solo per lavori importanti e delicati
  • i "tuttologi", sono camperisti molto pericolosi perché pensano di sapere fare tutto e si cimentano nei fai da te più disparati, su impianti, stufe a gas, elettricità, struttura. Questi fanno di tutto, o di propria iniziativa o trovando istruzioni estreme su altri siti (non di certo su vacanzelandia.com). Molti di questi avranno sicuramente la giusta esperienza e, spero, anche le giuste competenze, mentre altri sono solo coraggiosi ed incoscienti e quando sbagliano chiedono aiuto sui forum, fidandosi del primo che suggerisce un rimedio assurdo o un tentativo che sfora la razionalità.

Cari concessionari ed officine, i camperisti tuttologi sì che sono i vostri clienti più appetibili, persone che hanno mezzo distrutto un camper per cercare di terminare un lavoro al di sopra delle proprie possibilità e dovreste essere contenti che ci siano tante persone di questo tipo che vengono da voi per sistemare i "casini" che hanno fatto sul proprio camper.

Purtroppo, ce ne sono tanti in giro e sono proprio i camperisti tuttologi che vorrei evitare di avere vicino al mio camper quando mi trovo in vacanza...

Chi è d'accordo con me? Il tuo commento è importante!

Lunedì, 31 Ottobre 2016 14:48

Che emozione rimettere piede in una caravan

In occasione di un reportage fotografico per realizzare una recensione su una caravan, mi sono tornati in mente bei ricordi

Venerdì scorso, il 28 ottobre 2016, è stata una giornata fantastica!

Tutto è nato quando qualche settimana fa mi è stato chiesto di fare un servizio "toccato con mano" di una caravan: sono rimasto piacevolmente sorpreso e ho subito pensato "... finalmente un costruttore ha capito che la caravan può essere un veicolo ricreazionale per gli italiani che vogliono trascorrere le vacanze all'aria aperta!!!".

Chissà se hanno scelto me perché ho trascorso tanti anni di vacanze in caravan e quindi posso trasmettere la giusta filosofia dell'abitar viaggiando anche con questo mezzo, oppure perché siamo in un mondo dove chiunque faccia informazione sul web si chiama "www.camper....." e per le caravan c'è poco spazio per una buona informazione...: a questo punto non importa quale sia stato il motivo, quello che mi emoziona è aver l'opportunità di conoscere a fondo una tra le più belle caravan in produzione ed avere la possibilità di trasmettere i vantaggi di questo veicolo ricreazionale, soprattutto a chi sta cercando di avvicinarsi per la prima volta alle vacanze all'aria aperta.

Mi sentivo come un bambino a cui avevano detto che sarebbe arrivato un bel regalo e non vedevo l'ora di poter vivere questa bella esperienza; fino ad oggi ho avuto occasione di recensire solo camper.

Finalmente il giorno del servizio è arrivato. Già durante il viaggio per raggiungere il concessionario a Firenze non stavo nella pelle. Ma è quando l'ho vista su un rigoglioso prato verde ben curato, sotto il sole splendente di una tiepida giornata di autunno, che il cuore ha cominciato a battere molto più velocemente e ho trascorso qualche attimo a contemplarla in silenzio prima di iniziare a vederla da vicino per il servizio.

La caravan ha una concezione interna ed esterna differente rispetto al camper, ci sono tanti dettagli che li differenziano e che sono esclusivi della caravan: proprio quei dettagli hanno risvegliato ricordi di quando viaggiavo con la caravan.

Uno di quelli è il grande gavone anteriore, dove sono alloggiate le bombole del gas e che, solitamente, viene utilizzato per riporre gli attrezzi e per tanti altri accessori tecnici esclusivi per le vacanze in caravan. Quando ero ragazzo, ero io quello che doveva prendere fuori quegli attrezzi... c'erano i cunei da mettere dietro alle ruote della caravan per le partenze in salita (quante corse ho fatto rincorrendo la caravan appena ripartita in salita con i cunei in mano...), la chiave e le tavolette di legno per i piedini (ero io lo specialista del livellamento).

Poi il fascino del timone con il gancio e il ruotino, da abbassare per muovere la caravan e da alzare quando la caravan è stata agganciata all'auto, un'operazione che mi ha sempre affascinato e che qualche volta mio padre mi ha affidato, le grandi maniglie per muovere la caravan, quanti sforzi e cadute scivolando con le scarpe sull'erba bagnata o sulla ghiaia della piazzola (ero magretto, quindi molto leggero...) e ogni volta mi sembrava strano che due adulti e due bambini potessero avere la forza per muovere la nostra grande caravan in piazzola: con gli occhi da bambino per me la nostra caravan era grande ma in realtà era solo lunga di 3,80 mt... quasi un formato tascabile...

Quella piccola caravan era il mio rifugio, la mia casetta di vacanza, con la grande dinette posteriore panoramica con le tre grandi finestre sui tre lati: proprio come quella che stavo provando e, quando è arrivato il momento di provare la praticità e la comodità della dinette posteriore, mi sono subito seduto nella mia posizione e mi sono venuti in mentre i tanti giochi che ho fatto su quel tavolo, quanti camionisti ho salutato mentre pranzavo in una piazzola dell'autostrada, quanti panorami ho visto da quella grande finestra posteriore...

Ma anche i tanti pensili che sono posizionati lungo tutto il perimetro della caravan mi hanno fatto venire in mente il mio pensile, dove riponevo i miei giochi, le mie cose personali, i miei libri e compiti di scuola...

Amo il mio lavoro, che mi permette di conoscere strutture, toccare con mano i prodotti, risvegliando in me ricordi ed emozioni che ho provato tanti anni prima e che mi vengono in mente come se fossero accaduti solo ieri, per poi trasmettere la mia esperienza di vita vissuta a coloro che come me amano le vacanze all'aria aperta.

Mercoledì, 19 Ottobre 2016 07:01

Alzi la mano chi NON conosce il mio prosecchino!

Ebbene sì, il prosecchino di Vacanzelandi@ è conosciuto da tutti coloro che ci seguono, tanto da diventare il prosecchino più popolare dei camperisti e campeggiatori.

Tutto è iniziato in occasione della prima fiera (Mondocampersud edizione dicembre 2010 a Napoli) quando abbiamo festeggiato con un bel brindisi il debutto di www.vacanzelandia.com alle fiere del settore insieme agli Amici di Vacanzelandi@, camperclub e vicini di stand... naturalmente con il mio prosecchino.

Da allora, la tradizione si è rinnovata ad ogni fiera e qualsiasi occasione è buona per stappare una bella bottiglia del mio prosecchino. Oppure il prosecchino è anche il nostro contro-regalo per contraccambiare i regali fatti con il cuore che riceviamo dagli Amici di Vacanzelandi@ (ci tengo a chiarire, non riceviamo nessun obolo, ma semplici manufatti frutto dell'hobby preferito o prodotti tipici raccolti durante i loro viaggi). La cantina del nostro camper è sempre piena di bottiglie di vino...

Ma dietro a questa semplice bottiglia di ottimo vino c'è una tradizione che mi accompagna fin da quando ero piccolo.

Da bambino, andavo a trascorrere il mese di agosto da mio nonno in campagna, e lui aveva la vigna. Mi ricordo che, quando mi portava con lui a vedere i grappoli di uva ancora acerba, mi raccontava come l'uomo avrebbe trasformato quei chicchi in vino: un duro lavoro che dura un anno, attraverso i pericoli delle intemperie, delle malattie, del processo di lavorazione del vino e che il risultato finale si poteva conoscere solo dopo aver stappato la bottiglia.

Da ragazzo, non mi ricordo quante vendemmie ho fatto e quante bottiglie ho imbottigliato... e quanto vino ho assaggiato... per questo mi piace il vino.

Poi, quando ho conosciuto Marzia, ho iniziato ad andare “a vino” con mio suocero: lui conosceva i posti giusti dove veniva prodotto un vino genuino e biologico, tra cui il famoso prosecchino. La tradizione sta continuando anche dopo la scomparsa di mio suocero e tutte le volte che vado a prendere il vino mi vengono in mente i bei momenti trascorsi in auto parlando con lui del più e del meno.

Questo vino quando viene da me imbottigliato è come un nettare che nulla dà a pensare che possa diventare frizzante nella mia cantina dopo circa tre mesi dall'imbottigliamento.

Il buon vino si ottiene solo con un buon lavoro e il giusto metodo, per questo quando si vuole festeggiare, per tradizione si stappa una bella bottiglia di vino: in questo modo si festeggia il raggiungimento di un obiettivo.

Il prosecchino di Vacanzelandi@ ha segnato e continuerà a segnare tutte le fasi di progresso del nostro lavoro, il raggiungimento di obiettivi e questi momenti continueremo a festeggiarli con chi condivide la stessa nostra passione per le vacanze all'aria aperta, quindi quando verrete allo stand di Vacanzelandi@ state attenti, perché abbiamo il prosecchino facile!

Alzi la mano chi NON conosce il mio prosecchino?!

La navigazione in internet si svolge prevalentemente con dispositivi mobili e le aziende che sono rimaste indietro stanno perdendo colpi sul web

Mi viene la pelle d'oca pensare che al giorno d'oggi ci sono tante aziende che non si sono accorte che sono in pericolo di estinzione sul web.

Ebbene sì, leggevo in questi giorni che su 28.4 milioni di italiani che ogni mese navigano su internet, 24.6 milioni navigano da dispositivi mobili e più del 70% della navigazione avviene utilizzando dispositivi mobili (fonte Audiweb).

Già questo dovrebbe trasmettere la grande importanza di avere un sito web ottimizzato per dispositivi mobili, web responsive, così da poter essere perfettamente leggibili su qualsiasi dispositivo. Ma se questo non dovesse bastare per decidere di aggiornarsi, forse potrebbe far riflettere ulteriormente il fatto che dal 21 aprile 2015 il sig. GOOGLE ha deciso di dare maggiore priorità ai siti mobile-friendly così le persone che cercano informazioni sul più popolare motore di ricerca troveranno tra i primi posti i siti che sono responsive e, quindi, più soddisfacenti per l'utente finale. Per chi volesse approfondire, può leggere il seguente articolo.

Naturalmente, www.vacanzelandia.com si è subito adeguato ai nuovi standard e dal 2015 si è rifatto il look così i tanti camperisti e campeggiatori possono accedere al sito e trovare informazioni perfettamente leggibili su qualsiasi dispositivo.

Cosa succede per i siti web che sono ancora "vecchio stampo"?

Beh... questi continueranno a perdere posizioni sui motori di ricerca, lasciando il passo a siti concorrenti che, guarda caso, sono quelli più aggiornati e ottimizzati per gli smartphone. Perdita di posizioni significa perdita di accessi, perdita di accessi significa perdita di potenziali clienti, perdita di potenziali clienti porta a minor incassi e, quindi, crisi nera.

Purtroppo, nel nostro settore sono tante le aziende, campeggi, strutture, concessionari, che trascurano questi dettagli, casomai hanno fatto un sito qualche anno fa e nessuno gli ha ancora consigliato di aggiornarlo, stanno perdendo delle posizioni sui motori di ricerca e, molto probabilmente, non se ne sono accorti. Forse si stanno accorgendo che quest'anno gli incassi sono calati, "ma è colpa della crisi"...

Io mi domando, invece, perché in tempo di crisi molte aziende fanno fatica ma alcune aziende vanno benissimo... Pura fortuna oppure lungimiranza nelle strategie e scelte? Le aziende che vanno bene, sviluppano una strategia marketing fai da te oppure si fanno aiutare da professionisti che li affiancano nelle scelte strategiche?

A tutte le aziende consiglio sempre di rimanere al passo con i tempi, non solo sviluppando prodotti o servizi sempre più innovativi o rispondenti alle esigenze del mercato, ma anche indicando la giusta strada per vincere sul web, suggerendo strategie e tecniche di comunicazione che permettano di comunicare ai camperisti e campeggiatori in maniera semplice, chiara e facile, senza obbligarli ad utilizzare la lente d'ingrandimento o zummare sui già piccoli display degli smartphone per far trovare il proprio contatto...

Care aziende, fate trovare le vostre informazioni in maniera chiara e leggibile agli utenti finali e verrete premiati dal mercato, perché le persone odiano perdere tempo e far fatica per trovare informazioni utili per le vacanze, figuriamoci se dopo tutto questa tribolamento saranno contenti di spendere dei soldi da voi...

Vi è mai capitato di entrare in una fiera che non c'entra nulla con quello che fai e trovare una bella sorpresa?

E' sempre molto importante rimanere aggiornati sulle novità del proprio lavoro così, come ogni anno, mi sono recato a visitare SIPAC, la fiera internazionale specializzata in attrezzature per i campeggi, perché sapevo che c'era un espositore che mi interessava molto conoscere a fondo e prendere il suo prezioso contatto.

Le fiere professionali B2B sono sempre molto importanti perché le aziende e i clienti o professionisti possono incontrarsi in un unico momento, ammortizzando costi di viaggio e tempo.

Dopo aver preso il contatto e visitato la fiera, mi rimaneva un po' di tempo prima di ripartire per andare a trovare un cliente a Padova. Uscendo dal padiglione sono stato attirato dal verde di tante piante che erano poste all'ingresso di un padiglione adiacente, dove si svolgeva in contemporanea FLORMART, il salone internazionale del florovivaismo, giardinaggio ed architettura del paesaggio.

Sono andato, quindi, a "ficcare il naso" anche in questa fiera, attirato dal verde e, soprattutto, dall'odore di fiori, tutte sensazioni che mi fanno ricordare la bellezza delle vacanze all'aria aperta.

Ho trovato un mondo nuovo: tanti vivai con piante, fiori e altre culture che non conosco, attrezzature per il giardinaggio, professionisti vari del settore, area convegni, associazioni di categoria. Ho pensato "chissà se incontrerò l'amico Giuseppe Roma, che svolge l'attività di costruzione giardini a Milano, oltre ad essere un bravo camperista e lo scrittore del libro Non Ancora Camperista.

Anche se di piante non so nulla, mi piace conoscere come si svolgono fiere di altri settori per capire se c'è qualche idea buona per le fiere del settore delle vacanze all'aria aperta, perché ritengo che le nostre siano "sempre le stesse" e che bisognerebbe trovare il modo di proporle sotto una veste diversa, più attraenti e, perché no, più divertenti per i camperisti e campeggiatori che vengono a vederle.

Girando di qua e di là, ad un certo punto, guardando lo stand dell'associazione ASSOVERDE, trovo seduto dietro la scrivania una persona conosciuta e CARRAMBA CHE SORPRESA è Federico, un mio carissimo amico del mio paese natale di quando ero ragazzo.

Grande Fede! Che bello rivederti!

fede lorenzo

E' stato bello ricordare alcuni momenti della nostra giovinezza tra un visitatore e l'altro... Mi sembrava che il tempo fosse tornato indietro di 30 anni e che quei momenti siano stati vissuti solo qualche giorno fa... Un frettoloso pranzo con un anonimo panino ed era già venuta l'ora di lasciare la fiera e il mio grande amico Fede, con la promessa di ritrovarci presto da qualche parte con più calma e tempo da dedicare alle belle chiacchiere tra amici.

I casi della vita sono imprevedibili: parti per vedere una fiera, per caso entri in un'altra che non c'entra nulla con il tuo lavoro e trovi un vecchio amico...

Se anche a te è capitato qualcosa di simile, raccontalo lasciando un commento qui sotto: è sempre molto bello condividere le belle esperienze.

Giovedì, 08 Settembre 2016 07:58

Facebook per le aziende: minaccia o opportunità?

Mentre leggevo questo articolo "TURISMO DIGITALE: SEI VIAGGIATORI SU DIECI INTERAGISCONO COI SOCIAL", ho cercato di capire il perché tante aziende del settore del turismo all'aria aperta, come campeggi, aree attrezzate camper, ma anche produttori di accessori, servizi, ecc... sono ancora assenti su Facebook ed altri social network.

Da questa notizia si evince che 6 persone su 10 svolgono un'attività sui social network prima per cercare informazioni, durante per far vedere la propria soddisfazione e dopo per condividere la bellissima esperienza vissuta.

Quindi se un'azienda è sui giusti social network, può avere un canale aggiuntivo di comunicazione per raggiungere il cliente finale proprio nel momento in cui deve decidere dove andare, cosa acquistare oppure essere al suo fianco durante la vacanza o l'uso del prodotto, così da accompagnarlo in questa bellissima esperienza che è la vacanza o l'uso di un accessorio, come farebbe un vero amico.

Ma allora, perché tante (troppe) aziende sono ancora assenti sui social network quando essere su Facebook può diventare un'opportunità in più per poter attirare i clienti?

Facebook, opportunità o minaccia?

Facebook in primis (considerata la piazza virtuale più popolosa) e gli altri social network vengono utilizzati dai camperisti e campeggiatori perché sono canali di comunicazione molto veloci e in poco tempo si possono trovare informazioni utili per viaggiare, cercare esperienze su prodotti e servizi, ma anche cercare aiuto in caso di problemi o malfunzionamenti di accessori che vengono utilizzando in vacanza.

E' come parlare con un amico che abbiamo di fronte, con il vantaggio che di fronte possiamo avere anche qualche migliaio di amici, tutti pronti ad aiutare il proprio amico a vivere una bellissima esperienza.

L'abbiamo chiesto alle aziende

Dal momento che ho tanti contatti di aziende del settore, ho provato a fare qualche domanda ed ecco alcune risposte:

  • abbiamo provato ma per noi non servono a nulla
  • inutili per la mia azienda
  • non abbiamo tempo per seguirli
  • ci sono ma non ottengo risultati, quindi scrivo solo quando ho tempo
  • riteniamo i social un ambiente con tanta confusione e non capisco come la mia azienda possa interagire
  • paura che qualcuno scriva sulla bacheca delle cose spiacevoli

Sembra, quindi, che le aziende evitino i social o perché non hanno tempo per seguirli e, quindi, ottengono scarsi risultati, oppure perché ritengono i social un ambiente pericoloso per la propria immagine.

Poi sono le prime che si lamentano quando sui gruppi di Facebook si aprono delle discussioni sulla propria attività e che non possono intervenire per dare il proprio contributo o chiarire la situazione.

La storia insegna...

Care aziende, la comunicazione si evolve continuamente... una volta si trasmettevano i messaggi con i segnali di fumo, poi è arrivata la comunicazione scritta con i pony express e hanno smesso di utilizzare i segnali di fumo, con l'avvento dei motori la posta viaggiava molto più velocemente e i cavalli sono stati mandati in pensione, fino all'arrivo della rete internet, che ha introdotto la posta elettronica, che consente di inviare testi, immagini alla velocità della luce e ha portato un notevole calo di corrispondenza a tal punto che ora per spedire una cartolina bisogna aprire un mutuo per acquistare il francobollo...

Fino a qua ci siamo un po' tutti adeguati, ma quando sono arrivati i social, che sono piazze virtuali dove le persone si radunano, comunicano, scambiano opinioni e consigli, tutto in maniera rapida, con migliaia di amici e "senza confini", le aziende dove sono finite? Nelle piazze reali, attorno alle persone ci sono i negozi, esercizi commerciali, ma sui social, che sono piazze virtuali, le aziende perché non ci devono essere per stare vicino alle persone?

Nei prossimi post sul blog interpreterò le varie risposte che ho avuto e cosa le aziende possono fare per essere sui social network in maniera attiva, utile per le persone e, perché no, proficua per la propria attività.

Se pensi che queste mie riflessioni possano essere d'aiuto ad un tuo amico, condividile subito sui social, così ti ringrazierà per il suggerimento che gli hai dato.

Domenica, 28 Agosto 2016 15:03

Dalla tenda alla caravan

Dalla tenda alla caravan: le vacanze diventano più confortevoli

"... sono già a tutto gas e non va su per la salita..." Era un tardo pomeriggio di autunno, molto uggioso e buio, e questa frase la disse mio padre mentre tentava di percorrere la terribile salita di San Luca a Bologna con una caravan agganciata alla Renault 6... ma come siamo arrivati a questo punto?

Le vacanze in tenda iniziate nel 1972 (leggi la mia prima esperienza in campeggio con la tenda) si susseguono di anno in anno, lasciandomi ricordi indelebili di situazioni molto piacevoli e anche di quelle un po' più "scomode".

Vivere in tenda significa essere a stretto contatto con la natura, anche in quelle situazioni dove la natura fa da padrone: freddo, vento e pioggia.

Mi ricordo che una volta arrivammo verso sera nel camping a Mola di Bari e tirava un vento fortissimo dal mare. La nostra tenda era molto grande, quindi le operazioni di montaggio duravano anche un paio d'ore. Ogni volta che i miei genitori appoggiavano la tenda sopra la paleria, questa volava via prima di essere picchettata. Allora, mio padre mi disse "tieni stretto forte" e mi diede un angolo di tenda appena posizionata sulla paleria. Stessa cosa toccò anche a mia sorella. Lui cominciò subito a piantare il lungo picchetto angolare lungo 50 cm nel terreno sassoso, mentre io e mia sorella lottavamo con i nostri pesi per evitare che la tenda volasse via... eravamo diventati delle zavorre umane!

Il 1976 fu l'anno della svolta! Stavo per compiere 9 anni e mi ricordo molto bene le vicende che accaddero.

Proprio in quell'anno, trascorremmo le vacanze di luglio in Val d'Aosta in tenda. Mi ricordo benissimo: eravamo al Camping La Salle, Proprio di fronte al Monte Bianco, era così grande... bianco... immenso... però di notte era mooolto freddo.... era un anno particolare. Andavamo a letto con: canottiera di lana, calze di lana, pigiama di lana, tuta da ginnastica pesante e dentro al sacco a pelo a mummia tipo militare...

Ma il colpo di grazia avvenne durante la seconda vacanza estiva, dalla fine di agosto a metà settembre.

Eravamo in vacanza in Umbria, ad Assisi e piovve di continuo per vari giorni consecutivi. Nonostante i fossi scavati fuori dalla tenda per scolare la pioggia dalla tenda, il pavimento di plastica che mettevamo sempre per evitare di avere l'acqua all'interno della tenda, il doppio tetto, l'umidità ed il bagnato era ovunque. Si dormiva umidi, i vestiti erano umidi, tutto era bagnato. Dopo giorni di pioggia, venne finalmente il sole. Il tempo di asciugare la tenda (era fine agosto quindi con un buon sole ci volle poco tempo) e i miei genitori decisero di andar in un posto molto più caldo: la Sicilia.

Ed ecco che la vacanza tranquilla in collina divenne una vacanza in Sicilia. Evviva, finalmente il mare... però la Sicilia è tutta bella, quindi, secondo voi, si poteva stare un paio di settimane fermi in un solo posto? Noooo, quindi ogni 4-5 giorni si cambiava località: Giardini Naxos, San Vito lo Capo, Sciacca. Un'esperienza mai fatta prima. Solitamente stavamo fermi tutta la vacanza in un solo posto. Ora stavamo provando la vacanza itinerante. Una faticaccia montare e smontare sempre la tenda... soprattutto la nostra tenda a casetta 6x6...

Con gli occhi del bambino, ho vissuto questi particolari momenti in maniera passiva, concentrandomi sulle belle cose che sono avvenute in vacanza, le escursioni in montagna, i bagni al mare, camminare sulla lava dell'Etna, ecc... ma per i miei genitori, il 1976 fu l'anno della svolta.

"Ora basta con la pioggia e la fatica a montare e smontare..." dissero i miei genitori. Non capivo cosa stesse succedendo, però avevo l'impressione che qualcosa stava per cambiare.

Un grigio pomeriggio di autunno, mio padre disse "Andiamo tutti a fare un giro a vedere una cosa" e partimmo con la nostra Renault 6 verso Bologna. Arrivammo da Gamberini, concessionario Adria, ed incomiciammo ad entrare nelle caravan, quelle caravan che ho sempre visto nei campeggi e che ammiravo perché sembravano delle mini case...

Chiedemmo di vedere le "superleggere", quelle lunghe meno di 4 metri e con 4 posti letto. Ero contentissimo di entrare in quelle roulotte, sedermi nei divanetti, aprire gli sportelli... tutte cose che piacciono molto ai bambini come ero io.

Il sole stava tramontando quando ho visto che il signore delle caravan agganciava alla nostra Renault 6 una di quelle roulotte. Mio padre disse "Lorenzo, salta su che andiamo a provarla" e io contento entrai dentro la macchina ed il signore davanti con mio padre, mentre mia sorella e mia madre rimasero ad aspettare dal concessionario. Il signore disse "... per vedere se la macchina tira bene, andiamo a fare una prova in salita, se fa quella, allora può fare tutto". Parlava della terribile salita di San Luca a Bologna... Per raggiungerla, facemmo un breve tratto di tangenziale dove raggiungemmo la folle velocità di 70 Km all'ora. All'imbocco della salita, sentivo già che la macchina faceva molta fatica, fino a quando non ce la fece più a salire e mio padre disse "... sono già a tutto gas e non va su per la salita..." e il sig. Gamberini disse "con questa macchina non potete tirare le roulotte". La nostra mitica Renault 6 aveva appena 30 cavalli...

Tornammo a casa e io ero molto deluso perché avevamo lasciato al roulotte là, dal concessionario, perché la macchina non ce la faceva a tirarla.

Arrivò metà giugno del 1977 e mio padre arrivò a casa dal lavoro con una sorpresa: una bellissima e nuova macchina rossa metalizzata. Era una SIMCA 1100 GLX, una 1100 di cilindrata da 58 cavalli! WOW, aveva tanti pulsanti, si sbrinava il vetro dietro, aveva tre spazzole, due davanti e una dietro, i fari di profondità davanti, e il gancio traino! Infatti, il gancio traino era necessario per trainare la nsotra nuova caravan, una ADRIA 380 da 4 posti letto in due letti matrimoniali, con vano toilette, dinette 4 posti, divano laterale, armadio, lavandino per i piatti, tre fornelli, e tanto spazio al coperto.

1980_01.jpg 1982_01.jpg 1983_01.jpg storia_cilento_anni70_80_lorenzo_e_famiglia_6 (1).jpg storia_cilento_anni70_80_lorenzo_e_famiglia_6.jpg storia_cilento_anni70_80_lorenzo_e_famiglia_7.jpg storia_francia_anni70_80_lorenzo_e_famiglia_5.jpg storia_trentino_alto_adige_anni80_lorenzo_e_famiglia_8.jpg

 

Con la caravan avevamo ridotto ai minimi termini le operazioni di piazzamento durante le vacanze itineranti e quando pioveva, il disagio era molto più contenuto rispetto alla tenda. La caravan è stata accessoriata in un secondo tempo con i doppi vetri e con la stufa FIAMMETTA 2000, per rendere le vacanze più confortevoli e poterla sfruittare anche durante il periodo invernale.

Sono tante le amicizie nate durante le vacanze, i bambini fanno presto a socializzare, anche se si parlano lingue differenti.

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Infatti, dopo 10 anni di vacanze stanziali ed itineranti, in tutta Italia, Francia, Austria, la nostra caravan ha terminato di viaggiare nel 1987, quando i miei genitori hanno deciso di metterla fissa in un campeggio stanziale, prima a Montecreto (MO), poi a Sestola (MO), rinomate località dell'appennino Modenese.

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Ed è così che le mie avventure in caravan sono terminate e, complice la mia maggiore età, ho iniziato a trascorrere le vacanze con una tenda ad igloo con i miei amici fino a quando non conobbi Marzia... e come si dice comunemente Dio li fa, poi li accoppia!

La mia prima esperienza in campeggio con la tenda

"La prima volta non si scorda mai!".. e anche in questo caso si può affermare che il detto è più che azzeccato.

Era il 1972 e ricordo ancora l'emozione di quella notte di viaggio con la Renault 6, nuova fiammante con il portapacchi stracarico, il carrello appendice che conteneva una enorme tenda a casetta 6x6, con tre camere, ripostiglio, cucina, salotto, due verande, doppiotetto... una suite per una famiglia di quattro persone, papà, mamma, io che avevo 5 anni e mezzo e mia sorella che ne aveva 1 e mezzo... per arrivare al luogo dove ho trascorso la mia prima vacanza all'aria aperta, in tenda...

Tutto inziò un giorno in cui mio padre mi disse "vieni con me che andiamo a vedere una cosa". Andammo con la nostra FIAT 1100 in un negozio molto grande, a Castelfranco Emilia (MO), dove erano in mostra tante cose strane, tavolini pieghevoli, sedie colorate, borracce, lampade a gas e delle bellissime tende. Con il signore del negozio andammo in un parco erboso con tre sacchi molto pesanti. Io ero molto attento a vedere cosa faceva il signore: stava mostrando a mio padre come si montava la nuova casa per le nostre vacanze: una tenda a casetta!

Poi, tornammo a casa senza la tenda e rimasi stupito perché mi piaceva molto l'idea di vivere sull'erba, a contatto con la natura.

1975 01Capii dopo che dovevamo aspettare la nuova auto, una RENAULT 6, 850 di cilindrata e ben 34 CV di potenza), il carrello appendice e tutta l'attrezzatura per iniziare a trascorrere delle bellissime vacanze in campeggio.

Mi ricordo perfettamente il giorno prima della partenza, il giorno dei preparativi, tutte le cassette con le posate, i piatti e bicchieri da campeggio, i tegami e le pentole, le valigie con i vestiti, la cassetta con i detersivi, il frigo con i ghiaccini con il latte, il burro, i formaggi, il termos con l'acqua fresca da bere, il sacchetto con i giochi da mare, le biglie, le macchinine, tutte le cose della casa che ci dovevamo portare indietro... E su e giù per le scale della condominio di tre piani (57 scalini), per portare tutte le cose dentro alla macchina, sul portapacchi e dentro il carrello, che ci aspettava parcheggiata davanti all'ingresso del condominio.

Abbiamo finito di caricare la macchina proprio prima di cena, una calda sera di fine Agosto 1972. Mi ricordo che bisognava andare a letto molto presto, perché mio padre voleva partire la mattina presto per fare il viaggio con il fresco, dato che non sopporta il caldo. Naturalmente, nessuno aveva sonno, io mi rigiravo nel letto tutto emozionato mentre papà e mamma controllavano la strada sulla mappa e calcolavano tempi di percorrenza fino a quando, verso le 23, mia madre venne in camera e disse a me e mia sorella: "partiamo ora così domani mattina saremo già in vacanza!" Evviva! si parte. Tutti giù in macchina! I sedili dietro erano stati trasformati in un grande letto, pareggiando con i bagagli lo spazio per le gambe in modo da ottenere un piano continuo fino agli schienali dei sedili anteriori.

E via in autostrada, con tutte le luci che scorrevano a lato... Velocità di crociera 75 Km/ora con punte fino a 80 dietro ai pullman...

Mi sono addormentato e quando mi sono svegliato ho visto subito il mare, bellissimo, splendente, con il sole basso all'orizzonte ed alle 8 eravamo già al campeggio, il primo campeggio della mia vita, il Camping Punta Lunga a Vieste (FG) in Gargano.

storia puglia gargano anni70 lorenzo e famiglia 1Essendo fine agosto, ci avevano assegnato una splendida piazzola in prima fila, sulla sabbia e sotto gli eucalipti... Che bello uscire dalla tenda ed essere subito in spiaggia, una baia di sabbia fine delimitata da due lingue di roccia che si protengono fino in mezzo al mare, con i trabucchi di legno sulle estremità... un paradiso per un bimbo in vacanza...

Per fortuna che avevo visto come si montava la tenda, perché mio padre si era dimenticato alcuni passaggi ed io, sapientino, gli dicevo "quel palo va lì... prima si pianta questo picchetto..." e mio padre si arrabbiava... Solo ora che viaggio anche io con il camper, con la mia famiglia, capisco che dopo un lungo viaggio, la stanchezza può farci arrabbiare anche per delle stupidaggini...

storia piemonte lago maggiore anni70 lorenzo e famiglia 2Da questo momento in poi le vacanze si facevano con la tenda, bellissime esperienze a contatto con la natura e ho visitato bellissimi posti in Italia.

Ho tanti ricordi piacevoli e le vacanze in tenda mi hanno fatto crescere con la consapevolezza del rispetto della natura, ospitato sui soffici prati, sotto l'ombra protettiva degli alberi, regolando i ritmi della vita in base alle ore di luce e condizioni del tempo, lasciando il luogo delle vacanze come lo si è trovato, senza lasciare rifiuti, piante rovinate, buche, per fare in modo che chi occuperà dopo di noi il nostro posto, potrà anche lui vivere le stesse emozioni e godere della vacanza all'aria aperta.

Ma ad un certo punto, è accaduto che..... siamo passati dalla tenda alla caravan: le vacanze diventano più confortevoli

Venerdì, 26 Agosto 2016 09:53

Chi sono? Scopri la mia vita

Chi sono? Scopri la mia vita

3 cose di me: curioso, preciso, paziente.

Dicono di me: su di me si può sempre contare.

Il mio motto: la passione è la forza della vita.

Amo la vita all'aria aperta e se sono venuto fuori così è "colpa" dei miei genitori che mi hanno portato in vacanza fin da piccolo in campeggio.

 

Sono molto curioso, tecnico e preciso, mi piace conoscere tutto ciò che ruota nel mondo delle vacanze all'aria aperta e questa passione l'ho trasformata in lavoro così da poter diffondere la mia conoscenza a tutti coloro che, come me, amano vivere le vacanze in camper, caravan e tenda.

Mai avrei immaginato che avrei scritto così tanto nella mia vita: ho sempre fatto molta fatica a scrivere, sia quando andavo a scuola che nei lavori che ho svolto, ma ora che parlo di argomenti che adoro e che vivo giornalmente, mi sembra tutto più facile e sono orgoglioso che questo mio lavoro sia molto utile a tantissime persone.

Esperto di tecnologiainformatica ed appassionato di fotografia, mi è stato facile entrare nell'era di internet e lavorare sul web.

Sono nato nell'estate 1967 sotto il segno della Vergine (forse per questo che sono preciso e meticoloso?) in un piccolo paese alle pendici dell'appennino bolognese, Bazzano, dove sono rimasto a vivere fino all'età di 18 anni, fino a quando la mia famiglia si è trasferita nel vicino paese di Monteveglio, più addentrato nelle colline. Amo la montagna, ho svolto il servizio militare da alpino e mi piaceva molto aprire la finestra della mia camera e ammirare l'abbazia di Monteveglio, che spiccava maestosa sulla cima della collina... e dal 1997 mi trovo ad abitare a CENTO (FE), nel cuore della pianura padana... per amore, in quanto sono sposato con Marzia e questa è una bellissima storia.

La prima volta non si scorda mai

Stavo per compiere 5 anni quando i miei genitori decisero di chiudere con le vacanze in albergo dopo deludenti esperienze e, per mia fortuna, acquistarono una tenda per le vacanze. Mia sorella non aveva compiuto ancora 1 anno e ci trovammo catapultati nelle bellissime vacanze in campeggio, la prima al mare, a Vieste, in Gargano. Naturalmente, i miei genitori vollero una sistemazione comoda, quindi tenda a casetta da 7 posti e carrello appendice, il tutto trainato da una bella Renault 6... Leggi QUI tutta la storia.

lorenzo tenda

Sono tante le vacanze che trascorsi in tenda, fino a quando i miei genitori decisero di passare a qualcosa di più confortevole: una bella caravan.

Arrivò anche la caravan

Dopo una serie di vacanze tra vento forte, freddo e pioggia, e sopraggiunta la voglia di fare vacanze itineranti, i miei genitori decisero di passare a vacanze più confortevoli e acquistarono una bella caravan. Così mi trovai coinvolto direttamente nella scelta di un mezzo, che ancora non conoscevo, perché ero già abbastanza grande: stavo per compiere ben 10 anni!

Ero contentissimo perché con la caravan potevo conoscere un'altro modo di fare vacanze all'aria aperta e per me era un nuovo gioco, con altri accessori da scoprire e una casetta di legno e alluminio da guardare a raggi X. Leggi QUI tutti i dettagli di questa storia.

lorenzo caravan

La caravan ci permise di girare alcuni stati europei, assicurandoci un ottimo comfort e terminò la sua vita in un campeggio stanziale in montagna. Essendo io nel frattempo diventato maggiorenne, la caravan stanziale diventò il mio rifugio nel quale andare in autonomia con i miei amici in inverno a sciare, e in estate a riposarmi con i miei genitori.

Poi i miei genitori decisero di terminare le loro esperienze di vacanze all'aria aperta, quindi mi ritrovai a trascorrere alcune vacanze in case di villeggiatora e, sporadicamente, in tenda con i miei amici.

Ma ad un certo punto, accadde una svolta molto importante per la mia vita: conobbi Marzia. QUI puoi leggere come ci siamo conosciuti.

Poi con Marzia e Filippo si passa al camper

Lei che era già appassionata viaggiatrice in B&B o appartamenti, è stato molto facile far comprendere quanto bello poteva essere trascorrere le vacanze all'aria aperta, quindi il passo verso il camper è stato molto rapido. Infatti, dopo la nascita di nostro figlio Filippo, abbiamo deciso di fare il grande passo. Leggi QUI come siamo diventati camperisti.

lorenzo camper

Ci piaceva così tanto il camper che lo abbiamo utilizzato per il nostro viaggio di nozze (leggi QUI come è andata). Con il camper abbiamo visitato tante parti d'Italia e Estero e, da veri appassionati di vacanze all'aria aperta, ci divertivamo a raccogliere le nostre esperienze in diari di viaggio cartacei ed illustrati, così da mantenere nella storia le emozioni che avevamo vissuto. Ma la vita riserva sempre delle sorprese e un giorno decidemmo di trasformare la nostra passione in lavoro creando il nostro portale web, chiamato www.vacanzepleinair.com (GUARDA com'era).

Dopo appena un anno, decidemmo di fare il grande passo di lavorare insieme sul nostro progetto web, cambiammo il nome in www.vacanzelandia.com e dal 2010 scrivo consigli, suggerimenti, aiuto camperisti e campeggiatori a vivere nel miglior modo le vacanze all'aria aperta.

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Ci teniamo a darvi il BENVENUTO SUL NOSTRO BLOG! 

Era in progetto da tempo di poter avere un salotto (idealmente una dinette o veranda virtuale ), un punto d'incontro dove trovarsi, farvi conoscere chi siamo, come lavoriamo, come viviamo nella vita privata.  LEGGI TUTTO

Marzia Mazzoni

marzia orvieto 100

Viaggiatrice nel DNA, camperista, travel blogger, mamma e moglie, adoro fotografare e la buona cucina. WEB dipendente!

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Lorenzo Gnaccarini

lorenzo s

Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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