Martedì, 26 Settembre 2017 12:43

DUE chiacchiere tra di NOI - siamo tornati

Finalmente dopo due mesi di silenzio, siamo tornati con DUE chiacchiere tra di NOI

Nell'ultimo video di DUE chiacchiere tra di NOI (clicca QUI per rivederlo), vi avevamo salutato con una promessa e noi siamo di parola! Siamo tornati e vi raccontiamo perché questo lungo silenzio...

BUONA VISIONE!

Per scaricare gratuitamente la GUIDA UTILE "Come scegliere un camper" - clicca QUI 

Il libro "La caravan - chitarra del plein air" è in vendita su Amazon - clicca QUI

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In Italia additati da molti come i mezzi degli zingari, ogni giorno si scopre che invece vengono scelti anche dai VIP.

È notizia di questi giorni che il famoso cantante ex-Police, Sting insieme alla moglie Trudie partirà per un tour molto particolare: il Palagio Tasting Tour, ovvero girerà l'Europa in caravan raccontando dei propri vini toscani. Una notizia che di per sé ha poco di eccezionale, ma se si pensa che in Italia molte persone bistrattano i camper e le caravan associandoli agli zingari, diventa subito straordinaria e insolita. Quello di Sting sarà un doppio appuntamento quello dello suo tour, prima la degustazione e poi il concerto: FANTASTICO! In caravan, un viaggio itinerante in Europa per raccontare di sapori italiani (anche olio e miele si legge nell'articolo di DIVINI-CORRIERE - clicca QUI).

Non solo Sting...

L'attore, rapper e produttore cinematografico statunitense, Will Smith, durante le riprese dei film alloggia in una mega-caravan parcheggiata proprio nelle adiacenze del set. Qualche anno fa si lesse che anche Brad Pitt e Angelina Jolie scelsero un camper parcheggiato vicino al set da condividere con la numerosa prole. Altri politici italiani hanno scelto il camper come mezzo per la propaganda elettorale. Se questi personaggi famosi hanno scelto questi mezzi, sicuramente hanno apprezzato la versatilità e la comodità che sia il camper che la caravan offrono. Ricordate le diligenze utilizzate dai cow-boy nel lontano Far-West? Probabilmente siamo partiti da lì come concetto o chissà da dove, una cosa è certa, chi si innamora del proprio camper o caravan non li lascia più. Io la penso così...

In Italia e all'estero non la pensano uguale

Se avete viaggiato nel resto dell'Europa vi sarete resi conto che le caravan all'estero sono notevolmente più diffuse che in Italia Fino a qualche anno fa e purtroppo in alcune persone con mentalità "chiusa" anche tutt'ora, si riteneva che le caravan (ma anche i camper) fossero "roba da zingari", abituati a pensarla così per convinzioni sociali (sbagliate ed improprie), non si è mai ben ponderato i vantaggi che questi veicoli ricreazionali offrono. Molte amministrazioni comunali tutt'ora faticano ad accettare questa forma di turismo associandola al nomadismo!

Si sta voltando pagina? Confidiamo ci sarà una tendenza al cambiamento. Un segnale positivo ce lo fa pensare chi si sta muovendo per sensibilizzare la comodità di viaggiare in caravan e/o in camper. Soprattutto di una tendenza positiva alla scelta anche della CARAVAN, per anni bistrattata e dimenticata. A Pasqua ci sarà la prima festa della ROULOTTE a Firenze e le iscrizioni sono già sold-out ormai da tempo...non è forse anche questo un cambiamento?!?!

In attesa di vedere come si evolverà il futuro nel settore dei veicoli ricreazionali, facciamo un BRINDISI a Sting e alla sua fantastica iniziativa!

CIN CIN

[credits foto Corriere della Sera - Divini]

 

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Martedì, 21 Febbraio 2017 10:45

L'aperitivo in camper, un momento imperdibile!

Sto pensando al camper, ho voglia di camper, il super-lavoro di questo periodo me lo fa come non mai desiderare!

Credo proprio di averlo scritto anche nel mio post precedente (Un evento unico per noi internettologi: SEO & LOVE a Verona) è un periodo tosto, tra fiere, corsi e aggiornamenti, il riposo è veramente minimo in questo periodo. Nei momenti di stress e stanchezza penso al camper, mi fa bene. È un ottimo aggancio mentale, come scrissi qualche mese fa "Il v.r. custodisce un'inspiegabile MAGIA". Non so se capita anche a voi, ma a pensare al camper mi da pensieri positivi, mi piace anche ricordare quei riti legati alle nostre uscite che mi danno la sensazione di benessere.

Un aperitivo ed è già vacanza!

Ormai sono anni che ripetiamo questo rito, che è diventata un'abitudine del nostro modo di "essere in camper". Il primo giorno di uscita con il mezzo decretiamo l'inizio della vacanza (ma anche del soggiorno per motivi di lavoro) con l'aperitivo: Spritz (rigorosamente preparato con il nostro Prosecchino - a proposito hai letto la sua storia raccontata da Lorenzo? Ti consiglio di leggerla QUI), patatine e arachidi o pistacchi e ci sembra già di aver buttato alle spalle lo stress. Mi viene in mente che anche negli hotel quando c'è l'arrivo degli ospiti in vacanza, c'è nel programma "brindisi di benvenuto"...avremo copiato da loro? 

Questo brindisi in camper seduti in dinette o meglio ancora in veranda ad assaporare il nuovo paesaggio che ci circonda, da la possibilità di rilassarsi e  pianificare le uscite e i giorni a seguire e.....si buttano, almeno per poco, alle spalle lo stress e la stanchezza e ci si sente subito in vacanza (o al lavoro in esterna!).

Un consiglio?

Ricordatevi di tenere sempre in cambusa una scorta di “luazze” (noi chiamiamo così le patatine, le arachidi, i pistacchi...non so da dove provenga questa parola, ma nella nostra zona si usa n.d.r.), qualche aperitivo alcolico o analcolico e soprattutto la voglia di stare insieme e di rilassarvi, il camper e la caravan sono anche questo!

CIN CIN a noi amanti del camper e della caravan, che è molto di più un mezzo, ma è un vero e proprio stile di vita!


AGGIORNAMENTO DEL 21/02/2017 ORE 15.35

La viralità di questo post su Facebook, ha portato che molti amici camperisti hanno scritto che è un rito che pure loro seguono e chiamano "APERICAMPER", bellissima questa parola... la voglio aggiungere al mio vocabolario! smile emoticon icons vectors set 08

Pubblicato in marzia

Il titolo vi ha fatto pensare al camper o alla caravan? 

Se la vostra risposta è SI', allora anche voi ne siete affezionati tanto quanto lo sono io! La nostra bella casa, spaziosa, ben arredata e confortevole non ci dà le stesse soddisfazioni che il camper o la caravan ci offre. Succede anche a voi? A chi è affezionato al proprio mezzo, vecchio o nuovo, accessoriato o meno, bello o brutto che sia, molti di noi ne sono in maniera viscerale affezionati.
Non so se è capitato anche a voi di trascorrere una breve o lunga permanenza in albergo e vi è scattata subito la molla di confrontare tanti aspetti di questo soggiorno con il proprio camper o caravan!?!? A me è successo in occasione dell'evento bloggoso a Viareggio, in un post pre-partenza avevo addirittura ammesso di essere in difficoltà a preparare il trolley, abituata ad anni di viaggi in camper dove molti oggetti e accessori sono fissi sempre disponibili sul mezzo (spazzolino, dentifricio, ciabatte, latte detergente, deodorante ecc.), quindi non mi debbo assolutamente preoccupare di inserirli nella dotazione utile per la partenza. Mi sono resa conto di quanto apprezzo di gran lunga il mio camper, nonostante fossi in uno degli alberghi più fighi (e puliti) di Viareggo! Il confronto è stato 1:0 per il camper!
Anche nel post che avevo pubblicato circa un mese fa “Il v.r. custodisce un'inspiegabile MAGIA” raccontando dell'effetto benefico dei nostri amati mezzi, avevo messo in evidenza quanto ne sono affezionata e che effetti positivi e benefici sa offrire. E soprattutto c'è un comfort che per me è UNICO...


Un'impagabile comfort: il proprio bagno!

Quando ho iniziato a viaggiare, intendo seriamente, all'età di 19 anni (primo viaggio on the road con gli amici come premio per il diploma di maturità alla scoperta di Scozia e Londra), mi resi conto che in questo girovagare utilizzando i Bed & Breakfast c'era un limite grossissimo che a me sinceramente creava disagio: utilizzare il bagno NON mio.
Qualsiasi bagno che ho incontrato nei miei anni di viaggio in alberghi, B&B, appartamenti in affitto, bungalow pulito che fosse ed igienicamente e batteriologicamente trattato, NON era il mio bagno. Sarò schizzinosa ma parlando con molte persone che viaggiano ho riscontrato che è il problema di tanti.

Scelgo un camper/scelgo un bagno

Lorenzo sorride ancora (e ironicamente lo racconta agli amici ) quando ricordiamo il nostro girovagare alle fiere del settore o nei vari concessionari di zona in cerca di un camper da acquistare, correva l'anno 2002 e Filippo, nostro figlio, aveva 20 mesi. Come detto poco sopra, essendo così “ghignosa” nei confronti dell'igiene, mi piaceva l'idea di poter disporre di ambienti nostri e che fossero anche utili per viaggiare con un bambino. In tutti i camper in cui entravo andavo a controllare in primis il bagno: grande/piccolo, comodo/scomodo, bello/brutto. Vi confesso che io solitamente, tutt'ora quando valuto un camper entro e guardo per prima cosa il bagno, mi siedo sul “trono” o entro in doccia e provo di capire se è effettivamente utilizzabile al meglio (nei movimenti e nello spazio!!). Quindi scegliendo allora di comperare un camper, oltre agli svariati vantaggi che offre e ho sempre più apprezzato, uno di questi è la libertà di non prenotare, decidere dove e quando andare,  ma anche un privilegio per me impagabile: un BAGNO tutto NOSTRO!!

BAGNO, CUCINA, LETTI tutti nostri

La casa viaggiante è piccina, ma ha veramente TUTTO, così con il tempo ho apprezzato, oltre a ad avere il proprio bagno, ad utilizzare letti NOSTRI, la cucina NOSTRA, gli armadi NOSTRI.....tanti vantaggi che solo chi possiede un veicolo ricreazionale può capire.
Alla fine la scelta di viaggiare con un camper è stata negli anni la migliore perché è riuscita al meglio soddisfare la mia passione per i viaggi, con quella di avere una casa viaggiante al seguito con tutti i suoi comfort...


E' come avere una seconda casa (o una badia!?!?!)

E voi? Raccontatemi qui sotto la vostra esperienza, è stato così anche per voi?

Pubblicato in marzia
Lunedì, 31 Ottobre 2016 14:48

Che emozione rimettere piede in una caravan

In occasione di un reportage fotografico per realizzare una recensione su una caravan, mi sono tornati in mente bei ricordi

Venerdì scorso, il 28 ottobre 2016, è stata una giornata fantastica!

Tutto è nato quando qualche settimana fa mi è stato chiesto di fare un servizio "toccato con mano" di una caravan: sono rimasto piacevolmente sorpreso e ho subito pensato "... finalmente un costruttore ha capito che la caravan può essere un veicolo ricreazionale per gli italiani che vogliono trascorrere le vacanze all'aria aperta!!!".

Chissà se hanno scelto me perché ho trascorso tanti anni di vacanze in caravan e quindi posso trasmettere la giusta filosofia dell'abitar viaggiando anche con questo mezzo, oppure perché siamo in un mondo dove chiunque faccia informazione sul web si chiama "www.camper....." e per le caravan c'è poco spazio per una buona informazione...: a questo punto non importa quale sia stato il motivo, quello che mi emoziona è aver l'opportunità di conoscere a fondo una tra le più belle caravan in produzione ed avere la possibilità di trasmettere i vantaggi di questo veicolo ricreazionale, soprattutto a chi sta cercando di avvicinarsi per la prima volta alle vacanze all'aria aperta.

Mi sentivo come un bambino a cui avevano detto che sarebbe arrivato un bel regalo e non vedevo l'ora di poter vivere questa bella esperienza; fino ad oggi ho avuto occasione di recensire solo camper.

Finalmente il giorno del servizio è arrivato. Già durante il viaggio per raggiungere il concessionario a Firenze non stavo nella pelle. Ma è quando l'ho vista su un rigoglioso prato verde ben curato, sotto il sole splendente di una tiepida giornata di autunno, che il cuore ha cominciato a battere molto più velocemente e ho trascorso qualche attimo a contemplarla in silenzio prima di iniziare a vederla da vicino per il servizio.

La caravan ha una concezione interna ed esterna differente rispetto al camper, ci sono tanti dettagli che li differenziano e che sono esclusivi della caravan: proprio quei dettagli hanno risvegliato ricordi di quando viaggiavo con la caravan.

Uno di quelli è il grande gavone anteriore, dove sono alloggiate le bombole del gas e che, solitamente, viene utilizzato per riporre gli attrezzi e per tanti altri accessori tecnici esclusivi per le vacanze in caravan. Quando ero ragazzo, ero io quello che doveva prendere fuori quegli attrezzi... c'erano i cunei da mettere dietro alle ruote della caravan per le partenze in salita (quante corse ho fatto rincorrendo la caravan appena ripartita in salita con i cunei in mano...), la chiave e le tavolette di legno per i piedini (ero io lo specialista del livellamento).

Poi il fascino del timone con il gancio e il ruotino, da abbassare per muovere la caravan e da alzare quando la caravan è stata agganciata all'auto, un'operazione che mi ha sempre affascinato e che qualche volta mio padre mi ha affidato, le grandi maniglie per muovere la caravan, quanti sforzi e cadute scivolando con le scarpe sull'erba bagnata o sulla ghiaia della piazzola (ero magretto, quindi molto leggero...) e ogni volta mi sembrava strano che due adulti e due bambini potessero avere la forza per muovere la nostra grande caravan in piazzola: con gli occhi da bambino per me la nostra caravan era grande ma in realtà era solo lunga di 3,80 mt... quasi un formato tascabile...

Quella piccola caravan era il mio rifugio, la mia casetta di vacanza, con la grande dinette posteriore panoramica con le tre grandi finestre sui tre lati: proprio come quella che stavo provando e, quando è arrivato il momento di provare la praticità e la comodità della dinette posteriore, mi sono subito seduto nella mia posizione e mi sono venuti in mentre i tanti giochi che ho fatto su quel tavolo, quanti camionisti ho salutato mentre pranzavo in una piazzola dell'autostrada, quanti panorami ho visto da quella grande finestra posteriore...

Ma anche i tanti pensili che sono posizionati lungo tutto il perimetro della caravan mi hanno fatto venire in mente il mio pensile, dove riponevo i miei giochi, le mie cose personali, i miei libri e compiti di scuola...

Amo il mio lavoro, che mi permette di conoscere strutture, toccare con mano i prodotti, risvegliando in me ricordi ed emozioni che ho provato tanti anni prima e che mi vengono in mente come se fossero accaduti solo ieri, per poi trasmettere la mia esperienza di vita vissuta a coloro che come me amano le vacanze all'aria aperta.

Pubblicato in lorenzo
Martedì, 11 Ottobre 2016 07:40

Il v.r. custodisce un'inspiegabile MAGIA

Molto di più di un antidepressivo, chi lo ama sa bene che effetti positivi può dare, una sorta di “alchimia del benessere” e anche “dipendenza”.


Che fosse un ottimo antidepressivo l'avevo già capito e scritto qualche anno fa sul nostro portale (clicca QUI) e che la sua astinenza porta la camperite o caravanite (clicca QUI) ma con il passare del tempo mi rendo conto sempre di più che l'utilizzo del veicolo ricreazionale nasconde davvero qualcosa di MAGICO. Nessun rito sciamanico o esoterico, ma chi lo usa il camper o la caravan e ama questo tipo di vacanza, sa bene che è un vero e proprio toccasana per la mente e l'umore.
Non so se capita anche a voi di trovare un'inspiegabile benessere non appena si vede il proprio mezzo parcheggiato sotto a casa. Pura follia di noi donne che preferiamo pulire il camper o la caravan e ci sentiamo addirittura felici, quando invece dobbiamo farlo entro casa, abbiamo musi lunghi e ci sentiamo frustrate.

Ogni volta che accendiamo il motore sento già qualcosa che scatta in me, una sorta di allegria, un buonumore che mi pervade, anche se ci muoviamo per lavoro, provo la stessa sensazione. La casa viaggiante conserva dentro di sé il dono di riportare il sorriso. Il camper e la caravan rappresentano lo spostamento, lo scoprire mete, incontrare amici, obiettivi da raggiungere e soprattutto, anche se per poco, buttarsi alle spalle i problemi e i pensieri del tran-tran quotidiano.

Quante volte ho postato la foto su FACEBOOK di #prontipartenzavia e le persone hanno lasciato messaggi del tipo “Guarda che viso radioso hai, felice di essere in viaggio nella tua casina!” , PAROLE SANTE!
Il mio viso sprizza gioia da tutti i pori quando si parte.

E dopo tutte queste riflessioni è innegabile che qualcosa di magico ci sia, vero?!??!

Pubblicato in marzia
Venerdì, 16 Settembre 2016 10:06

Dammi tre parole: libertà, avventura e natura

Turismo all'aria aperta sinonimo di libertà, avventura e natura. Erano già sensazioni che provavo io, me ne hanno dato conferma gli amici camperisti e campeggiatori. 

Qualche minuto di pausa dallo stand in occasione del Salone del Camper di Parma e mi sono ritrovata a curiosare nel padiglione 2 in cerca di idee e mi sono imbattuta in una foto utilizzata a livello promozionale, nessuna meta o paesaggio straordinario ma che secondo me ben rappresentava il turismo all'aria aperta. L'ho condivisa sul mio profilo Facebook chiedendo agli amici di scrivere la prima cosa che gli veniva in mente guardando quella foto.

La foto rappresenta?

Tanti i commenti di amici camperisti e campeggiatori che hanno risposto alla richiesta di che cosa rappresentava per loro questa foto, ma le parole che si sono maggiormente ripetute sono state:

  • libertà
  • avventura
  • natura

Sono d'accordo con loro, tre parole magiche che racchiudono la vera essenza del turismo all'aria aperta, tre parole che rendono l'idea di chi ha scelto le vacanze in camper, caravan e io aggiungerei anche in tenda, che cosa sta cercando chi non l'ha ancora provato e che cosa è riuscito a realizzare muovendosi con tali mezzi chi già è veterano in questa esperienza.

Libertà da...

La libertà è un concetto semplice, se non ne sai il significato" cantava Malika Ayane e chi ha già provato di viaggiare in camper, caravan e tenda lo sa bene, che questo tipo di vacanza non è soltanto la libertà di non dover sottostare a noiose prenotazioni, ma la libertà di questo modo di viaggiare ha tante sfaccettature che sicuramente non lo rende un concetto semplice. Libertà di poter scegliere di andare dove voglio, quando voglio e come voglio e se non mi piace metto in moto e ho la libertà di cambiare ancora. Libertà di mangiare quando voglio e che cosa voglio. La libertà di aver scelto la libertà del proprio tempo libero.

Avventura è... 

Credo siano pochi gli amici camperisti e campeggiatori che possano vantare avventure simili a quelle realizzate da Indiana Jones, chi indica la parola avventura riferito a ciò che si può realizzare in camper, caravan e tenda è ben altro! Viaggiare con il camper, la caravan e la tenda è quella di non dover sottostare a vacanze preconfezionate in primis. Avventura intesa come scoperta, vacanze attive, che ognuno di noi può costruire scoprendo pianificando l'itinerario e poi chilometro dopo chilometro conoscere gente nuova, paesi nuovi e sconosciuti perché il camperista e campeggiatore diventa parte integrante del territorio ospitante. Ogni volta è un'avventura diversa!

Natura alleata e amica

Molti hanno scelto le vacanze in camper, caravan e tenda perché amano la natura, in senso stretto e in senso lato. C'è chi l'ha scelta perché ama immergersi in contesti naturalistici e quindi con la casa viaggiante è possibile vivere il territorio e godere delle bellezze straordinarie della natura. Tanti hanno scelto questo modo di viaggiare perché amano la natura attraverso gli animali e quindi la versatilità di viaggiare con i propri amici a quattro zampe (e perché no anche a due zampe!!) a bordo ha permesso a tante persone di spostarsi senza dover rinunciare alla loro compagnia. Natura da godere in viaggio con un'andatura slow, ma natura da godere in sosta, natura da godere in ogni attimo della giornata. 

Credo che ogni camperista e campeggiatore abbia nel proprio archivio fotografico almeno una foto dove il proprio mezzo è protagonista immerso nella bellezza della natura!!! Alzi la mano chi di voi non ha ancora fotografato un'alba o un tramonto dal proprio mezzo in sosta?

In questi giorni abbiamo scattato un paio di foto di tramonti qui a Parma in occasione del Salone del Camper, affascinanti immagini realizzate in un banale parcheggio delle fiera che vogliamo condividere con voi, 

tramonto parma salonetramonto salone

 

E come è stato scritto in uno degli ultimi commenti del post di Facebook di cui sopra "Il viaggio continua...."

Pubblicato in marzia
Domenica, 28 Agosto 2016 15:03

Dalla tenda alla caravan

Dalla tenda alla caravan: le vacanze diventano più confortevoli

"... sono già a tutto gas e non va su per la salita..." Era un tardo pomeriggio di autunno, molto uggioso e buio, e questa frase la disse mio padre mentre tentava di percorrere la terribile salita di San Luca a Bologna con una caravan agganciata alla Renault 6... ma come siamo arrivati a questo punto?

Le vacanze in tenda iniziate nel 1972 (leggi la mia prima esperienza in campeggio con la tenda) si susseguono di anno in anno, lasciandomi ricordi indelebili di situazioni molto piacevoli e anche di quelle un po' più "scomode".

Vivere in tenda significa essere a stretto contatto con la natura, anche in quelle situazioni dove la natura fa da padrone: freddo, vento e pioggia.

Mi ricordo che una volta arrivammo verso sera nel camping a Mola di Bari e tirava un vento fortissimo dal mare. La nostra tenda era molto grande, quindi le operazioni di montaggio duravano anche un paio d'ore. Ogni volta che i miei genitori appoggiavano la tenda sopra la paleria, questa volava via prima di essere picchettata. Allora, mio padre mi disse "tieni stretto forte" e mi diede un angolo di tenda appena posizionata sulla paleria. Stessa cosa toccò anche a mia sorella. Lui cominciò subito a piantare il lungo picchetto angolare lungo 50 cm nel terreno sassoso, mentre io e mia sorella lottavamo con i nostri pesi per evitare che la tenda volasse via... eravamo diventati delle zavorre umane!

Il 1976 fu l'anno della svolta! Stavo per compiere 9 anni e mi ricordo molto bene le vicende che accaddero.

Proprio in quell'anno, trascorremmo le vacanze di luglio in Val d'Aosta in tenda. Mi ricordo benissimo: eravamo al Camping La Salle, Proprio di fronte al Monte Bianco, era così grande... bianco... immenso... però di notte era mooolto freddo.... era un anno particolare. Andavamo a letto con: canottiera di lana, calze di lana, pigiama di lana, tuta da ginnastica pesante e dentro al sacco a pelo a mummia tipo militare...

Ma il colpo di grazia avvenne durante la seconda vacanza estiva, dalla fine di agosto a metà settembre.

Eravamo in vacanza in Umbria, ad Assisi e piovve di continuo per vari giorni consecutivi. Nonostante i fossi scavati fuori dalla tenda per scolare la pioggia dalla tenda, il pavimento di plastica che mettevamo sempre per evitare di avere l'acqua all'interno della tenda, il doppio tetto, l'umidità ed il bagnato era ovunque. Si dormiva umidi, i vestiti erano umidi, tutto era bagnato. Dopo giorni di pioggia, venne finalmente il sole. Il tempo di asciugare la tenda (era fine agosto quindi con un buon sole ci volle poco tempo) e i miei genitori decisero di andar in un posto molto più caldo: la Sicilia.

Ed ecco che la vacanza tranquilla in collina divenne una vacanza in Sicilia. Evviva, finalmente il mare... però la Sicilia è tutta bella, quindi, secondo voi, si poteva stare un paio di settimane fermi in un solo posto? Noooo, quindi ogni 4-5 giorni si cambiava località: Giardini Naxos, San Vito lo Capo, Sciacca. Un'esperienza mai fatta prima. Solitamente stavamo fermi tutta la vacanza in un solo posto. Ora stavamo provando la vacanza itinerante. Una faticaccia montare e smontare sempre la tenda... soprattutto la nostra tenda a casetta 6x6...

Con gli occhi del bambino, ho vissuto questi particolari momenti in maniera passiva, concentrandomi sulle belle cose che sono avvenute in vacanza, le escursioni in montagna, i bagni al mare, camminare sulla lava dell'Etna, ecc... ma per i miei genitori, il 1976 fu l'anno della svolta.

"Ora basta con la pioggia e la fatica a montare e smontare..." dissero i miei genitori. Non capivo cosa stesse succedendo, però avevo l'impressione che qualcosa stava per cambiare.

Un grigio pomeriggio di autunno, mio padre disse "Andiamo tutti a fare un giro a vedere una cosa" e partimmo con la nostra Renault 6 verso Bologna. Arrivammo da Gamberini, concessionario Adria, ed incomiciammo ad entrare nelle caravan, quelle caravan che ho sempre visto nei campeggi e che ammiravo perché sembravano delle mini case...

Chiedemmo di vedere le "superleggere", quelle lunghe meno di 4 metri e con 4 posti letto. Ero contentissimo di entrare in quelle roulotte, sedermi nei divanetti, aprire gli sportelli... tutte cose che piacciono molto ai bambini come ero io.

Il sole stava tramontando quando ho visto che il signore delle caravan agganciava alla nostra Renault 6 una di quelle roulotte. Mio padre disse "Lorenzo, salta su che andiamo a provarla" e io contento entrai dentro la macchina ed il signore davanti con mio padre, mentre mia sorella e mia madre rimasero ad aspettare dal concessionario. Il signore disse "... per vedere se la macchina tira bene, andiamo a fare una prova in salita, se fa quella, allora può fare tutto". Parlava della terribile salita di San Luca a Bologna... Per raggiungerla, facemmo un breve tratto di tangenziale dove raggiungemmo la folle velocità di 70 Km all'ora. All'imbocco della salita, sentivo già che la macchina faceva molta fatica, fino a quando non ce la fece più a salire e mio padre disse "... sono già a tutto gas e non va su per la salita..." e il sig. Gamberini disse "con questa macchina non potete tirare le roulotte". La nostra mitica Renault 6 aveva appena 30 cavalli...

Tornammo a casa e io ero molto deluso perché avevamo lasciato al roulotte là, dal concessionario, perché la macchina non ce la faceva a tirarla.

Arrivò metà giugno del 1977 e mio padre arrivò a casa dal lavoro con una sorpresa: una bellissima e nuova macchina rossa metalizzata. Era una SIMCA 1100 GLX, una 1100 di cilindrata da 58 cavalli! WOW, aveva tanti pulsanti, si sbrinava il vetro dietro, aveva tre spazzole, due davanti e una dietro, i fari di profondità davanti, e il gancio traino! Infatti, il gancio traino era necessario per trainare la nsotra nuova caravan, una ADRIA 380 da 4 posti letto in due letti matrimoniali, con vano toilette, dinette 4 posti, divano laterale, armadio, lavandino per i piatti, tre fornelli, e tanto spazio al coperto.

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Con la caravan avevamo ridotto ai minimi termini le operazioni di piazzamento durante le vacanze itineranti e quando pioveva, il disagio era molto più contenuto rispetto alla tenda. La caravan è stata accessoriata in un secondo tempo con i doppi vetri e con la stufa FIAMMETTA 2000, per rendere le vacanze più confortevoli e poterla sfruittare anche durante il periodo invernale.

Sono tante le amicizie nate durante le vacanze, i bambini fanno presto a socializzare, anche se si parlano lingue differenti.

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Infatti, dopo 10 anni di vacanze stanziali ed itineranti, in tutta Italia, Francia, Austria, la nostra caravan ha terminato di viaggiare nel 1987, quando i miei genitori hanno deciso di metterla fissa in un campeggio stanziale, prima a Montecreto (MO), poi a Sestola (MO), rinomate località dell'appennino Modenese.

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Ed è così che le mie avventure in caravan sono terminate e, complice la mia maggiore età, ho iniziato a trascorrere le vacanze con una tenda ad igloo con i miei amici fino a quando non conobbi Marzia... e come si dice comunemente Dio li fa, poi li accoppia!

Pubblicato in lorenzo

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Marzia Mazzoni

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Viaggiatrice nel DNA, camperista, travel blogger, mamma e moglie, adoro fotografare e la buona cucina. WEB dipendente!

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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