Lunedì, 31 Ottobre 2016 14:48

Che emozione rimettere piede in una caravan

In occasione di un reportage fotografico per realizzare una recensione su una caravan, mi sono tornati in mente bei ricordi

Venerdì scorso, il 28 ottobre 2016, è stata una giornata fantastica!

Tutto è nato quando qualche settimana fa mi è stato chiesto di fare un servizio "toccato con mano" di una caravan: sono rimasto piacevolmente sorpreso e ho subito pensato "... finalmente un costruttore ha capito che la caravan può essere un veicolo ricreazionale per gli italiani che vogliono trascorrere le vacanze all'aria aperta!!!".

Chissà se hanno scelto me perché ho trascorso tanti anni di vacanze in caravan e quindi posso trasmettere la giusta filosofia dell'abitar viaggiando anche con questo mezzo, oppure perché siamo in un mondo dove chiunque faccia informazione sul web si chiama "www.camper....." e per le caravan c'è poco spazio per una buona informazione...: a questo punto non importa quale sia stato il motivo, quello che mi emoziona è aver l'opportunità di conoscere a fondo una tra le più belle caravan in produzione ed avere la possibilità di trasmettere i vantaggi di questo veicolo ricreazionale, soprattutto a chi sta cercando di avvicinarsi per la prima volta alle vacanze all'aria aperta.

Mi sentivo come un bambino a cui avevano detto che sarebbe arrivato un bel regalo e non vedevo l'ora di poter vivere questa bella esperienza; fino ad oggi ho avuto occasione di recensire solo camper.

Finalmente il giorno del servizio è arrivato. Già durante il viaggio per raggiungere il concessionario a Firenze non stavo nella pelle. Ma è quando l'ho vista su un rigoglioso prato verde ben curato, sotto il sole splendente di una tiepida giornata di autunno, che il cuore ha cominciato a battere molto più velocemente e ho trascorso qualche attimo a contemplarla in silenzio prima di iniziare a vederla da vicino per il servizio.

La caravan ha una concezione interna ed esterna differente rispetto al camper, ci sono tanti dettagli che li differenziano e che sono esclusivi della caravan: proprio quei dettagli hanno risvegliato ricordi di quando viaggiavo con la caravan.

Uno di quelli è il grande gavone anteriore, dove sono alloggiate le bombole del gas e che, solitamente, viene utilizzato per riporre gli attrezzi e per tanti altri accessori tecnici esclusivi per le vacanze in caravan. Quando ero ragazzo, ero io quello che doveva prendere fuori quegli attrezzi... c'erano i cunei da mettere dietro alle ruote della caravan per le partenze in salita (quante corse ho fatto rincorrendo la caravan appena ripartita in salita con i cunei in mano...), la chiave e le tavolette di legno per i piedini (ero io lo specialista del livellamento).

Poi il fascino del timone con il gancio e il ruotino, da abbassare per muovere la caravan e da alzare quando la caravan è stata agganciata all'auto, un'operazione che mi ha sempre affascinato e che qualche volta mio padre mi ha affidato, le grandi maniglie per muovere la caravan, quanti sforzi e cadute scivolando con le scarpe sull'erba bagnata o sulla ghiaia della piazzola (ero magretto, quindi molto leggero...) e ogni volta mi sembrava strano che due adulti e due bambini potessero avere la forza per muovere la nostra grande caravan in piazzola: con gli occhi da bambino per me la nostra caravan era grande ma in realtà era solo lunga di 3,80 mt... quasi un formato tascabile...

Quella piccola caravan era il mio rifugio, la mia casetta di vacanza, con la grande dinette posteriore panoramica con le tre grandi finestre sui tre lati: proprio come quella che stavo provando e, quando è arrivato il momento di provare la praticità e la comodità della dinette posteriore, mi sono subito seduto nella mia posizione e mi sono venuti in mentre i tanti giochi che ho fatto su quel tavolo, quanti camionisti ho salutato mentre pranzavo in una piazzola dell'autostrada, quanti panorami ho visto da quella grande finestra posteriore...

Ma anche i tanti pensili che sono posizionati lungo tutto il perimetro della caravan mi hanno fatto venire in mente il mio pensile, dove riponevo i miei giochi, le mie cose personali, i miei libri e compiti di scuola...

Amo il mio lavoro, che mi permette di conoscere strutture, toccare con mano i prodotti, risvegliando in me ricordi ed emozioni che ho provato tanti anni prima e che mi vengono in mente come se fossero accaduti solo ieri, per poi trasmettere la mia esperienza di vita vissuta a coloro che come me amano le vacanze all'aria aperta.

Pubblicato in lorenzo
Mercoledì, 19 Ottobre 2016 07:01

Alzi la mano chi NON conosce il mio prosecchino!

Ebbene sì, il prosecchino di Vacanzelandi@ è conosciuto da tutti coloro che ci seguono, tanto da diventare il prosecchino più popolare dei camperisti e campeggiatori.

Tutto è iniziato in occasione della prima fiera (Mondocampersud edizione dicembre 2010 a Napoli) quando abbiamo festeggiato con un bel brindisi il debutto di www.vacanzelandia.com alle fiere del settore insieme agli Amici di Vacanzelandi@, camperclub e vicini di stand... naturalmente con il mio prosecchino.

Da allora, la tradizione si è rinnovata ad ogni fiera e qualsiasi occasione è buona per stappare una bella bottiglia del mio prosecchino. Oppure il prosecchino è anche il nostro contro-regalo per contraccambiare i regali fatti con il cuore che riceviamo dagli Amici di Vacanzelandi@ (ci tengo a chiarire, non riceviamo nessun obolo, ma semplici manufatti frutto dell'hobby preferito o prodotti tipici raccolti durante i loro viaggi). La cantina del nostro camper è sempre piena di bottiglie di vino...

Ma dietro a questa semplice bottiglia di ottimo vino c'è una tradizione che mi accompagna fin da quando ero piccolo.

Da bambino, andavo a trascorrere il mese di agosto da mio nonno in campagna, e lui aveva la vigna. Mi ricordo che, quando mi portava con lui a vedere i grappoli di uva ancora acerba, mi raccontava come l'uomo avrebbe trasformato quei chicchi in vino: un duro lavoro che dura un anno, attraverso i pericoli delle intemperie, delle malattie, del processo di lavorazione del vino e che il risultato finale si poteva conoscere solo dopo aver stappato la bottiglia.

Da ragazzo, non mi ricordo quante vendemmie ho fatto e quante bottiglie ho imbottigliato... e quanto vino ho assaggiato... per questo mi piace il vino.

Poi, quando ho conosciuto Marzia, ho iniziato ad andare “a vino” con mio suocero: lui conosceva i posti giusti dove veniva prodotto un vino genuino e biologico, tra cui il famoso prosecchino. La tradizione sta continuando anche dopo la scomparsa di mio suocero e tutte le volte che vado a prendere il vino mi vengono in mente i bei momenti trascorsi in auto parlando con lui del più e del meno.

Questo vino quando viene da me imbottigliato è come un nettare che nulla dà a pensare che possa diventare frizzante nella mia cantina dopo circa tre mesi dall'imbottigliamento.

Il buon vino si ottiene solo con un buon lavoro e il giusto metodo, per questo quando si vuole festeggiare, per tradizione si stappa una bella bottiglia di vino: in questo modo si festeggia il raggiungimento di un obiettivo.

Il prosecchino di Vacanzelandi@ ha segnato e continuerà a segnare tutte le fasi di progresso del nostro lavoro, il raggiungimento di obiettivi e questi momenti continueremo a festeggiarli con chi condivide la stessa nostra passione per le vacanze all'aria aperta, quindi quando verrete allo stand di Vacanzelandi@ state attenti, perché abbiamo il prosecchino facile!

Alzi la mano chi NON conosce il mio prosecchino?!

Pubblicato in lorenzo

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Era in progetto da tempo di poter avere un salotto (idealmente una dinette o veranda virtuale ), un punto d'incontro dove trovarsi, farvi conoscere chi siamo, come lavoriamo, come viviamo nella vita privata.  LEGGI TUTTO

Marzia Mazzoni

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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