Lorenzo

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Martedì, 23 Ottobre 2018 14:27

C'è Gnaccarini e Gnaccarini

Gnaccarini, un cognome poco diffuso e, data la complessità, spesso viene storpiato: da quando sono nato l'ho visto scrivere in tanti modi: Gnaccherini, Guaccarini, Iaccarini, ecc...

Proprio perché è un cognome poco diffuso, immaginavo fosse improbabile che venisse coinvolto qualcuno con il mio stesso cognome in un fatto di cronaca.

Invece è successo!

Striscia la Notizia, la nota trasmissione televisiva, ha realizzato un servizio per smascherare un probabile truffatore che si chiama proprio Gnaccarini.

Accidenti, il mondo è veramente piccolo... di Gnaccarini ce ne sono pochi e uno di quei pochi è sospettato di truffa, ma non una truffa di assicurazioni, banche, dentistica, ecc... come frequentemente accade, ma una truffa di camper!

Proprio sui camper, argomento sul quale è basata la mia vita professionale e la grande passione che coltivo da quando sono nato.

Non avevo ancora visto il servizio del 18 ottobre 2018 perché mi trovavo proprio in camper, per lavoro, quando subito dopo la messa in onda del video il cellulare ha iniziato a squillare con le notifiche di Messenger di Facebook: erano alcune persone che mi conoscono che mi hanno spiritosamente scritto di questo fatto...

Naturalmente ho risposto loro che questo Gnaccarini non è mio parente e non lo conosco e siamo andati avanti con battute sul caso.

Poi nei giorni seguenti altre persone mi hanno telefonato, sempre in maniera spiritosa, segnalandomi la coincidenza del cognome - argomento...

Ora che ho chiarito la situazione, mi sento personalmente più tranquillo e mi auguro di non vedere altri Gnaccarini sui telegiornali con fatti illeciti... però se li vedo perché hanno fatto qualche cosa di straordinario, va benissimo!

Se vi siete persi il servizio di Striscia la Notizia, lo potete vedere al seguente link

Ma a voi cosa è venuto in mente quando avete visto in televisione un vostro omonimo?

Per me è stata una "strana" cosa, e per voi?

Martedì, 02 Ottobre 2018 10:32

Non tutti i camper sono acquistabili in Italia

Il Salone del Camper 2018 è terminato da due settimane e i camperisti e non ancora camperisti (come direbbe il mio amico Giuseppe Roma) stanno prendendo la decisione di cambiare o acquistare un nuovo camper. Prendere questa importante decisione, che espone chiunque ad un esborso rilevante, potrebbe sembrare il passo più impegnativo da fare... invece è quello che succede dopo che potrebbe far svanire il proprio sogno.

Alcuni camperisti che avevano (avevano... purtroppo) deciso di cambiare il camper con uno nuovo hanno vissuto un'esperienza che nessuno può immaginare. Anche io sono rimasto molto sconcertato e ora ve la racconto.

Il tutto inizia dalle fiere. A cosa servono le fiere? Per vedere i camper, come sono fatti, gli interni, ecc... Ma ovviamente non ci sono tutti i veicoli presenti sul catalogo, i costruttori fanno delle scelte e portano in fiera una selezione di mezzi... tanto c'è il catalogo che ha tutte le versioni, piante, disposizioni, accessori... 

E quando rientri a casa, bello carico dopo aver visto il marchio preferito, sfogli il catalogo e trovi il camper dei sogni, quello che non c'era in fiera, ma per fortuna, è sul catalogo. Finalmente l'hai trovato! Ora lo desideri e lo vuoi acquistare.

E allora cosa fai? Telefoni al concessionario più vicino per sapere se ce l'ha in esposizione e se puoi andarlo a vedere. Purtroppo, il camper dei tuoi sogni non ce l'ha e non gli arriverà... provi a telefonare agli altri concessionari italiani e niente, quel camper nessuno dei concessionari ha deciso di acquistarlo e prenderlo in esposizione. Provi a telefonare ancora più in alto, all'importatore del marchio, ma anche in questo caso la risposta è "picche": quel camper nessun concessionario ha deciso di venderlo, quindi se lo vuoi, prova a telefonare a concessionari esteri.

Si, avete capito bene, se vuoi un camper che nessun concessionario si è preso il rischio di acquistarlo e di venderlo in Italia, allora ci sono ben poche speranze di poterlo acquistare.

Capisco l'impegno economico considerevole che un concessionario deve affrontare ogni anno, quando decide quanti e quali camper deve acquistare con l'obiettivo di venderli entro l'anno. Capisco perfettamente che un concessionario acquisti camper con le caratteristiche che possano essere molto interessanti per la maggioranza dei camperisti, quindi comprendo il fatto che decidere di acquistare una particolare pianta o disposizione che in Italia ha una domanda molto bassa, possa far temere di non riuscire a trovare il giusto acquirente e, quindi, tenere immobilizzato denaro prezioso.

Però, quello che mi delude è perché se nessun concessionario ha deciso di acquistare un determinato camper, non sia possibile sedersi ad una scrivania e ordinarlo, come si fa con le auto, quando vuoi un certo modello, di un certo colore e con gli accessori desiderati e non è presente nell'esposizione.

E poi i costruttori si lamentano che "il mercato in Italia non cresce come all'estero" oppure "in Italia si vendono pochi camper nuovi e molti usati", ecc... e quando il mercato chiede un modello presente sul catalogo ma nessun concessionario ha rischiato di prenderlo in esposizione, quello specifico modello sarà molto difficile vederlo in Italia... Vorrei che qualcuno mi spiegasse come una famiglia può acquistare un mansardato se in Italia hanno deciso di portare solo i semintegrali, come se solo i pensionati fossero gli unici a permettersi di acquistare un camper... oppure la coppia giovane che vuole un semintegrale compatto di 6,5 metri senza essere obbligati ad acquistare per forza un van?

Alla fine, quei camperisti che avevano il desiderio concreto di cambiare camper, si terranno quello che hanno già!

Ma quello che più mi preoccupa è la politica commerciale di decidere cosa vendere senza considerare che qualcuno potrebbe desiderare di acquistare il camper dei propri sogni... un camper inserito comunque in catalogo.

Se anche voi avete dovuto rinunciare al vostro camper dei desideri a causa della politica commerciale, raccontala qui sotto, così la tua esperienza potrà essere utile per sensibilizzare il settore a rispondere meglio alle esigenze dei camperisti e campeggiatori.

Naturalmente, se la pensi come me, in alto puoi trovare i pulsanti per condividere questa pagina sui tuoi profili social.

Come vi avevo anticipato nel precedente post, voglio portare all'attenzione dei titolari e gestori di aree attrezzate camper e campeggi su un aspetto molto importante: le insegne stradali.

Per i camperisti e campeggiatori, la vacanza parte da casa, quando si mette in moto il motore. Quindi il viaggio è parte integrante della vacanza e la vacanza viene ricordata anche per il viaggio.

Quante volte mi sono trovato a dover cercare quel maledetto vicolo che porta all'area attrezzata camper o campeggio, solo perché la struttura non ha pensato di mettere delle indicazioni stradali sugli incroci, così da evitarmi di farmi girare come un matto alla ricerca della giusta strada.

E all'arrivo in struttura, secondo voi ero felice di essere arrivato oppure arrabbiato?

Penso che sia capitato anche a voi almeno una volta. Sono certo che quella vacanza la ricorderete anche per la difficoltà che avete avuto nel trovare la struttura e quando parlerete con i vostri amici, so già che direte "lascia stare quel campeggio, si diventa matti per raggiungerlo..."

Cari titolari e gestori, basta ben poco per far iniziare al vostro cliente una vacanza felice e che la vostra struttura venga ricordata per la bella esperienza della vacanza.

E voi amici camperisti e campeggiatori, condividete e divulgate questo video così da consigliare le strutture ricettive a renderle sempre più accoglienti.

Se anche voi avete avuto la brutta esperienza di girovagare nel nulla per trovare un campeggio o area attrezzata camper, puoi raccontarla qui sotto, così condivideremo gioie e dolori delle vacanze all'aria aperta.

Può capitare a tutti di trovare una struttura ricettiva non adeguata oppure con personale impreparato, ma così tante lamentele e segnalazioni come in quest'ultimo periodo non ne avevamo mai ricevute da voi, camperisti e campeggiatori che, come noi, amate trascorrere le vacanze all'aria aperta.

Molto spesso, le lamentele riguardano la scarsa efficienza dei servizi messi a disposizione ma anche il personale che non conosce le vere esigenze dei camperisti e campeggiatori, perché probabilmente non ha mai provato in prima persona questo tipo di vacanza.

Poi, questi gestori o titolari di aree attrezzate camper o campeggi si lamentano che sono spesso vuote e che vedono, invece, altre strutture che sono spesso piene e tutti ne parlano bene.

A questo punto, riteniamo che tanti imprenditori non abbiano la preparazione di come accogliere i camperisti e campeggiatori, forse perché si sono avvicinati a questa attività senza conoscerla bene, oppure perché hanno ripiegato in questa impresa da altre fallimentari solo perché questa sta "tirando" di più delle altre e costa poco realizzarla... e commettono tanti errori.

Ma essere il titolare o gestore di aree attrezzate camper e campeggi è un lavoro, quindi bisogna affrontarlo con la giusta preparazione e l'improvvisazione non ha mai ripagato in altri settori e ciò avviene anche in questo.

Noi di vacanzelandia.com, che abbiamo visitato tante strutture e incontriamo frequentemente i titolari e gestori, abbiamo una grande consapevolezza di quali sono le esigenze di un camperista e campeggiatore quando si reca in vacanza presso una struttura, quindi abbiamo deciso di dare dei piccoli suggerimenti e consigli nel nostro blog, così da attirare l'attenzione su certi argomenti, con la speranza che ciò possa far riflettere questi imprenditori e rendere le strutture più accoglienti e rispettose verso coloro che amano trascorrere le vacanze all'aria aperta lontano da stress e vita quotidiana.

Se qualcuno di voi vuole segnalare punti di riflessione sull'inadeguatezza delle strutture, vi invito a scrivere qui sotto, così insieme potremo aiutare questi imprenditori a crescere e a migliorare le nostre vacanze.

Una bella chiacchierata con l'amico Massimo Badino, agronomo ed esperto progettista e consulente Aree Attrezzate di Sosta

L'Italia ha ancora tanto da fare in tema di ricettività camper e anche caravan, perché a differenza di altri Paesi stranieri, siamo carenti di aree attrezzate e campeggi che possano in maniera capillare garantire la copertura territoriale della ricettività per i turisti itineranti.

Tanto c'è ancora da fare e noi di Vacanzelandia siamo attenti a questo problema e cerchiamo di collaborare attraverso Promocamp, con ProgettAree Group il team di professionisti che si sta attivando per poter contribuire con consigli e suggerimenti, essere a fianco di nuovi imprenditori che vogliono aprire nuove aree camper o che già attualmente esistenti, vogliano migliorarle.

Durante una mia trasferta verso il Piemonte, ero ospite ad un'inaugurazione officina camper, ho incontrato l'amico Massimo Badino, un esperto del settore  e ci siamo mangiati un boccone insieme, abbiamo fatto una bella chiacchierata. Volevo scoprire insieme a lui quali sono le difficoltà in Italia per aprire un'area sosta camper. Ho colto l'occasione di registrare un VIDEO in occasione di questa bella conversazione tra di noi che voglio condividere con voi, cari amici di vacanzelandia.

DUE chiacchiere tra di NOI questa volta non è con Marzia, ma con Massimo Badino... 

BUONA VISIONE

Se avete domande a riguardo sono a vostra completa disposizione, perché anch'io, oltre ad essere un addetto del settore, sono camperista come VOI... VI ASPETTO!

Il 2017 è l'anno dei Borghi e noi di vacanzelandi@ siamo andati al convegno a Bologna

Quando ci è arrivata l'email che ci invitava a partecipare al convegno "Focus BORGHI d’ITALIA verso la XXI edizione della Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte d’Italia", abbiamo subito pensato: finalmente qualcuno che pensa che il turismo deve essere sviluppato anche nei piccoli paesi, nelle località fuori dal turismo di massa.

Infatti, è sempre stato l'obiettivo di www.vacanzelandia.com, e voi che ci leggete lo sapete benissimo, quello di valorizzare i piccoli paesi, i luoghi meno conosciuti dalle masse, proprio perché il camperista e campeggiatore ama scoprire angoli nascosti della nostra bella Italia, entrare a contatto con la storia e tradizioni del luogo e portarsi a casa un bellissimo ricordo grazie ai sapori degustati ed ai prodotti tipici acquistati sul posto, casomai direttamente dal produttore.

E ci fa molto piacere vedere che siete tantissimi che leggete e scaricate gli Itinerari e Mete su www.vacanzelandia.com: centinaia di diari di viaggio e mete realizzati veramente proprio su piccoli borghi e località poco conosciute, raggiungibili con il camper, e siamo orgogliosi che anche le istituzioni stiano pensando a sviluppare questo tipo di turismo.

Allora, abbiamo subito prenotato il nostro posto e giovedì 18 maggio 2017 siamo andati a Bologna, presso la Pinacoteca Nazionale, per assistere a questo convegno che è durato tutta la mattinata. Siamo stati molto contenti di vedere tanti giovani studenti universitari presenti e seduti in attesa dell'inizio di questo evento.

convegno borghi 01

 

Ecco cosa è emerso dal convegno

E' stato un convegno molto intenso, senza soste, dove i relatori si sono susseguiti con interventi di altissimo livello e ricchi sostanza, gestiti in maniera impeccabile da Robert Piattelli, Co-Founder di BTO Eductional.

Tra i relatori di spicco, segnaliamo Andrea Corsini - Assessore al Turismo per la Regione Emilia Romagna, Alessandro Tortelli - Direttore Scientifico Centro Studi Turismo, Ottavia Ricci - Consigliera del Ministro Dario Franceschini per la sostenibilità nel turismo, Laura Shiff - Dirigente Regione Emilia Romagna responsabile dei progetti interregionali, Gianni Bastianelli - Direttore Esecutivo Agenzia Nazionale del Turismo ENIT, e tanti altri relatori di associazioni nazionali legati al turismo ed imprenditori del turismo. Ha concluso il convegno l'intervento di Francesco Palumbo - Direttore Generale DG Turismo del Ministero dei beni ed attività culturali e del turismo MiBACT.

Dopo aver sentito le parole del Ministro Franceschini, lette durante il convegno, "I borghi che costellano il territorio delle nostre regioni, ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine di crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono", abbiamo avuto la conferma che il nostro lavoro è stato costruito sulle solide basi e che ora anche lo stato italiano sta iniziando a capire che il Turismo può diventare una colonna portante dell'economia del Paese e che può essere sviluppato dappertutto, anche in quel piccolo borgo che ha tante cose uniche da raccontare e da far vivere ai turisti.

Anche i numeri presentati nelle slide hanno confermato che i piccoli borghi possono diventare un grande polo attrattivo, proprio per le caratteristiche uniche che ciascuno possiede: questo è un momento positivo per l'industria del turismo, non solo balneare, ma soprattutto turismo di cultura, di città d'arte e luoghi più nascosti, come i borghi storici. Sono 5568 i comuni italiani al di sotto dei 5000 abitanti e rappresentano il 70% del totale e che occupano il 54% della superficie del territorio nazionale. Il 50% dei viaggiatori che scelgono di trascorrere le vacanze nei borghi sono stranieri.

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Nei borghi i viaggiatori vivono una vacanza esperenziale, a contatto con le persone del borgo, assaggiano i prodotti tipici, quindi lo sviluppo dei borghi non deve solo essere ambientale, ma visto anche in prospettiva sociale ed economico.

Dagli interventi è emerso anche il disappunto degli imprenditori che fanno fatica a competere a causa dei costi e tasse. I relatori imprenditori hanno espresso questo fondamentale concetto: senza orgoglio di far vedere il proprio paese, non ci può essere turismo. Il turismo è lavoro, cultura dell'ospitalità e orgoglio del cittadino. Bisogna ritornare ad un turismo EQUO e gestito a livello Centrale, non Regionale, mantenere la specificità e tipicità e rilanciare l'ETICA, così si guadagna tutti.

convegno borghi 05

 

Le nostre riflessioni

Anche se non si è parlato in maniera specifica del turismo all'aria aperta, confidiamo che i prossimi tavoli di lavoro possano essere il luogo per discutere anche dei vantaggi immediati che il turismo all'aria aperta può portare ai piccoli borghi con un minimo di investimento, accogliendo questo tipo di viaggiatore che ama scoprire le piccole bellezze del nostro Paese e vivere esperienze indimenticabili a contatto con le persone e con le tradizioni, gustando i prodotti tipici e portando a casa queste piccole esperienze che, tutte insieme, fanno grandi le persone.

www.vacanzelandia.com ha sempre messo a disposizione la propria esperienza per aiutare le amministrazioni locali e imprenditori a sviluppare turismo e ciò grazie anche a PROMOCAMP, l'associazione nazionale che raggruppa gli imprenditori del turismo all'aria aperta, di cui facciamo parte e con la quale stiamo lavorando in alcuni specifici progetti che porteranno alla creazione di strutture ricettive proprio per sviluppare il turismo in quelle aree e paesi dove i camperisti e campeggiatori possano dare quella spinta in più per crescere l'economia locale.

Ci auguriamo che anche i politici e tecnici che stanno lavorando su progetti per incrementare il turismo, prestino la giusta attenzione al turismo all'aria aperta, che è destagionalizzato ed è composto da persone che vogliono vivere le vacanze proprio in linea con quello che questo convegno ha fatto emergere: turismo lento, dell'autenticità e della qualità della vita.

Noi sappiamo che questo nostro pensiero è quello che pensate voi, amici camperisti e campeggiatori che ci leggete, e siamo certi che se ci sarà data la possibilità di contribuire ad incrementare lo sviluppo turistico del nostro settore non ci tireremo di certo indietro...

È giunto il momento di rinnovare le scarpe del nostro camper

Qualche giorno fa sono andato a prendere il camper a casa per realizzare alcuni lavoretti ed essendo imminente l'arrivo del caldo dell'inizio estate, ho eseguito alcuni soliti controlli che mi impongo di effettuare sempre prima della stagione estiva.

Secondo la mia esperienza, il caldo può incrementare problemi alla meccanica e al motore, quindi alla fine della primavera eseguo sempre alcuni controlli, così da poter affrontare l'estate con il camper in perfetta forma.

Tra questi, c'è anche quello degli pneumatici. Considerando che questi organi permettono al camper di stare in strada, come le calzature che indossiamo permettono di farci avere la giusta aderenza ed ammortizzare le imperfezioni del terreno, è molto importante che anche le "scarpe" del camper siano in perfetta forma.

consigli pneumatici sempre in formaHo quindi effettuato i controlli di cui avevo già scritto nei miei 5 consigli per pneumatici sempre in forma e ho subito capito che i pneumatici "erano già alla frutta" ossia il battistrada si era notevolmente assottigliato e ho subito deciso di provvedere prima possibile alla sostituzione anche se l'usura non era ancora arrivata al minimo previsto dalla legge di 1,6 mm.

Naturalmente, oltre a tenere controllato il reale consumo del battistrada, ho sempre tenuto in considerazione anche l'età degli pneumatici e ho sempre verificato se alcune buche non viste, prese troppo velocemente o eventuali salite sul cordolo, avessero apportato danni alla carcassa.

Considerando che, per fortuna, non ho mai riscontrato particolari danneggiamenti durante i viaggi, possiamo ritenerci molto soddisfatti se queste "vecchie scarpe" ci hanno permesso di percorrere ben 70.000 Km senza lasciarci mai in panne.

Ma dopo tanta strada, proprio perché so il caldo mette a dura prova gli pneumatici, ho deciso di sostituirli per poter viaggiare più sicuro e tranquillo la prossima estate.

A questo punto, quali pneumatici montare?

gomme camper vecchie

Beh, devo ammettere che questi si sono comportati molto bene, sono rimasto molto soddisfatto anche guidando sulla neve, su strade allagate, hanno resistito a km e km percorsi sulle arroventate autostrade siciliane e a lunghe soste dei periodi di meno utilizzo, senza deformarsi.

Quando il gommista, un fidato amico, mi ha chiesto "montiamo sempre gli stessi o proviamo a cambiare per risparmiare?", devo ammettere che la prima risposta è stata "prova a vedere alcuni prezzi, anche di altre marche" perché sapete anche voi che tra marca e marca ci possono essere grandi differenze di prezzo.

Infatti, dopo qualche ora, mi ha chiamato e mi ha presentato i vari preventivi: dagli pneumatici "questi hanno un buon prezzo... se devi fare pochi km possono anche andare bene..." a " questi sono come quelli che hai tu, però sono i più costosi ma se hai fatto 70000 km e ti sei trovato bene..." secondo voi, che cosa ho deciso di montare?

Io sono una persona che vuole viaggiare nella massima sicurezza, sono molto inquadrato e, soprattutto, ho sempre in testa il motto "chi meno spende, più spende" e, quindi, ho rimontato gli stessi pneumatici.

Ma che cosa mi ha fatto decidere di ri-acquistare questi pneumatici?

gomme camper nuove

Per prima cosa, la percorrenza. 70000 km sono tanti e il battistrada ha avuto un consumo omogeneo. Poi la tenuta di strada, sempre ottima anche in caso di strade allagate affrontate con velocità sostenuta.

La tenuta di strada l'ho anche apprezzata su strade innevate. Sebbene questi pneumatici siano classificati "estivi", il battistrada è molto scolpito e ha anche la marchiatura M+S. Ciò mi ha permesso di affrontare strade di montagna leggermente innevate garantendo una sufficiente trazione e tenuta in frenata. Certo che quando il fondo stradale è ghiacciato o c'è molta neve, le catene sono obbligatorie per muoversi in sicurezza, ma può capitare di affrontare brevi tratti di strada innevata, all'uscita dal campeggio, in manovra in un parcheggio, su un breve tratto di strada secondaria e un buon pneumatico marchiato M+S può dare quella tenuta in più per cavarsela senza catene.

Inoltre, la marchiatura M+S permette di poter viaggiare in quei paesi esteri dove c'è l'obbligo di circolare solo con pneumatici M+S o invernali può transitare legalmente sulle strade, come Germania, Austria, ed altri stati del nord Europa.

Infine, devo ammettere che mi piacciono molto, hanno un battistrada che mi ispira fiducia e che in passato non mi hanno mai lasciato a piedi o provocato danni o riservato delle brutte sorprese al volante.

Avrete già capito che ho ri-montato i Michelin Agilis Camping...

Secondo voi, dovevo provare altri pneumatici sapendo come si sono comportati quelli che, fino ad ora, mi hanno permesso di viaggiare in sicurezza con qualsiasi situazione meteorologica?

Era un po' da tempo che avevo in testa di raccontarvi questa nostra parte del lavoro e oggi ho deciso di dedicare un po' di tempo per scrivere alcune righe di una delle tante attività che Marzia ed io svolgiamo nel nostro lavoro complesso (a proposito avete letto che cosa fa un travel blogger plein air - un blogpost che aveva scritto Marzia - clicca QUI).

Partiamo da alcune riflessioni che vi chiedo mentalmente di fare, prima di descrivervi il backstage del veicolo ricreazionale.

Prima di acquistare un qualsiasi prodotto, dal più costoso a quello più economico, si inizia sempre con il cercare informazioni sui siti specializzati o siti del produttore, successivamente, la giusta decisione viene presa leggendo esperienze e consigli di altre persone che condividono la stessa nostra passione e che hanno provato il prodotto desiderato, fornendo informazioni vere e vissute, molto utili per capire esattamente se il prodotto che vogliamo acquistare è proprio quello che fa per noi.

Avrete sicuramente capito che i test e le prove di prodotti come accessori ma anche veicoli ricreazionali che abbiamo l'occasione di provare, vengono da noi "vissuti" come li vivreste voi, proprio come camperisti e campeggiatori appassionati delle vacanze all'aria aperta e che sanno esattamente cosa il prodotto o l'accessorio deve soddisfare per garantire un corretto utilizzo e un vantaggio per il cliente che lo possiede. Non siamo giornalisti, ma siamo prima di tutto camperisti/campeggiatori e quindi vediamo il prodotto e mezzo come li vedeste voi!

Quante volte, quando ci incontriamo con voi alle fiere del settore od in altri eventi, dite: "che bello che provate i prodotti dei nostri sogni!". Poi il massimo della soddisfazione ce la regalate ogni volta quando ci venite a raccontare: abbiamo acquistato il camper che avete provato ed è proprio così come lo avete descritto voi!

Ma questi test e prove, per noi sono anche un lavoro, quindi oltre a tenere in testa il cappello del camperista e campeggiatore curioso ed emozionato per il nuovo prodotto che deve testare, dobbiamo tenere in testa anche il cappello dello specialista del settore, che deve svolgere un vero e proprio servizio redazionale che possa essere utile per guidare nella scelta il camperista e campeggiatore per i veri vantaggi che il prodotto può offrire all'acquirente.

Quindi, per soddisfare la curiosità di tutti voi, ho pensato di farvi vedere il "dietro alle quinte" delle nostre prove e test sui camper e caravan, così da potervi far entrare virtualmente all'interno di questa attività che permette a voi di ottenere informazioni vere ed utili per soddisfare la vostra passione.

Il test parte da molto lontano

test prova camper meeting 01 vacanzelandia test prova camper meeting 02 vacanzelandia

Il tutto inizia dal meeting annuale che ogni costruttore organizza in estate (giugno e luglio) per presentare alla stampa ed addetti al settore le nuove produzioni che verranno presentate al pubblico dalla fiera di Düsseldorf, per poi arrivare al Salone del Camper e a tutte le successive fiere europee. Fino a tre anni fa era un meeting da giornalisti e concessionari, la nostra attività, innovativa e nuova, non era stata correttamente percepita e quindi nessun costruttore aveva creduto nel nostro lavoro; fino a quando qualcuno non è uscito dai soliti schemi e si è incuriosito di ciò che facciamo e ha voluto stravolgere un po' il trend, ovvero di non invitare solo le "solite facce", ma finalmente ha creduto che coinvolgere coloro che lavorano ad un progetto innovativo come il nostro, ovvero VACANZELANDIA gestito da travel blogger e non da giornalisti, potesse essere un nuovo canale di comunicazione tra le aziende e gli appassionati camperisti e campeggiatori. 

Si parte all'alba per raggiungere il meeting entro l'orario di inizio presentazione (normalmente le 10,00), che viene tenuta dal massimo rappresentante del costruttore, in alcuni casi l'amministratore delegato oppure il referente del mercato Italia, durante la quale veniamo informati sulle novità introdotte dalla casa produttrice sulla nuova gamma. In qualche caso, per i meeting all'estero, si parte il giorno prima in aereo, quindi due giorni di trasferta che dedichiamo volentieri a questi importanti ed irripetibili eventi.

Dopo aver assistito alla presentazione, ci si reca subito dai veicoli per "vederli da vicino". È necessario fotografarli tutti, quindi si gira come delle trottole da un veicolo all'altro. Si aspetta il proprio turno all'aperto, sul prato dove sono parcheggiati i camper, sotto il sole cocente dell'estate, naturalmente tutti vestiti da meeting, quindi camicia, pantaloni, ecc... magari ci si potesse mettere in maglietta, pantaloncini corti e sandali... purtroppo no, quindi si attende pazientemente che il collega finisca il suo lavoro sul camper, mentre il sudore cola dalla fronte...

Quando arriva il proprio turno, si entra nel camper e si inizia a prendere confidenza con questo nuovo veicolo, si scattano le foto più significative per ricordare come è quel veicolo e per avere materiale per realizzare le anteprime. Terminata la perlustrazione e le foto di un camper, si passa all'altro accanto o al primo libero. 

Marzia che si occupa delle strategie di social media marketing documenta in diretta questi meeting con i live tweeting... sapete che cosa? Sono dei post che vengono inviati sui vari social network (Facebook, Twitter, Instagram) e documentano in diretta ciò che avviene durante il meeting e/o eventi.

La visione dei camper viene interrotta, fortunatamente, con il pranzo, così da poter avere l'occasione di ristabilire la giusta temperatura corporea aumentata notevolmente all'interno degli abitacoli dei camper durante le riprese fotografich. Dopo il pranzo, si continua a visionare i camper in attesa di incontrare il responsabile della casa madre per definire le strategie. In tale occasione, ci si confronta e si decide insieme quali sono i veicoli per i quali si deve effettuare il test vero e proprio.

Questa giornata impegnativa termina sempre verso tarda ora con il viaggio di ritorno. Stanchi ma felici di aver visto da vicino i miglioramenti e i nuovi modelli delle case produttrici, ma anche colleghi del settore con cui piacevolmente si è condivisa la giornata.

Le prime informazioni per i camperisti e campeggiatori

Dopo il meeting, inizia il lavoro di stesura della pagina web "visto da vicino" da pubblicare su vacanzelandia.com. L'anteprima dovrà dare un'infarinata al camperista e campeggiatore sul nuovo modello che potrà finalmente vedere e toccare durante le fiere del settore come il Salone del Camper.

Quindi, ore di lavoro dedicate a scaricare le fotografie, selezionare le migliori, fare post-produzione di quelle scelte, scrivere recensioni che contengano informazioni "vere e vissute" che siano utili ad accontentare la fame di curiosità del camperista e campeggiatore.

Finalmente arriva il giorno del test

Durante il Salone del Camper, si prendono accordi con il responsabile del costruttore sul giorno e luogo del test. Normalmente, ciò avviene in pieno autunno o all'inizio dell'inverno, a seconda della disponibilità del veicolo da testare, in quanto molto spesso le campionature presenti sul territorio italiano vengono utilizzate per i porte aperte e fiere regionali, è per questo che è necessario attendere il giorno giusto. Naturalmente, deve essere una bella giornata, quindi qualche giorno prima del test si controllano le previsioni del tempo e ci si organizza con il concessionario per slittare la data o decidere di effettuare il servizio.

Voi che ci seguite attentamente e fedelmente, sapete benissimo che i nostri test avvengono con minuziosa cura e grande attenzione da camperista e campeggiatore esperto, come sono io, che da una vita trascorro le vacanze all'aria aperta. Quindi la nostra prova viene effettuata simulando un utilizzo reale.

Per prima cosa, prima di partire, decidiamo le varie ambientazioni per rendere vive le varie zone del camper, dalla cucina al tavolo da pranzo, dalla toilette all'armadio e gavoni, così da stabilire gli oggetti da utilizzare che ci serviranno per predisporre il set fotografico. A seconda del colore del mobilio e del pubblico di riferimento decidiamo quali oggetti portare e che tipo di foto scattare.

test prova camper concessionario 01 vacanzelandiaPoi arriva il giorno del test e ci rechiamo dal concessionario con il nostro camper o con l'auto stracolma di oggetti. Perché questo? Siamo stracarichi di oggettistica che servirà per creare il set-fotografico, esempio: asciugamani, accappatoi, set di piatti e posate, pentole ecc.

Come potete immaginare, dal momento che questi test avvengono in inverno, la situazione climatica è molto differente rispetto a quella torrida del meeting estivo: temperature vicine allo 0 e giornate corte. Quindi il problema principale è il freddo, soprattutto alle mani, che devono essere senza guanti per poter ispezionare il camper in tutti i suoi dettagli e scattare le centinaia di fotografie. In questo caso, teniamo il riscaldamento del nostro camper acceso così da poterci riscaldare le mani ogni tanto. inoltre, per poter lavorare nella maniera migliore, si cerca di avere capi d'abbigliamento leggeri e poco voluminosi, per consentire la massima libertà nei movimenti e poter vivere il camper con un abbigliamento consono al reale utilizzo.

test prova camper live twitting marzia vacanzelandiaPer fortuna Marzia ed io abbiamo un grande feeling anche in questa impegnativa attività: io mi occupo della parte tecnica del mezzo, impianti, funzionalità, fotografie, mentre lei pensa alle ambientazioni del vari spazi. Ognuno sa cosa deve fare e ci organizziamo in maniera da evitare di "pestarci i piedi" a vicenda. Ad esempio, mentre io fotografo l'esterno ed ispeziono i vari aspetti tecnici del camper, come la posizione della valvola di scarico, il vano bombole, i gavoni, ecc... lei si organizza all'interno per capire come arredare gli ambienti. Inoltre, Marzia documenta "in diretta" il nostro lavoro facendo il live-twitting sui social network facebook, instagram, twitter, così gli Amici di Vacanzelandi@ possono ricevere le prime anticipazioni in diretta.

Quando mi sposto all'interno ispeziono tutti i vani, impianti, tecnica, trasformazione dinette, ecc... fino a quando ho scoperto tutti i segreti del veicolo e scattato le fotografie di tutte le situazioni e dettagli. Ogni qualvolta finisco le fotografie su un certo ambiente, Marzia inizia l'allestimento introducendo oggetti reali, per creare le giuste ambientazioni utili per il camperista che potrebbe essere interessato a quel tipo di veicolo. Ad esempio, se un camper è interessante per la coppia, si ambienta da coppia, mentre se è destinato ad un pubblico da famiglia con bambini, si ambienta in maniera differente per trasmettere la giusta abitabilità. Questo tipo di set da noi ideato permette anche di trasmettere con la fotografia le giuste proporzioni degli spazi, per esempio all'interno degli stipiti vengono posti oggetti di conoscenza comune, ad esempio una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo ecc., così da far percepire attraverso l'immagine il volume del vano.

E così si fotografa la tavola apparecchiata, la cucina con tegami sul piano cottura e lavello con oggetti, posate e tegami nei cassetti, pensili con alimenti, toilette con asciugamani appesi e prodotti della cura del corpo nei mobiletti, armadio con capi ingombranti appesi e capi sui ripiani, gavone garage con biciclette.

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Devo ammettere che durante questi servizi, la giornata trascorre velocemente ed il freddo passa in secondo piano, perché c'è l'eccitazione e l'adrenalina della scoperta di un nuovo veicolo e, soprattutto perché il frutto del nostro lavoro sarà utile per tanti appassionati di vacanze all'aria aperta che riconoscono in noi le persone di fiducia che sanno trasmettere la realtà delle proprie esperienze.

Non è finita: ora bisogna pubblicare il test

Ebbene sì, dopo il test vero e proprio, si ritorna in sede e si realizza la pagina web "toccato con mano", una vera e propria recensione reale che documenta la nostra esperienza di qualche ora vissuta all'interno di un nuovo veicolo ricreazionale e sappiamo che verrà scelto anche grazie alla nostra testimonianza da camperisti e campeggiatori da una vita. C'è tanto lavoro dietro a questa recensione, non soltanto di scrittura tecnica per spiegare il mezzo, ma anche un lavoro di post-produzione delle centinaia di foto scattate. 

Perché abbiamo scelto di recensire i mezzi in questo modo? Tutto ciò lo facciamo perché riteniamo doveroso ed utile trasmettere a voi le reali situazioni di utilizzo di quel veicolo, proprio perché il camper deve essere abitato e servire per vivere una vacanza all'aria aperta. Secondo noi, un camper vuoto è come una scatola vuota, non regala suggestioni e noi vogliamo, invece, trasmettere la nostra emozione e i nostri consigli agli amici di Vacanzelandi@ che ci seguono assiduamente e fedelmente perché sanno che noi condividiamo come loro la stessa passione.

Amici, spero di avervi trasmesso quanto possa essere impegnativo il lavoro che c'è dietro alle quinte di un test, in questo caso di un camper e/o caravan, ma lo stesso lavoro viene da noi svolto anche per i prodotti, in modalità diverse, ma sempre con l'occhio attento del camperista e campeggiatore. Un lavoro impegnativo, che ci piace molto, e che ci dimostrate di apprezzare sempre quando venite in fiera a ringraziarci per tutto quello che facciamo, e di questo siamo molto orgogliosi.

Nel mio lavoro, è molto importante rimanere aggiornati sulle evoluzioni del marketing perché ogni giorno che passa, le tecniche si evolvono e le modalità di vendita e l'approccio con il mondo esterno che potevano andare bene fino a qualche mese fa, oggi non sono più attuali e bisogna cambiare rotta in fretta, questo per evitare di perdere dei colpi.

Leggendo questo post "Dall'economia dei bisogni a quella dei desideri" di Riccardo Scandellari, uno dei miei guru preferiti del web marketing che seguo assiduamente per fare sempre meglio il mio lavoro, mi viene da sorridere quando vedo molte aziende del nostro settore, che invece di curare di più il rapporto con il cliente per aumentare il proprio business, continuano a pensare che abbassando al limite della rimessa i prezzi, pur di vendere qualcosa, credono di aver fatto il massimo per la propria attività.

Quante volte siamo entrati in un negozio per cercare l'oggetto dei nostri desideri, attratti anche da un prezzo accattivante e ci siamo sentiti a disagio perché il commesso ci ha trascurati o si è atteggiato con noi in maniera poco professionale oppure c'era la musica assordante od altri disturbi. In quel caso, la voglia di acquistare ci è passata molto velocemente e si è perso lo stimolo, quindi siamo usciti subito senza aver comperato nulla.
Altre volte, invece, siamo entrati in un negozio così giusto per curiosare, caso mai senza la voglia di acquistare, ed abbiamo trovato un bell'ambiente, la musica con il giusto volume, e un bravo commesso che ci ha accolti e messo a proprio agio.  A quel punto, per magia, tutto è diventato molto interessante e abbiamo acquistato un oggetto (a volte anche non immediatamente necessario), senza guardare al prezzo, proprio perché il negozio ci ha fatto vivere un'esperienza gratificante.
Sono certo che, controllando lo scontrino o la ricevuta, abbiamo notato che abbiamo speso qualche euro di più per lo stesso prodotto che forse era nella vetrina dell'altro negozio, ma ciò non ci ha pesato.

Cosa significa tutto questo?


Nella realtà, gli oggetti dei desideri vengono acquistati senza guardare al prezzo: il segreto sta nel mettere al centro della propria attività il CLIENTE e fargli vivere una bella esperienza, gratificante per lui, per la sua famiglia, la sua vita, la sua azienda.

È questa la giusta strada da perseguire per rimanere in gioco in questa società, dove il valore delle persone viene giorno dopo giorno sempre di più sminuito, ridare la giusta CONSIDERAZIONE e mettere in primo piano i RAPPORTI UMANI.

Imprenditori, trasformate le vostre aziende in oggetti del desiderio, così sempre più clienti saranno felici di scegliervi!

Se non sapete come fare, rivolgetevi a chi può consigliarvi la strada giusta...

Non avrei mai immaginato di sentirmi dire la fatidica frase "Lorenzo, l'azienda ha deciso di fare dei tagli al personale e tu sei uno di quelli. Ti consigliamo di guardarti in giro...".

Era un anonimo giorno di Marzo 2010 e il tutto si svolse molto velocemente all'interno di una squallida saletta con le pareti bianche, una piccola finestra con visione sul parcheggio, un triste calendario di un fornitore sulla parete, un anonimo armadio grigio, c'era il Direttore dell'azienda e la responsabile dell'ufficio personale. Pochi minuti per farti crollare addosso tutto quello che avevi costruito in tanti anni di lavoro e sacrifici per quell'azienda...e soprattutto tante aspettative (pochi mesi prima mi avevano prospettato un "percorso di carriera"!).

La mia storia lavorativa è molto intensa, mi ha dato tante soddisfazioni, avevo lavorato sempre come dipendente, con passaggi di carriera e ruoli sempre più importanti e di responsabilità: negli ultimi tempi ero diventato il responsabile dello studio dei processi produttivi di un'azienda leader nel mondo per i suoi macchinari ed il mio lavoro era quello di studiare e progettare strategie di efficienza produttiva, sottoponendo investimenti per ottimizzare il lavoro ed ottenere un minore costo produttivo e un miglioramento di qualità dei prodotti. In poche parole, in qualche anno di lavoro avevo tutto lo stabilimento ottenendo degli importanti miglioramenti e facendo risparmiare tanti soldi all'azienda, permettendo di diminuire il costo di produzione affinché si potesse aumentare il margine o divenire più concorrenziali.

Nel frattempo, nel 2008 mi fecero intraprendere un percorso formativo per diventare RSPP, cioè il Responsabile della Servizio Prevenzione e Protezione,  tutto spesato a carico dell'azienda, a seguito delle dimissioni del vecchio RSPP. Nel frattempo, visto che l'azienda non poteva rimanere senza questa figura, aveva incaricato un consulente esterno ad interim, attendendo che io superassi l'esame, cosa che avvenne nella primavera 2009.

Poi arrivò la crisi, la famosa crisi che ha rallentato i consumi e, quindi, tutta la catena. Ho pensato "per fortuna che ho ottimizzato la produzione così da risparmiare i costi, ora l'azienda potrà utilizzare il margine per rimanere sul mercato". Infatti, prima delle ferie di agosto 2009, l'azienda annunciò che sarebbe iniziato un periodo di cassa integrazione "a rotazione" per tutti i dipendenti, produzione ed uffici. Mi avevano informato che a me sarebbero state riservate 3 settimane di cassa integrazione in coda alle ferie. Subito pensai "cavolo, quest'anno 6 settimane di ferie! Dal 1 agosto al 15 settembre! Posso girare il mondo! Naturalmente con il camper".

Quell'estate avevamo già pianificato un viaggio in Sicilia di 3 settimane, alle Isole Eolie (clicca QUI per il diario di viaggio sul nostro portale), quindi ne approfittammo anche per andare a trovare una nostra amica di Cento che era ad Alcamo (TP). Poi, visto che avevamo tempo, andammo anche a visitare il Caravan Salon a Düsseldorf, in Germania (QUI il diario di viaggio). Fu una bellissima estate e devo ammettere che con 6 settimane di vacanza ci si riposa per bene!

Qualche giorno prima del termine della cassa integrazione, l'azienda mi scrisse un'email per informarmi del prolungamento di altre tre settimane della mia cassa integrazione. Pensai "pazienza, vuol dire che mi dedicherò di più al progetto di Marzia".

Infatti, come avrete già letto nei post di Marzia, lei lasciò il lavoro nel 2008 (clicca QUI per la sua storia) e da quel momento lei seguiva il BLOG www.vacanzepleinair.com con informazioni utili per i camperisti e i campeggiatori mettendo a disposizione dei lettori la nostra esperienza di viaggiatori all'aria aperta. A livello economico, io guadagnavo degnamente fino a quel momento e potevamo permetterci di vivere tranquillamente anche con il mio stipendio, dando a lei il tempo per far crescere il portale fino al momento di iniziare a monetizzare quell'attività.

A buon intenditore, poche parole..

E la cassa integrazione fu rinnovata di tre settimane in tre settimane e capii che questo "trattamento" era riservato solo a "pochi eletti". Alla faccia della cassa integrazione a rotazione! Allora chiesi un incontro con l'azienda per capire che cosa stava succedendo e la risposta fu chiara "tu hai fatto un ottimo lavoro in passato, ora la tua figura non è più necessaria all'azienda, quindi o ti ricicli in officina, andando a lavorare come se tu fossi un'apprendista sulle linee di produzione oppure provi ad attendere qualche mese sperando che il mercato si riprenda e che ritorniamo ad avere bisogno di te per il tuo lavoro". A quel punto dissi "scusate, ma io posso essere incaricato come RSPP, quindi chiudete il contratto con il consulente esterno e mi fate svolgere quel lavoro". La risposta fu molto chiara: "no! Lui non si può toccare!". Quindi capii tutto... e risposi "bene, allora aspetto rimanendo in cassa integrazione". Seppi che altri due impiegati, nelle mie stesse condizioni, accettarono di lavorare in produzione, partendo da 0 anche se loro erano stati i progettisti di quelle macchine. Il significato era molto chiaro: volevano stancare fino a quando non avresti dato le dimissioni...

Nel frattempo, visto che il progetto di Marzia stava procedendo molto bene e tanti camperisti e campeggiatori seguivano il nostro BLOG, mi dedicai al massimo per far crescere i contenuti e apportare migliorie così da ottenere un bel sito e con migliaia di pagine di informazioni. Alla gente piaceva molto e a noi dava tante soddisfazioni, tanto da iniziare a programmare le strategie commerciali per iniziare a guadagnare anche da quell'attività. Questo mi permetteva di distrarmi e di non soffrire più di tanto della situazione lavorativa che stavo subendo.

Io me ne stavo tranquillo (ci provavo!) in cassa integrazione, tanto avevo da fare con Marzia, ed ad un certo punto, l'azienda mi richiamò al lavoro perché non potevano più chiedere la Cassa integrazione. Pensai "Bene! Ora riprendo il mio lavoro, che mi piaceva molto". Invece, al ritorno in azienda, mi fecero sedere in una scrivania facendomi svolgere un lavoro assurdo e che poteva fare qualsiasi stagista (non ce l'ho con i stagisti, ma è per far capire che genere di lavoro mi avevano dato da fare), e il mio capo era una persona che fino a qualche mese prima era una mia collega. La cosa più assurda, fu che accanto a me c'era il mio collega che, fino a quando ero stato al lavoro mi aiutava in alcune mie mansioni e gli stavo insegnando il mestiere, perché io dovevo diventare RSPP e in quel momento a lui era stato dato l'incarico di svolgere il mio vecchio lavoro, quello a me sottratto.  In poche parole, il mio collega faceva il mio lavoro e lui era accanto a me mentre io dovevo svolgere un lavoro insulso e senza necessità di professionalità. Nello stesso ufficio, c'era uno degli impiegati che l'azienda al quale stava riservando il mio stesso trattamento (lui era il responsabile della Qualità...) e il suo lavoro era quello di scannerizzare a mano tutti gli archivi, quindi lui ogni 30 secondi metteva un foglio dentro allo scanner, e salvava il foglio in formato elettronico... anche lui gli fu stato assegnato un bel lavorino...

Morte TUA, vita MIA.

Voi vi starete chiedendo se mi arresi a questa situazione. NO, cercai di combattere questa evidente situazione di mobbing. Chiesi aiuto ai sindacati ma, dopo il colloquio, mi dissero apertamente "hanno deciso di tagliare te, meglio per gli altri, arrangiati. Se vuoi utilizzare l'avvocato del sindacato lo devi pagare tu". Bravi i sindacati, che dovrebbero difendere i lavoratori; poi venni a sapere che i rappresentanti interni non fecero un minuto di cassa integrazione... Allora, chiesi una consulenza ad un avvocato specialista in casi di mobbing e mi disse che se avessi trovato un mio collega disposto a testimoniare, avremmo potuto far valere i miei diritti. Figurarsi, se trovavo un collega disposto a testimoniare per una persona che l'azienda aveva deciso di allontanare!

Mi decisi di chiedere un incontro con l'azienda, era ormai 7 mesi che questa situazione perdurava, era Marzo 2010, in quella squallida saletta che vi avevo descritto all'inizio, per capire le intenzioni dell'azienda nei miei confronti "naturalmente le dimissioni... Motivo? Non ci servi più, hai fatto molto bene il tuo lavoro e ora possiamo fare a meno di te". Gli dissi che mi stavano riservando un trattamento di mobbing evidente ma loro risposero che stava a me provarlo e che le cause sul lavoro vanno avanti tanti anni...

Un colpo basso per chi crede a ciò che fa, soprattutto per chi lavora con passione e serietà! 

Accettai questa condizione e concordai una buona uscita, diedi le dimissioni. Per fortuna, che a casa Marzia mi ha sempre sostenuto, fatto coraggio, passato lo sconforto, era giunto il momento di prendere il sogno fuori dal cassetto e finalmente realizzarlo. Ci siamo rimboccati le maniche e quel sogno nel cassetto che avevamo da tempo, si trasformò in un progetto: iniziammo a lavorare seriamente al portale di VACANZELANDI@ (clicca QUI che abbiamo raccontato la storia), dovevamo pensare e credere ai nostri sogni, ma anche al reddito che nessuno dei due aveva più.

DATA STORICA: 30 luglio 2010 

Terminai la mia vita da lavoratore dipendente in quella data (indimenticabile, ve l'assicuro!!), fu una festa di liberazione! Basta lavoro inutile sotto una capetta, con accanto il mio collega che svolgeva il mio lavoro e il consulente RSPP che mi rideva sempre in faccia...

Nel frattempo, avevamo già iniziato a lavorare al nuovo sito di Vacanzelandi@, che doveva andare online e a dicembre 2010 debuttammo alle fiere del settore e la prima fu Mondocampersud a Napoli.

Una NUOVA vita...

E da quel 30 luglio 2010 è iniziata una nuova vita lavorativa, una vita eccitante e che regala tante soddisfazioni, una vita di sacrifici, con orari di lavoro indefiniti e spesso 7 giorni su 7, proprio perché quando si ha in mano il bene ed il male del proprio futuro lavorativo, ogni minuto della propria vita è in funzione del massimo risultato possibile. Quando si lavora in proprio, lo stipendio ce l'hai solo se lavori sodo e bene; quando si lavora in proprio è difficoltoso staccare anche solo per un giorno perché si pensano alle opportunità che ti potrebbero sfuggire...

Sebbene il lavoro in proprio sia molto stressante, proprio dal fatto che non si ha uno stipendio fisso e che ogni giorno deve essere visto come un giorno per guadagnare (e chi è imprenditore come me mi può capire), mi regala soddisfazioni enormi, soprattutto quando le persone che mi seguono sui social network, che mi scrivono o che ci vengono a trovare al nostro stand alle fiere mi stanno vicino e seguono attentamente i consigli che scrivo su www.vacanzelandia.com: sono manifestazioni d'affetto impagabili e che mi fanno sentire che il mio lavoro è molto importante per loro.

Essendo rimasto in contatto con alcuni ex-colleghi che considero amici, ho saputo che l'azienda è ancora in forte crisi, che il Dirigente è stato cacciato via (ha fatto solo dei danni), che il consulente RSPP è andato in pensione e che tanti dipendenti si sono licenziati per andare in altre aziende. Questo significa che quando le cose vanno bene, tutti possono ingrassare, mentre quando le cose vanno male, si devono attuare strategie efficaci che possano produrre effetti positivi nel tempo. E in quel caso, se ci sono al comando persone con le giuste competenze e professionalità si possono ottenere certi risultati, altrimenti con la mediocrità si ottiene il nulla.

Alla fine di tutta questa parte di storia della mia vita, posso affermare

Benedetto quel giorno in cui mi hanno licenziato!

Marzia ha scelto di cambiare lavoro, io sono stato costretto, ma da allora procediamo felici a tutto gas... naturalmente con il camper!

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Era in progetto da tempo di poter avere un salotto (idealmente una dinette o veranda virtuale ), un punto d'incontro dove trovarsi, farvi conoscere chi siamo, come lavoriamo, come viviamo nella vita privata.  LEGGI TUTTO

Marzia Mazzoni

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Viaggiatrice nel DNA, camperista, travel blogger, mamma e moglie, adoro fotografare e la buona cucina. WEB dipendente!

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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