Giovedì, 25 Gennaio 2018 13:31

Da ieri il mio profilo Twitter è OFF

Sono social-dipendente, lo ammetto... da quando nel 2008 (caspita sono quasi 10 anni) ho scoperto FACEBOOK e a seguire gli altri social network mi sono appassionata a queste piattaforme sociali. Non è soltanto deformazione professionale perché ho frequentato corsi in materia per amministrare al meglio il mio lavoro e li utilizzo per gestire le pagine e i profili di Vacanzelandia, ma perché io in mezzo alle persone ci sto bene, anche se sono realtà virtuali. Adoro chiacchierare e i social ti permettono di farlo, ma soprattutto mi piacciono i rapporti umani.

Dopo Facebook, mi iscrissi a TWITTER, non ricordo quando, mi attirava questo "cinguettare" con pochi caratteri dove si poteva essere essenziali, ma usando gli hashtag # era possibile cercare per affinità ed argomenti le persone simili. E i primi tempi si era veramente telegrafici, poi a fine settembre 2016 twitter diventò magnanime elargendo la possibilità di scrivere post con più caratteri (al riguardo gli dedicai un post qui sul blog Twitter diventa magnanime: 140 caratteri "netti"). Poi è arrivato INSTAGRAM, dove le immagini e i video (di breve durata) la fanno da padrone e me ne sono innamorata, un social immediato, fresco e soprattutto dove è possibile condividere le proprie foto... e come avevo scritto in passato la fotografia è una delle mie passioni (clicca QUI per leggere il post "le mie passioni"). Quindi, considerando che gestisco i miei profili privati e quelli di Vacanzelandia sui social network, mi sono resa conto che il tempo necessario per "stare sui social" è veramente tanto e soprattutto vale la pena se sei attiva!

Ho fatto una scelta

Sapete chi sono i "lurker"? Nel linguaggio di Internet, sono i frequentatori di un social, di una chat, di un gruppo o di un forum, che si limita a leggere i messaggi altrui senza inviarne di propri e senza dare gradimenti o intervenire. Poi ci sono i gli "account inattivi" quelli che sono aperti e che non producono interazioni, post... insomma nada de nada. Ecco appunto, mi sono accorta che nell'ultimo periodo il mio profilo personale @MazzoniMarzia su Twitter era proprio così INATTIVO a volte anche LURKER perché leggiucchiavo i commenti altrui senza dar contributo. Twitter mi piace per il mio lavoro, con Vacanzelandia lo utilizzo  molto (considerate che il profilo @vacanzelandia conta circa 2500 followers), mi è utile per trovare eventi da pubblicare o anche idee veloci. Così ieri ho deciso di mettere OFFLINE ovvero disattivare il mio profilo personale su Twitter, senza ripensamenti e credo di aver fatto la cosa giusta, perché quando non si partecipa al gioco è giusto uscirne e così ho fatto. 

Resto comunque SOCIAL-DIPENDENTE

Sì creano assuefazione, è vero... se ci entri nei social network e ci stai bene, fai fatica a staccarti... avete letto bene, se ci stai bene. Quindi a maggior ragione, ho fatto bene a chiudere Twitter, perché la mia inattività dimostrava che "non ci stavo bene". 

In attesa che gli esperti si pronuncino sull'esistenza o meno della dipendenza da social (come scritto in questo articolo di FOCUS), io sulle altre piattaforme continuo ad esserci, se volete restare in contatto con me, ecco i miei profili

FACEBOOK   INSTAGRAM LINKEDIN 

[richieste sincere e vere: no perditempo, no vendita creme, no proposte di diete, no militari in cerca di danaro (ricordate l'articolo che scrissi? Ecco QUI)] 

Chiudo questo post con una vignetta spiritosa (credits http://www.ictbusiness.it/)

facebook ufficio t t

 

E ricordate: i social usati bene, sono un ottimo strumento!

Pubblicato in Home

Da piccoli ci insegnano a non parlare con gli sconosciuti e poi da grande che facciamo? La regola secondo me è ancora valida!

Un mesetto fa, dopo l'ennesima richiesta d'amicizia "ambigua" su facebook che mi aveva veramente irritato, scrissi un post sulla mia bacheca e condivisi questo mio disappunto, si aprì un vero e proprio confronto con molte delle persone con cui sono in contatto. Che cosa venne fuori? Ora vi racconto!

Stranieri, vedovi, militari e adescatori...

Tante persone hanno confermato che ricevono pure loro richieste d'amicizia di persone ambigue e ormai sembra un copione già scritto, ti arriva una richiesta e le componenti comuni sono:

  • persona di bell'aspetto (io ho notato che la maggior parte hanno un viso con un mandibolone, stile "Ridge Moss" l'attore statunitense....chissà il perché? Mah!?!?!
  • quasi sempre un militare americano
  • vedovo con figli 
  • per gli uomini invece sono russe, ucraine e comunque vedove pure loro!
  • nessun contatto di amicizia comune con te
  • interazioni sul profilo inesistenti o con immagini molto family style di persona per bene (buon padre di famiglia??!)

E voi che fate? Se da piccoli ci insegnano che non dobbiamo parlare con gli sconosciuti, sarebbe opportuno non accettare, ma il social network che lavora sulla legge dei grandi numeri, verrebbe la tentazione di accettare per aumentare la propria schiera di amicizie.

Sono profili fake o malintenzionati: ATTENZIONE!

Parlandone oggi qui sul blog non ho scoperto l'acqua calda e questo l'ho capito dal fatto che l'argomento è stato già trattato in passato in rete (soltanto alcuni articoli sono: Quando la truffa spezza il cuore, occhio ai falsi soldati americani sul web oppure Le truffe romantiche: attenzione ai falsi soldati americani che “per amore” chiedono soldi su Internet oppure la puntata di CHI L'HA VISTO di ieri mercoledì 8 febbraio ne ha parlato), insomma sembra che il fenomeno sia in aumento e non sottovalutatile. La prassi è ormai già chiara: ti chiedono l'amicizia, iniziano a colloquiare attraverso la chat, sono dolci e amorose persone che stravedono per i propri figli e pian piano cercano di intenerire la vittima a farsi mandare i soldi per aiutare a crescere queste povere creature! Altri invece sono adescatori che ci provano e non parlo di pedofili su minori, ma anche adulti che tentano di poterci sedurre e chissà in quale gioco stupido ci vogliono attrarre!

Che fare?

bloccare amicizia

Ognuno di noi è libero di fare quello che ritiene più opportuno per non cacciarsi nei guai. Io vi racconto qui come mi comporto:

- accetto le amicizie di persone che conosco personalmente, quelle che non conosco, confermo anche gli sconosciuti se hanno un cospicuo numero di amicizie in comune con me

- i profili sospetti di cui sopra "elimino la richiesta"

- poi andando sul loro profilo e aprendo la finestra (cliccando sui puntini a lato di messaggio) clicco "blocca" così sono sicura che non avrò più il rischio di un'ulteriore richiesta

- se vi infastidiscono, cliccate anche "segnala" così facebook riceverà la notifica di questo profilo da prendere in esame!

- qualora avete malauguratamente accettato l'amicizia e la persona rischia di molestarvi, c'è la possibilità anche di denunciarla alla polizia postale (clicca QUI)

La richiesta più buffa che mi è arrivata è quella di un profilo con la foto di un bell'imbusto con infilata una carta da gioco nei pantaloni leggermente abbassati.... d'istinto l'ho rimosso e non ho pensato a salvarla per condividerla in questo post....sarebbe stata sicuramente spiritosa da commentare....che dite?

OCCHIO quindi alle truffe!!! 

AGGIORNAMENTO DEL 13/02/2017 - ecco che cosa scrive Clarissa Martinelli - giornalista

Attenzione alle richieste di amicizia di militari. Arrivano a molte donne su Facebook richieste di amicizia di uomini francesi o americani, con foto profilo in divisa militare. Iniziano a chattare (spesso in francese), usano le parole giuste, prima di contattare le donne ne studiano il profilo e gli interessi, cercano donne non giovanissime e sole soprattutto: separate, ragazze madri, ma non solo. Mandano foto, raccontano la loro missione, usano belle frasi, telefonano fino a 4 o 5 volte al giorno interessandosi alla vita delle malcapitate. Ne carpiscono la fiducia, diventano presenze fisse nelle loro giornate, non accettano video su Skype per 'segretezza della missione'. Poi, ad un certo punto, iniziano a chiedere soldi per 'aiutare i bimbi orfani' nei villaggi dove dicono di trovarsi, con foto e racconti strappalacrime. E molte donne pagano. Prima di rendersi conto, di capire. È una truffa mondiale organizzata da nigeriani e ghanesi, nessuna foto è reale così come non lo sono le storie raccontate. Occorre fare molta attenzione.

Pubblicato in marzia
Giovedì, 08 Settembre 2016 07:58

Facebook per le aziende: minaccia o opportunità?

Mentre leggevo questo articolo "TURISMO DIGITALE: SEI VIAGGIATORI SU DIECI INTERAGISCONO COI SOCIAL", ho cercato di capire il perché tante aziende del settore del turismo all'aria aperta, come campeggi, aree attrezzate camper, ma anche produttori di accessori, servizi, ecc... sono ancora assenti su Facebook ed altri social network.

Da questa notizia si evince che 6 persone su 10 svolgono un'attività sui social network prima per cercare informazioni, durante per far vedere la propria soddisfazione e dopo per condividere la bellissima esperienza vissuta.

Quindi se un'azienda è sui giusti social network, può avere un canale aggiuntivo di comunicazione per raggiungere il cliente finale proprio nel momento in cui deve decidere dove andare, cosa acquistare oppure essere al suo fianco durante la vacanza o l'uso del prodotto, così da accompagnarlo in questa bellissima esperienza che è la vacanza o l'uso di un accessorio, come farebbe un vero amico.

Ma allora, perché tante (troppe) aziende sono ancora assenti sui social network quando essere su Facebook può diventare un'opportunità in più per poter attirare i clienti?

Facebook, opportunità o minaccia?

Facebook in primis (considerata la piazza virtuale più popolosa) e gli altri social network vengono utilizzati dai camperisti e campeggiatori perché sono canali di comunicazione molto veloci e in poco tempo si possono trovare informazioni utili per viaggiare, cercare esperienze su prodotti e servizi, ma anche cercare aiuto in caso di problemi o malfunzionamenti di accessori che vengono utilizzando in vacanza.

E' come parlare con un amico che abbiamo di fronte, con il vantaggio che di fronte possiamo avere anche qualche migliaio di amici, tutti pronti ad aiutare il proprio amico a vivere una bellissima esperienza.

L'abbiamo chiesto alle aziende

Dal momento che ho tanti contatti di aziende del settore, ho provato a fare qualche domanda ed ecco alcune risposte:

  • abbiamo provato ma per noi non servono a nulla
  • inutili per la mia azienda
  • non abbiamo tempo per seguirli
  • ci sono ma non ottengo risultati, quindi scrivo solo quando ho tempo
  • riteniamo i social un ambiente con tanta confusione e non capisco come la mia azienda possa interagire
  • paura che qualcuno scriva sulla bacheca delle cose spiacevoli

Sembra, quindi, che le aziende evitino i social o perché non hanno tempo per seguirli e, quindi, ottengono scarsi risultati, oppure perché ritengono i social un ambiente pericoloso per la propria immagine.

Poi sono le prime che si lamentano quando sui gruppi di Facebook si aprono delle discussioni sulla propria attività e che non possono intervenire per dare il proprio contributo o chiarire la situazione.

La storia insegna...

Care aziende, la comunicazione si evolve continuamente... una volta si trasmettevano i messaggi con i segnali di fumo, poi è arrivata la comunicazione scritta con i pony express e hanno smesso di utilizzare i segnali di fumo, con l'avvento dei motori la posta viaggiava molto più velocemente e i cavalli sono stati mandati in pensione, fino all'arrivo della rete internet, che ha introdotto la posta elettronica, che consente di inviare testi, immagini alla velocità della luce e ha portato un notevole calo di corrispondenza a tal punto che ora per spedire una cartolina bisogna aprire un mutuo per acquistare il francobollo...

Fino a qua ci siamo un po' tutti adeguati, ma quando sono arrivati i social, che sono piazze virtuali dove le persone si radunano, comunicano, scambiano opinioni e consigli, tutto in maniera rapida, con migliaia di amici e "senza confini", le aziende dove sono finite? Nelle piazze reali, attorno alle persone ci sono i negozi, esercizi commerciali, ma sui social, che sono piazze virtuali, le aziende perché non ci devono essere per stare vicino alle persone?

Nei prossimi post sul blog interpreterò le varie risposte che ho avuto e cosa le aziende possono fare per essere sui social network in maniera attiva, utile per le persone e, perché no, proficua per la propria attività.

Se pensi che queste mie riflessioni possano essere d'aiuto ad un tuo amico, condividile subito sui social, così ti ringrazierà per il suggerimento che gli hai dato.

Pubblicato in lorenzo

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Marzia Mazzoni

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Viaggiatrice nel DNA, camperista, travel blogger, mamma e moglie, adoro fotografare e la buona cucina. WEB dipendente!

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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