Sono una social dipendente, lo ammetto e non ho nessuna intenzione di disintossicarmi... MI PIACCIONO e basta! Con il tempo ho imparato a farne l'uso giusto, e non l'uso-abuso come spesso accadeva i primi tempi quando ad ogni occasione sentivo il desiderio di condividere e raccontare agli altri tanto della mia vita privata, oppure trascorrere tanto tempo senza darsi una regola personale e lavorativa per poterci dedicare lo spazio giusto della propria giornata.

Ho scoperto che mi piacciono perché mi sento "social dentro", che significa questo? Che mi piace stare in mezzo agli altri, un tempo si diceva "socievole" (ovvero "amante della compagnia dei propri simili"), ora il socievole lo si trova anche frequentando i social... usando la testa però, è il mio consiglio! Ripeto usarli ma non abusarne!

Ma torniamo a noi e al titolo di questo post. Mi sento una veterana dei social, nel senso che sono tanti anni che sono iscritta sia a livello personale che lavorativo, perché gestisco tutti i canali social di vacanzelandia (eccetto youtube che ci "smanetta" Lorenzo)... Mumble, mumble Facebook ormai sono 10 anni, eh già... era il lontano 2008 quando mi iscrissi, eravamo veramente in pochi... credetemi...Ma con il tempo mi sono innamorata di un altro social ♥


Parliamo di INSTAGRAM

È uno dei miei social preferiti INSTAGRAM. Mi sono iscritta nel 2014, più per curiosità che per convinzione. Ero attratta da questo social che aggregava tante foto. FOTO? Ho detto FOTO? Io che adoro fotografare, era "pane per i miei denti" questo luogo! Raccontai in un post di novembre 2016, qui sul blog, che una delle mie passioni è proprio la fotografia (se l'hai perso clicca QUI). Inizialmente condividevo su Instagram le mie foto, belle o brutte, senza però avere bene la consapevolezza che potenzialità ci potesse essere dietro a questo social. 

Aprii gli occhi durante un corso di marketing digitale e capii che dietro ad INSTAGRAM c'erano tante occasioni per conoscere persone che condividono le nostre stesse passioni, ma soprattutto anche tante opportunità di approfondire argomenti legati ai propri interessi, come ad esempio i viaggi, la cucina ma soprattutto la fotografia!

Galeotta fu una cena per l'anniversario dell'azienda Andalini (maggio 2016), nostro cliente da tempo, che produce la pasta 4 minuti (la preferita da camperisti e campeggiatori), durante la cena eravamo a tavola con gli IGERS di FERRARA. What? Igers che? E da lì iniziai a capire ancora più cose di Instagram.

IgersFerrara che roba è?  

Sono curiosa come una scimmia e quindi non potevo farmi scappare l'occasione per approfondire la cosa. Quindi durante la cena cercai di sviscerare meglio l'argomento con questi simpaticissimi commensali, gli "igers di Ferrara" per l'appunto e scoprii una cosa fantastica, ovvero che in Italia esiste un'associazione che si chiama IGERSITALIA e a livello locale ci sono delle community chiamate IGERS+nome provincia. E quindi? Che fanno questi Igers? Va beh, postano foto del territorio con gli #hashtag giusti, ok... e poi? Sono molto, ma molto ATTIVI sul territorio, ovvero partecipano ad eventi e manifestazioni locali, ma soprattutto raccontano attraverso la fotografia e le pubblicazioni su Instagram della propria provincia. Quindi ho iniziato a seguirli e mi sono accorta quanto c'è da sapere sul proprio territorio, cose bellissime "dietro a casa" e spesso ignorate o comunque senza aver dato troppa importanza.

Ma torniamo a noi: IGERSITALIA

Dopo questo incontro, mi iscrissi alla newsletter di IgersItalia (https://instagramersitalia.it/) e vi scrivo papale papale CHI SONO

Igersitalia è l’Associazione nazionale che riconosce, rappresenta e tutela gli appassionati e i professionisti specializzati nella produzione di contenuti digitali. Abbiamo costruito la più grande Community italiana legata al mondo della comunicazione visiva, con particolare riferimento alla fotografia digitale, alla mobile photography e, più in generale, alla produzione di contenuti multimediali.

Igersitalia è l’unica Community riconosciuta a livello nazionale e Internazionale ed è parte del movimento mondiale Instagramers, fondato da Philippe Gonzalez nel gennaio 2011 a Madrid. I gruppi di Instagramers nel mondo sono oltre 500 e in continua crescita. In Italia sono presenti 100 Community animate da circa 300 Community Manager a livello regionale e provinciale.

Li ho seguiti attraverso le newsletter, mi sono appassionata a tutto ciò che ruota attorno a questo mondo degli IGERS (deriva dalla contrazione Instagram -IG- con l’aggiunta di ers ad indicare una determinata tipologia di soggetti, in pratica un utente di Instagram è definito come “IGer” mentre l’insieme di tutti gli utenti sono gli IGers, al plurale) o chiamati anche INSTAGRAMERS, soprattutto che cosa fa l'associazione e gli igers locali.

2018: mi sono iscritta!!

Il tesseramento è annuale, ho aspettato quindi l'inizio di quest'anno per iscrivermi. Ho scelto l'opzione con la tessera plastificata e il gadget personalizzato. Quando è arrivato non ho resistito a non postarlo subito su Instagram con la scritta

#figaggine è fare colazione con la tazza #mug #igersitalia

igersiitalia colazione

E voi direte... tutto qui? Aspett... Essere parte dell'associazione significa poter accedere a tanti benefit e convenzioni che vengono comunicati di volta in volta, sia a livello nazionale che provinciale. La community di riferimento, per noi gli IgersFerrara, quando partecipa ad eventi o a manifestazioni per gli iscritti all'associazione da diritto di priorità per accedervi. Ma poi tante altri vantaggi che vi invito a leggere sul sito ufficiale - clicca QUI 

#instameet con gli #igersferrara

igersferrara

Dietro ai social ci sono persone e non utenti/igers/instagramers... ma essere umani in carne d'ossa e cosa c'è di più bello di incontrarsi e parlare delle proprie passioni? Eccoci qui all'aperitivo degli IgersFerrara. 

E voi su INSTAGRAM ci siete?

Mi trovate con il profilo personale marziamazzoni e come vacanzelandia per quello professionale del nostro sito. VI ASPETTO!

 

 

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Giovedì, 25 Gennaio 2018 13:31

Da ieri il mio profilo Twitter è OFF

Sono social-dipendente, lo ammetto... da quando nel 2008 (caspita sono quasi 10 anni) ho scoperto FACEBOOK e a seguire gli altri social network mi sono appassionata a queste piattaforme sociali. Non è soltanto deformazione professionale perché ho frequentato corsi in materia per amministrare al meglio il mio lavoro e li utilizzo per gestire le pagine e i profili di Vacanzelandia, ma perché io in mezzo alle persone ci sto bene, anche se sono realtà virtuali. Adoro chiacchierare e i social ti permettono di farlo, ma soprattutto mi piacciono i rapporti umani.

Dopo Facebook, mi iscrissi a TWITTER, non ricordo quando, mi attirava questo "cinguettare" con pochi caratteri dove si poteva essere essenziali, ma usando gli hashtag # era possibile cercare per affinità ed argomenti le persone simili. E i primi tempi si era veramente telegrafici, poi a fine settembre 2016 twitter diventò magnanime elargendo la possibilità di scrivere post con più caratteri (al riguardo gli dedicai un post qui sul blog Twitter diventa magnanime: 140 caratteri "netti"). Poi è arrivato INSTAGRAM, dove le immagini e i video (di breve durata) la fanno da padrone e me ne sono innamorata, un social immediato, fresco e soprattutto dove è possibile condividere le proprie foto... e come avevo scritto in passato la fotografia è una delle mie passioni (clicca QUI per leggere il post "le mie passioni"). Quindi, considerando che gestisco i miei profili privati e quelli di Vacanzelandia sui social network, mi sono resa conto che il tempo necessario per "stare sui social" è veramente tanto e soprattutto vale la pena se sei attiva!

Ho fatto una scelta

Sapete chi sono i "lurker"? Nel linguaggio di Internet, sono i frequentatori di un social, di una chat, di un gruppo o di un forum, che si limita a leggere i messaggi altrui senza inviarne di propri e senza dare gradimenti o intervenire. Poi ci sono i gli "account inattivi" quelli che sono aperti e che non producono interazioni, post... insomma nada de nada. Ecco appunto, mi sono accorta che nell'ultimo periodo il mio profilo personale @MazzoniMarzia su Twitter era proprio così INATTIVO a volte anche LURKER perché leggiucchiavo i commenti altrui senza dar contributo. Twitter mi piace per il mio lavoro, con Vacanzelandia lo utilizzo  molto (considerate che il profilo @vacanzelandia conta circa 2500 followers), mi è utile per trovare eventi da pubblicare o anche idee veloci. Così ieri ho deciso di mettere OFFLINE ovvero disattivare il mio profilo personale su Twitter, senza ripensamenti e credo di aver fatto la cosa giusta, perché quando non si partecipa al gioco è giusto uscirne e così ho fatto. 

Resto comunque SOCIAL-DIPENDENTE

Sì creano assuefazione, è vero... se ci entri nei social network e ci stai bene, fai fatica a staccarti... avete letto bene, se ci stai bene. Quindi a maggior ragione, ho fatto bene a chiudere Twitter, perché la mia inattività dimostrava che "non ci stavo bene". 

In attesa che gli esperti si pronuncino sull'esistenza o meno della dipendenza da social (come scritto in questo articolo di FOCUS), io sulle altre piattaforme continuo ad esserci, se volete restare in contatto con me, ecco i miei profili

FACEBOOK   INSTAGRAM LINKEDIN 

[richieste sincere e vere: no perditempo, no vendita creme, no proposte di diete, no militari in cerca di danaro (ricordate l'articolo che scrissi? Ecco QUI)] 

Chiudo questo post con una vignetta spiritosa (credits http://www.ictbusiness.it/)

facebook ufficio t t

 

E ricordate: i social usati bene, sono un ottimo strumento!

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Internet, web, social network ormai fanno parte della nostra quotidianità. Ma soprattutto come comportarsi in rete? 

Siamo tutti stati catapultati su internet, in questo mondo virtuale, senza aver ricevuto il manuale d'istruzione o un buon tutor/educatore che ci accompagnasse per mano all'interno di questo contenitore. Negli ultimi anni la comparsa dei social network è stata la rivoluzione per avvicinare molte persone alla rete, quante volte si è sentito dire "sono su internet" e parlando si scopriva che la persona si riferiva ad aver aperto un profilo facebook. Una rivoluzione epocale che copre una fascia d'età talmente vasta che se citiamo soltanto che 1,65 miliardi sono gli utenti che accedono a Facebook almeno una volta al mese (dato aggiornato al 2016), possiamo immaginarci quante persone navigano in rete ogni giorno, considerando che questo social network è soltanto una piccolissima parte di internet.

Ci siamo mai chiesti se entrare in questo contenitore che è la rete, fosse necessario un patentino, un esame, un test di ammissione o se bastava soltanto accedere e andare a ruota libera in questo mondo virtuale? Sto scherzando... ma non troppo! Lavoro ormai da anni in rete e quindi mi sono sento spesso coinvolta in riflessioni o per deformazione professionale ad osservare comportamenti impropri, alla fine mi sono decisa  a scrivere questo post. Ho notato che di fatto spesso si incorrono in nozioni ignorate o addirittura in errori, non sempre voluti ma anche in buona fede, che possono offendere  la morale altrui o addirittura essere travisati con il significato contrario a quello che si voleva comunicare.

I social network hanno poi amplificato questo comportamento perché ognuno di noi si espone in prima persona a raccontarsi, dare opinioni, postare, condividere e prendersi uno spazio "a casa di altri". Ma quanti di noi si sono chiesti come comportarsi e se esiste un'etica di comportamento. Lo sapevate che esiste la parola netiquette, è un termine che unisce il vocabolo inglese network (rete) e quello francese étiquette (buona educazione), ovvero un galateo di internet che sancisce delle regole, un po' come quando da bambini i nostri genitori ci insegnano a vivere nella società.

La nostra attività online come portale web ci porta spesso a partecipare a corsi per migliorarsi e conoscere al meglio il nostro ambiente di lavoro, per l'appunto internet, spesso ci troviamo anche a confronto con avvocati specializzati e specialisti del WEB, quindi apprendiamo nozioni che ci fanno capire come il comportamento in rete, che ha una sua disciplina ben precisa, a volte, per buona fede, come detto sopra, rischia comportamenti  erronei che possono portare nei casi più gravi anche a sanzioni e denunce.

Se foste in piazza...

In molte situazioni mi sono accorta che ci sono persone, che per il solo fatto che si trovano dietro allo schermo di un computer, si sentono la facoltà di esagerare o dire quello che pensano senza filtri, non riflettendo che anche la rete e i social sono una grande piazza, dove l'educazione vale tanto quanto la realtà “non virtuale”. 
A volte basta poco per non esagerare, io ho questo trucchetto, quando debbo scrivere, postare, condividere soprattutto sui social network mi chiedo: "se io fossi nella piazza della cittadina dove vivo, lo farei?". Vi verrà da sorridere, ma il giochetto spesso funziona. 

Qualche esempio?

  • Proprietà altrui/tutto non è di tutti: usare le foto e testi altrui è come usare la bicicletta altrui “tanto era lì” - meglio chiederla in prestito e se lo si fa si ringrazia (citandolo), quindi prima di fare i copia/incolla è meglio chiedere autorizzazione e se si fanno è meglio riconoscerne la fonte
  • Urlare in piazza: lo sapevate che l'uso delle parole scritte tutte in maiuscolo secondo la netiquette è come urlare in faccia alle persone? È considerato maleducato scrivere post tutti in maiuscolo, è come se voi entraste in una piazza ed iniziaste a parlare urlando!
  • Parlare male di altri: si chiama diffamazione, non si fa di solito in piazza parlando a tutti, mal che vada in confidenza, quindi attenzione ad usare i gruppi per diffamare, si può essere denunciati e querelati. Non ci credete? Leggete QUI - A noi di Vacanzelandia è successo che abbiamo rilevato che un amministratore di un gruppo cercava di metterci in cattiva luce, abbiamo preferito bannarlo, evitando la denuncia... ma attenzione che "il querelante diffamato potrà ottenere il risarcimento dei danni economici e morali sofferti a seguito della diffamazione, costituendosi parte civile nel procedimento penale in questione."
  • Salutare le persone: se in piazza incontri qualcuno che ti augura il buongiorno, la buona sera, gli auguri di compleanno, ricambia il saluto e/o ringrazia; anche soltanto con un cenno (like), è buona educazione rispondere sempre ai post sui social network e alle e-mail che ci vengono inviate in cui ci sia una richiesta
  • Chi racconta fandonie: come nella realtà anche in rete chi scrive cose false o notizie che tentano soltanto a generare click, spesso sono bufale o fake news, prima o poi vengono abbandonate ed ignorate, come nella vita chi racconta "panzanate" è destinato ad essere allontanato... o no?!?!
  • Foto seminude o che potrebbero imbarazzare altri utenti: in piazza non ci si va in mutande, vero?!?! Quindi ognuno di noi tragga le proprie conclusioni...
  • Tagging selvaggio: sui social network ci sono persone che postano e taggano altri senza autorizzazione, giusto per far numero... è come in piazza coinvolgere persone in iniziative a cui non è stata chiesta l'adesione o non si è direttamente coinvolti... quindi sempre meglio chiedere prima di taggare altri!

L'elenco è lungo e disparato per la netiquette, quindi se volete documentarvi sull'argomento ci sono siti che forniscono elenchi del galateo in rete.

Concludo questo mio post ribadendovi che internet è come la piazza del paese e quindi valgono le buone regole della vita reale, quindi in rete comportatevi da buoni cittadini, state utilizzando altri strumenti ma le persone sono sempre persone e la BUONA EDUCAZIONE VA SEMPRE DI MODA (citazione del mio papà)!

Pubblicato in marzia

Da piccoli ci insegnano a non parlare con gli sconosciuti e poi da grande che facciamo? La regola secondo me è ancora valida!

Un mesetto fa, dopo l'ennesima richiesta d'amicizia "ambigua" su facebook che mi aveva veramente irritato, scrissi un post sulla mia bacheca e condivisi questo mio disappunto, si aprì un vero e proprio confronto con molte delle persone con cui sono in contatto. Che cosa venne fuori? Ora vi racconto!

Stranieri, vedovi, militari e adescatori...

Tante persone hanno confermato che ricevono pure loro richieste d'amicizia di persone ambigue e ormai sembra un copione già scritto, ti arriva una richiesta e le componenti comuni sono:

  • persona di bell'aspetto (io ho notato che la maggior parte hanno un viso con un mandibolone, stile "Ridge Moss" l'attore statunitense....chissà il perché? Mah!?!?!
  • quasi sempre un militare americano
  • vedovo con figli 
  • per gli uomini invece sono russe, ucraine e comunque vedove pure loro!
  • nessun contatto di amicizia comune con te
  • interazioni sul profilo inesistenti o con immagini molto family style di persona per bene (buon padre di famiglia??!)

E voi che fate? Se da piccoli ci insegnano che non dobbiamo parlare con gli sconosciuti, sarebbe opportuno non accettare, ma il social network che lavora sulla legge dei grandi numeri, verrebbe la tentazione di accettare per aumentare la propria schiera di amicizie.

Sono profili fake o malintenzionati: ATTENZIONE!

Parlandone oggi qui sul blog non ho scoperto l'acqua calda e questo l'ho capito dal fatto che l'argomento è stato già trattato in passato in rete (soltanto alcuni articoli sono: Quando la truffa spezza il cuore, occhio ai falsi soldati americani sul web oppure Le truffe romantiche: attenzione ai falsi soldati americani che “per amore” chiedono soldi su Internet oppure la puntata di CHI L'HA VISTO di ieri mercoledì 8 febbraio ne ha parlato), insomma sembra che il fenomeno sia in aumento e non sottovalutatile. La prassi è ormai già chiara: ti chiedono l'amicizia, iniziano a colloquiare attraverso la chat, sono dolci e amorose persone che stravedono per i propri figli e pian piano cercano di intenerire la vittima a farsi mandare i soldi per aiutare a crescere queste povere creature! Altri invece sono adescatori che ci provano e non parlo di pedofili su minori, ma anche adulti che tentano di poterci sedurre e chissà in quale gioco stupido ci vogliono attrarre!

Che fare?

bloccare amicizia

Ognuno di noi è libero di fare quello che ritiene più opportuno per non cacciarsi nei guai. Io vi racconto qui come mi comporto:

- accetto le amicizie di persone che conosco personalmente, quelle che non conosco, confermo anche gli sconosciuti se hanno un cospicuo numero di amicizie in comune con me

- i profili sospetti di cui sopra "elimino la richiesta"

- poi andando sul loro profilo e aprendo la finestra (cliccando sui puntini a lato di messaggio) clicco "blocca" così sono sicura che non avrò più il rischio di un'ulteriore richiesta

- se vi infastidiscono, cliccate anche "segnala" così facebook riceverà la notifica di questo profilo da prendere in esame!

- qualora avete malauguratamente accettato l'amicizia e la persona rischia di molestarvi, c'è la possibilità anche di denunciarla alla polizia postale (clicca QUI)

La richiesta più buffa che mi è arrivata è quella di un profilo con la foto di un bell'imbusto con infilata una carta da gioco nei pantaloni leggermente abbassati.... d'istinto l'ho rimosso e non ho pensato a salvarla per condividerla in questo post....sarebbe stata sicuramente spiritosa da commentare....che dite?

OCCHIO quindi alle truffe!!! 

AGGIORNAMENTO DEL 13/02/2017 - ecco che cosa scrive Clarissa Martinelli - giornalista

Attenzione alle richieste di amicizia di militari. Arrivano a molte donne su Facebook richieste di amicizia di uomini francesi o americani, con foto profilo in divisa militare. Iniziano a chattare (spesso in francese), usano le parole giuste, prima di contattare le donne ne studiano il profilo e gli interessi, cercano donne non giovanissime e sole soprattutto: separate, ragazze madri, ma non solo. Mandano foto, raccontano la loro missione, usano belle frasi, telefonano fino a 4 o 5 volte al giorno interessandosi alla vita delle malcapitate. Ne carpiscono la fiducia, diventano presenze fisse nelle loro giornate, non accettano video su Skype per 'segretezza della missione'. Poi, ad un certo punto, iniziano a chiedere soldi per 'aiutare i bimbi orfani' nei villaggi dove dicono di trovarsi, con foto e racconti strappalacrime. E molte donne pagano. Prima di rendersi conto, di capire. È una truffa mondiale organizzata da nigeriani e ghanesi, nessuna foto è reale così come non lo sono le storie raccontate. Occorre fare molta attenzione.

Pubblicato in marzia
Mercoledì, 09 Novembre 2016 13:31

Elezioni USA: vincitori e vinti, my point of view!

Una lista semi-seria dei vincitori e vinti di queste ELEZIONI USA 2016, naturalmente è il mio point of view! 

Leggendo il titolo vi sembrerà strano che io voglia analizzare le elezioni americane con vincitori e vinti, chi mi conosce sa che difficilmente parlo di politica. Occupandomi di comunicazione ormai da qualche anno e di social network, sarà una deformazione professionale o perché sono una persona curiosa, ma mi ritrovo a seguire questi eventi dal punto di vista dell'importanza e dell'impatto mediatico, cosa che ormai la nostra realtà quotidianità ne è pregna.

Le elezioni americane hanno il loro fascino, credo che tutti noi le seguiamo con curiosità, non soltanto perché gli Stati Uniti sono grandi e potenti, ma perché attorno a queste campagne si crea un folclore mediatico che è difficile restarne indifferenti. Anni fa attraverso la televisione e la radio, ora attraverso internet e i social network, sta di fatto che le seguiamo con un coinvolgimento da sentirci liberi di esprimere assensi o dissensi, apprezzamenti o meno, cosa che non succede quasi mai con altre elezioni anche della stessa importanza. Ripeto e ribadisco, la comunicazione che ci gira attorno ha il suo peso.

The winner is...

sbarackObama cristina 400s

Secondo me il vincitore assoluto di queste elezioni americane è colui o colei che ha inventato l'hashtag #SbarackObama, riferito allo sbaraccamento (sgombro) del presidente uscente, sapendo al meglio coniugare il suo nome e aggiungendo una semplice s davanti ha creato un vero e proprio Trend Topic, oggi mercoledì 9 novembre al primo posto tra quelli di Twitter.

topyota sbarack 400s

Al secondo posto, metterei la casa automobilistica che ha saputo sfruttare l'onda dell'hashtag di cui sopra creando una campagna promozionale ad hoc con messaggi rivolti all'ex-presidente Barack Obama ad utilizzare il mezzo pubblicizzato per seguire le proprie passioni e i propri sport ora che è "time to SbarackObama". Fantastico!

twitter

 

Le constatazioni che farò saranno soprattutto riferendomi al social network Twitter, in quanto gli americani lo utilizzano molto di più di noi italiani. 
Un voto positivo a TRUMP che il suo profilo twitter ha 13,7 milioni di followers e al suo attivo 34.000 tweet (su Facebook 13.139.288 followers), contro i numeri nettamente inferiori in tutto di HILLARY CLINTON con 10,6 milioni di followers e 9817 tweet (su Facebook 12.392 followers).  

Qualcuno dichiara che il  33% dei commenti di TRUMP a suo favore erano inviati da robot, comunque sia questi commenti l’hanno aiutato a convincere la gente a votare per lui. Il messaggio è chiaro che bisogna convincere anche chi non legge i giornali e non guarda i dibattiti perché ogni voto vale come gli altri e con questa campagna ha raggiunto con una certa capillarità il popolo americano.

Sicuramente il nuovo MANTRA della comunicazione "il contesto è Re" ben si sposa in questa campagna, si è saputo raggiungere i contesti giusti con i contenuti giusti.

Se andiamo indietro di 4 anni, BARACK OBAMA vinse il secondo mandato alla Casa Bianca grazie alla sua social media strategy, per la prima volta si notò che era stato in grado di promuovere se stesso tramite le piattaforme sociali.  TRUMP, avrà comunicato bene o male, ha comunque avuto più seguaci e ha comunicato molto di più!

 

pollice giu

Pollice in giù per gli exit pool che avevano dato vincitrice Hillary Clinton e ancora una volta si sono dimostrati, come in altre proiezioni passate, un mezzo poco efficace per dare risultati in anticipo misurabili e concreti, probabilmente le persone intervistate esprimono il loro parere in maniera poco sincera, ma ai fatti concreti creano false aspettative.

Altro punto negativo verso Donald Trump che il giorno primo delle lezioni erano stati bloccati gli accessi all'account di twitter dai suoi manager della comunicazione, perché temevano che potesse scrivere delle cavolate sul social network. 

 

Alla fine di tutto, chi ha vinto le ELEZIONI USA? Secondo me la campagna politica e chi comunica di più e NON la politica stessa!

 

Pubblicato in marzia
Venerdì, 23 Settembre 2016 10:03

Twitter diventa magnanime: 140 caratteri "netti"

Twitter ha modificato il limite dei 140 caratteri, link, video e foto non saranno più conteggiati.

Amici "cinguettatori" avete notato che dall'inizio della settimana, per intenderci il 19 settembre 2016, il microblogging Twitter è diventato più generoso? Era stato annunciato a metà maggio che sarebbe avvenuto un cambiamento all'interno dei post di Twitter dove i 140 caratteri sarebbero diventati"netti" ovvero inserendo link, video e foto NON venivano più scalati dai caratteri disponibili. Lunedì è avvenuto il cambiamento.

TWITTER, per pochi ma non per tutti

Il social network, secondo il mio parere e quello che si legge in rete, non ha mai avuto un successo clamoroso, serve tempo, concentrazione e ritengo, predisposizione. Scrivere messaggi utili, efficaci e sensati in 140 caratteri non è cosa di tutti. Facebook è più social, si possono fare tante azioni, su Twitter si comunica in maniera veloce ed immediata, cosa che non piace a tutti. Prima della modifica di cui sopra, i 140 caratteri disponibili erano anche "lordi" perché se si inserivano link, foto e video, i caratteri dedicati al messaggio erano pochissimi, quindi occorreva un grosso sforzo per poter condensare in poche parole ciò che si voleva dire. Conseguenza: la mancanza di successo popolare, diventando un social un po' elitario. 

Cambiamento utile?

L'escalation di successo che stanno vivendo gli altri social network (fatta esclusione di GOOGLE PLUS che non è mai decollato, secondo il mio modesto parere) e l'arrivo per i più giovani anche della piattaforma di SNAPCHAT, ha costretto Twitter a modificarsi per poter dar la possibilità agli iscritti di avere più spazio per comunicare, questo per poter avere anche per il social stesso un'opportunità in più....considerando che da quanto si legge in rete, negli ultimi tempi cresceva molto lentamente e la piattaforma non stava vivendo un buon momento. Ma credo che sia utile per gli appassionati che lo utilizzavano già che ora hanno più "spazio" per scrivere, ma per chi non si è mai avvicinato a questa piattaforma perché troppo telegrafica, avvertirà questo cambiamento irrilevante.

Buone cinguettate più "corpose"! CIP CIP 

Mi trovate su Twitter come profilo personale - @MazzoniMarziae con  quello del nostro portale @vacanzelandia

Pubblicato in marzia
Giovedì, 08 Settembre 2016 07:58

Facebook per le aziende: minaccia o opportunità?

Mentre leggevo questo articolo "TURISMO DIGITALE: SEI VIAGGIATORI SU DIECI INTERAGISCONO COI SOCIAL", ho cercato di capire il perché tante aziende del settore del turismo all'aria aperta, come campeggi, aree attrezzate camper, ma anche produttori di accessori, servizi, ecc... sono ancora assenti su Facebook ed altri social network.

Da questa notizia si evince che 6 persone su 10 svolgono un'attività sui social network prima per cercare informazioni, durante per far vedere la propria soddisfazione e dopo per condividere la bellissima esperienza vissuta.

Quindi se un'azienda è sui giusti social network, può avere un canale aggiuntivo di comunicazione per raggiungere il cliente finale proprio nel momento in cui deve decidere dove andare, cosa acquistare oppure essere al suo fianco durante la vacanza o l'uso del prodotto, così da accompagnarlo in questa bellissima esperienza che è la vacanza o l'uso di un accessorio, come farebbe un vero amico.

Ma allora, perché tante (troppe) aziende sono ancora assenti sui social network quando essere su Facebook può diventare un'opportunità in più per poter attirare i clienti?

Facebook, opportunità o minaccia?

Facebook in primis (considerata la piazza virtuale più popolosa) e gli altri social network vengono utilizzati dai camperisti e campeggiatori perché sono canali di comunicazione molto veloci e in poco tempo si possono trovare informazioni utili per viaggiare, cercare esperienze su prodotti e servizi, ma anche cercare aiuto in caso di problemi o malfunzionamenti di accessori che vengono utilizzando in vacanza.

E' come parlare con un amico che abbiamo di fronte, con il vantaggio che di fronte possiamo avere anche qualche migliaio di amici, tutti pronti ad aiutare il proprio amico a vivere una bellissima esperienza.

L'abbiamo chiesto alle aziende

Dal momento che ho tanti contatti di aziende del settore, ho provato a fare qualche domanda ed ecco alcune risposte:

  • abbiamo provato ma per noi non servono a nulla
  • inutili per la mia azienda
  • non abbiamo tempo per seguirli
  • ci sono ma non ottengo risultati, quindi scrivo solo quando ho tempo
  • riteniamo i social un ambiente con tanta confusione e non capisco come la mia azienda possa interagire
  • paura che qualcuno scriva sulla bacheca delle cose spiacevoli

Sembra, quindi, che le aziende evitino i social o perché non hanno tempo per seguirli e, quindi, ottengono scarsi risultati, oppure perché ritengono i social un ambiente pericoloso per la propria immagine.

Poi sono le prime che si lamentano quando sui gruppi di Facebook si aprono delle discussioni sulla propria attività e che non possono intervenire per dare il proprio contributo o chiarire la situazione.

La storia insegna...

Care aziende, la comunicazione si evolve continuamente... una volta si trasmettevano i messaggi con i segnali di fumo, poi è arrivata la comunicazione scritta con i pony express e hanno smesso di utilizzare i segnali di fumo, con l'avvento dei motori la posta viaggiava molto più velocemente e i cavalli sono stati mandati in pensione, fino all'arrivo della rete internet, che ha introdotto la posta elettronica, che consente di inviare testi, immagini alla velocità della luce e ha portato un notevole calo di corrispondenza a tal punto che ora per spedire una cartolina bisogna aprire un mutuo per acquistare il francobollo...

Fino a qua ci siamo un po' tutti adeguati, ma quando sono arrivati i social, che sono piazze virtuali dove le persone si radunano, comunicano, scambiano opinioni e consigli, tutto in maniera rapida, con migliaia di amici e "senza confini", le aziende dove sono finite? Nelle piazze reali, attorno alle persone ci sono i negozi, esercizi commerciali, ma sui social, che sono piazze virtuali, le aziende perché non ci devono essere per stare vicino alle persone?

Nei prossimi post sul blog interpreterò le varie risposte che ho avuto e cosa le aziende possono fare per essere sui social network in maniera attiva, utile per le persone e, perché no, proficua per la propria attività.

Se pensi che queste mie riflessioni possano essere d'aiuto ad un tuo amico, condividile subito sui social, così ti ringrazierà per il suggerimento che gli hai dato.

Pubblicato in lorenzo

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Marzia Mazzoni

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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