Lunedì, 10 Ottobre 2016 12:55

CENTO FESTEGGIA I 50

Nessun gioco matematico, ma bensì un evento di noi centesi classe 1966.


Che ottobre fosse un mese strapieno di impegni l'avevo già percepito (e scritto QUI), ma questo  non era un impegno qualunque, era l'evento che da 10 anni aspettavo e finalmente è arrivato: una gran bella festa per celebrare i nostri primi 50 anni. Non so voi, ma nella nostra cittadina è ormai diventato un rito, un appuntamento imperdibile che dai 40 anni in poi si inizia a festeggiare insieme ai coetanei allo scoccare del decennio. Credo che prima di quest'età, ognuno di noi sia impegnato a realizzare la propria vita, ultimare gli studi, cercare lavoro, formarsi una famiglia, consolidare le proprie realtà e raggiunta l'età dei 40 anni, quando molte cose si sono consolidate ed appianate, ritorni la voglia di rispolverare i legami instaurati nel passato. Dopo il mio 50° compleanno festeggiato in famiglia (ho scritto anche un articolo in occasione di tale data – leggi QUI) ero in attesa della grande festa con i miei coetanei e finalmente è arrivata!

 

La nostra festa dei 50 anni

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Come raccontato nella mia BIO, vivo da sempre a Cento, un legame con la mia cittadina molto saltuario visto che ho studiato e lavorato sempre fuori territorio, nonostante questo, è forte ed insito in me un attaccamento alle persone con cui ho condiviso i primi anni della mia vita. Era una promessa, un appuntamento già fissato 10 anni fa, quando festeggiammo i 40 anni e ci eravamo dati parola di ritrovarci al compimento del mezzo secolo e così è stato. Sabato 8 ottobre si è svolta la festa di noi 50enni del Comune di Cento.
Un evento per ritrovarsi, raccontarsi il presente e ricordare il passato. Riconoscere i propri compagni di classe, i propri coetanei tra volti e capelli già segnati dal tempo, ma è bastato un semplice sguardo per far riaffiorare dalla nostra memoria visi noti e conosciuti e soprattutto tanti ricordi. Amicizie e conoscenze coperte da un velo di polvere, che il distacco e il tempo ha inesorabilmente accumulato, ma che l'entusiasmo di ritrovarsi ha spazzato via, accorciando le distanze e azzerando il tempo. Che  magia recuperare puerili ricordi, divertenti scorribande adolescenziali e amori segretamente conservati nel cuore e nati tra i banchi di scuola e a volte mai confessati. Che bello ricordare il passato con gli occhi del presente!
Piccole cose che però diventano GRANDI, quando c'è la semplicità, la squisitezza e la sincerità del valore dell'AMICIZIA.

Arrivederci al 2021 a 55 anni, non più ogni 10 ma d'ora in poi ogni 5, come ci siamo promessi di fare.... giusto per non perderci di vista! 

SONO CURIOSA (e ve l'ho già scritto in tante occasioni) e voi festeggiati con i vostri coetanei?

Pubblicato in marzia
Domenica, 28 Agosto 2016 15:03

Dalla tenda alla caravan

Dalla tenda alla caravan: le vacanze diventano più confortevoli

"... sono già a tutto gas e non va su per la salita..." Era un tardo pomeriggio di autunno, molto uggioso e buio, e questa frase la disse mio padre mentre tentava di percorrere la terribile salita di San Luca a Bologna con una caravan agganciata alla Renault 6... ma come siamo arrivati a questo punto?

Le vacanze in tenda iniziate nel 1972 (leggi la mia prima esperienza in campeggio con la tenda) si susseguono di anno in anno, lasciandomi ricordi indelebili di situazioni molto piacevoli e anche di quelle un po' più "scomode".

Vivere in tenda significa essere a stretto contatto con la natura, anche in quelle situazioni dove la natura fa da padrone: freddo, vento e pioggia.

Mi ricordo che una volta arrivammo verso sera nel camping a Mola di Bari e tirava un vento fortissimo dal mare. La nostra tenda era molto grande, quindi le operazioni di montaggio duravano anche un paio d'ore. Ogni volta che i miei genitori appoggiavano la tenda sopra la paleria, questa volava via prima di essere picchettata. Allora, mio padre mi disse "tieni stretto forte" e mi diede un angolo di tenda appena posizionata sulla paleria. Stessa cosa toccò anche a mia sorella. Lui cominciò subito a piantare il lungo picchetto angolare lungo 50 cm nel terreno sassoso, mentre io e mia sorella lottavamo con i nostri pesi per evitare che la tenda volasse via... eravamo diventati delle zavorre umane!

Il 1976 fu l'anno della svolta! Stavo per compiere 9 anni e mi ricordo molto bene le vicende che accaddero.

Proprio in quell'anno, trascorremmo le vacanze di luglio in Val d'Aosta in tenda. Mi ricordo benissimo: eravamo al Camping La Salle, Proprio di fronte al Monte Bianco, era così grande... bianco... immenso... però di notte era mooolto freddo.... era un anno particolare. Andavamo a letto con: canottiera di lana, calze di lana, pigiama di lana, tuta da ginnastica pesante e dentro al sacco a pelo a mummia tipo militare...

Ma il colpo di grazia avvenne durante la seconda vacanza estiva, dalla fine di agosto a metà settembre.

Eravamo in vacanza in Umbria, ad Assisi e piovve di continuo per vari giorni consecutivi. Nonostante i fossi scavati fuori dalla tenda per scolare la pioggia dalla tenda, il pavimento di plastica che mettevamo sempre per evitare di avere l'acqua all'interno della tenda, il doppio tetto, l'umidità ed il bagnato era ovunque. Si dormiva umidi, i vestiti erano umidi, tutto era bagnato. Dopo giorni di pioggia, venne finalmente il sole. Il tempo di asciugare la tenda (era fine agosto quindi con un buon sole ci volle poco tempo) e i miei genitori decisero di andar in un posto molto più caldo: la Sicilia.

Ed ecco che la vacanza tranquilla in collina divenne una vacanza in Sicilia. Evviva, finalmente il mare... però la Sicilia è tutta bella, quindi, secondo voi, si poteva stare un paio di settimane fermi in un solo posto? Noooo, quindi ogni 4-5 giorni si cambiava località: Giardini Naxos, San Vito lo Capo, Sciacca. Un'esperienza mai fatta prima. Solitamente stavamo fermi tutta la vacanza in un solo posto. Ora stavamo provando la vacanza itinerante. Una faticaccia montare e smontare sempre la tenda... soprattutto la nostra tenda a casetta 6x6...

Con gli occhi del bambino, ho vissuto questi particolari momenti in maniera passiva, concentrandomi sulle belle cose che sono avvenute in vacanza, le escursioni in montagna, i bagni al mare, camminare sulla lava dell'Etna, ecc... ma per i miei genitori, il 1976 fu l'anno della svolta.

"Ora basta con la pioggia e la fatica a montare e smontare..." dissero i miei genitori. Non capivo cosa stesse succedendo, però avevo l'impressione che qualcosa stava per cambiare.

Un grigio pomeriggio di autunno, mio padre disse "Andiamo tutti a fare un giro a vedere una cosa" e partimmo con la nostra Renault 6 verso Bologna. Arrivammo da Gamberini, concessionario Adria, ed incomiciammo ad entrare nelle caravan, quelle caravan che ho sempre visto nei campeggi e che ammiravo perché sembravano delle mini case...

Chiedemmo di vedere le "superleggere", quelle lunghe meno di 4 metri e con 4 posti letto. Ero contentissimo di entrare in quelle roulotte, sedermi nei divanetti, aprire gli sportelli... tutte cose che piacciono molto ai bambini come ero io.

Il sole stava tramontando quando ho visto che il signore delle caravan agganciava alla nostra Renault 6 una di quelle roulotte. Mio padre disse "Lorenzo, salta su che andiamo a provarla" e io contento entrai dentro la macchina ed il signore davanti con mio padre, mentre mia sorella e mia madre rimasero ad aspettare dal concessionario. Il signore disse "... per vedere se la macchina tira bene, andiamo a fare una prova in salita, se fa quella, allora può fare tutto". Parlava della terribile salita di San Luca a Bologna... Per raggiungerla, facemmo un breve tratto di tangenziale dove raggiungemmo la folle velocità di 70 Km all'ora. All'imbocco della salita, sentivo già che la macchina faceva molta fatica, fino a quando non ce la fece più a salire e mio padre disse "... sono già a tutto gas e non va su per la salita..." e il sig. Gamberini disse "con questa macchina non potete tirare le roulotte". La nostra mitica Renault 6 aveva appena 30 cavalli...

Tornammo a casa e io ero molto deluso perché avevamo lasciato al roulotte là, dal concessionario, perché la macchina non ce la faceva a tirarla.

Arrivò metà giugno del 1977 e mio padre arrivò a casa dal lavoro con una sorpresa: una bellissima e nuova macchina rossa metalizzata. Era una SIMCA 1100 GLX, una 1100 di cilindrata da 58 cavalli! WOW, aveva tanti pulsanti, si sbrinava il vetro dietro, aveva tre spazzole, due davanti e una dietro, i fari di profondità davanti, e il gancio traino! Infatti, il gancio traino era necessario per trainare la nsotra nuova caravan, una ADRIA 380 da 4 posti letto in due letti matrimoniali, con vano toilette, dinette 4 posti, divano laterale, armadio, lavandino per i piatti, tre fornelli, e tanto spazio al coperto.

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Con la caravan avevamo ridotto ai minimi termini le operazioni di piazzamento durante le vacanze itineranti e quando pioveva, il disagio era molto più contenuto rispetto alla tenda. La caravan è stata accessoriata in un secondo tempo con i doppi vetri e con la stufa FIAMMETTA 2000, per rendere le vacanze più confortevoli e poterla sfruittare anche durante il periodo invernale.

Sono tante le amicizie nate durante le vacanze, i bambini fanno presto a socializzare, anche se si parlano lingue differenti.

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Infatti, dopo 10 anni di vacanze stanziali ed itineranti, in tutta Italia, Francia, Austria, la nostra caravan ha terminato di viaggiare nel 1987, quando i miei genitori hanno deciso di metterla fissa in un campeggio stanziale, prima a Montecreto (MO), poi a Sestola (MO), rinomate località dell'appennino Modenese.

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Ed è così che le mie avventure in caravan sono terminate e, complice la mia maggiore età, ho iniziato a trascorrere le vacanze con una tenda ad igloo con i miei amici fino a quando non conobbi Marzia... e come si dice comunemente Dio li fa, poi li accoppia!

Pubblicato in lorenzo
Venerdì, 26 Agosto 2016 09:53

Chi sono? Scopri la mia vita

Chi sono? Scopri la mia vita

3 cose di me: curioso, preciso, paziente.

Dicono di me: su di me si può sempre contare.

Il mio motto: la passione è la forza della vita.

Amo la vita all'aria aperta e se sono venuto fuori così è "colpa" dei miei genitori che mi hanno portato in vacanza fin da piccolo in campeggio.

 

Sono molto curioso, tecnico e preciso, mi piace conoscere tutto ciò che ruota nel mondo delle vacanze all'aria aperta e questa passione l'ho trasformata in lavoro così da poter diffondere la mia conoscenza a tutti coloro che, come me, amano vivere le vacanze in camper, caravan e tenda.

Mai avrei immaginato che avrei scritto così tanto nella mia vita: ho sempre fatto molta fatica a scrivere, sia quando andavo a scuola che nei lavori che ho svolto, ma ora che parlo di argomenti che adoro e che vivo giornalmente, mi sembra tutto più facile e sono orgoglioso che questo mio lavoro sia molto utile a tantissime persone.

Esperto di tecnologiainformatica ed appassionato di fotografia, mi è stato facile entrare nell'era di internet e lavorare sul web.

Sono nato nell'estate 1967 sotto il segno della Vergine (forse per questo che sono preciso e meticoloso?) in un piccolo paese alle pendici dell'appennino bolognese, Bazzano, dove sono rimasto a vivere fino all'età di 18 anni, fino a quando la mia famiglia si è trasferita nel vicino paese di Monteveglio, più addentrato nelle colline. Amo la montagna, ho svolto il servizio militare da alpino e mi piaceva molto aprire la finestra della mia camera e ammirare l'abbazia di Monteveglio, che spiccava maestosa sulla cima della collina... e dal 1997 mi trovo ad abitare a CENTO (FE), nel cuore della pianura padana... per amore, in quanto sono sposato con Marzia e questa è una bellissima storia.

La prima volta non si scorda mai

Stavo per compiere 5 anni quando i miei genitori decisero di chiudere con le vacanze in albergo dopo deludenti esperienze e, per mia fortuna, acquistarono una tenda per le vacanze. Mia sorella non aveva compiuto ancora 1 anno e ci trovammo catapultati nelle bellissime vacanze in campeggio, la prima al mare, a Vieste, in Gargano. Naturalmente, i miei genitori vollero una sistemazione comoda, quindi tenda a casetta da 7 posti e carrello appendice, il tutto trainato da una bella Renault 6... Leggi QUI tutta la storia.

lorenzo tenda

Sono tante le vacanze che trascorsi in tenda, fino a quando i miei genitori decisero di passare a qualcosa di più confortevole: una bella caravan.

Arrivò anche la caravan

Dopo una serie di vacanze tra vento forte, freddo e pioggia, e sopraggiunta la voglia di fare vacanze itineranti, i miei genitori decisero di passare a vacanze più confortevoli e acquistarono una bella caravan. Così mi trovai coinvolto direttamente nella scelta di un mezzo, che ancora non conoscevo, perché ero già abbastanza grande: stavo per compiere ben 10 anni!

Ero contentissimo perché con la caravan potevo conoscere un'altro modo di fare vacanze all'aria aperta e per me era un nuovo gioco, con altri accessori da scoprire e una casetta di legno e alluminio da guardare a raggi X. Leggi QUI tutti i dettagli di questa storia.

lorenzo caravan

La caravan ci permise di girare alcuni stati europei, assicurandoci un ottimo comfort e terminò la sua vita in un campeggio stanziale in montagna. Essendo io nel frattempo diventato maggiorenne, la caravan stanziale diventò il mio rifugio nel quale andare in autonomia con i miei amici in inverno a sciare, e in estate a riposarmi con i miei genitori.

Poi i miei genitori decisero di terminare le loro esperienze di vacanze all'aria aperta, quindi mi ritrovai a trascorrere alcune vacanze in case di villeggiatora e, sporadicamente, in tenda con i miei amici.

Ma ad un certo punto, accadde una svolta molto importante per la mia vita: conobbi Marzia. QUI puoi leggere come ci siamo conosciuti.

Poi con Marzia e Filippo si passa al camper

Lei che era già appassionata viaggiatrice in B&B o appartamenti, è stato molto facile far comprendere quanto bello poteva essere trascorrere le vacanze all'aria aperta, quindi il passo verso il camper è stato molto rapido. Infatti, dopo la nascita di nostro figlio Filippo, abbiamo deciso di fare il grande passo. Leggi QUI come siamo diventati camperisti.

lorenzo camper

Ci piaceva così tanto il camper che lo abbiamo utilizzato per il nostro viaggio di nozze (leggi QUI come è andata). Con il camper abbiamo visitato tante parti d'Italia e Estero e, da veri appassionati di vacanze all'aria aperta, ci divertivamo a raccogliere le nostre esperienze in diari di viaggio cartacei ed illustrati, così da mantenere nella storia le emozioni che avevamo vissuto. Ma la vita riserva sempre delle sorprese e un giorno decidemmo di trasformare la nostra passione in lavoro creando il nostro portale web, chiamato www.vacanzepleinair.com (GUARDA com'era).

Dopo appena un anno, decidemmo di fare il grande passo di lavorare insieme sul nostro progetto web, cambiammo il nome in www.vacanzelandia.com e dal 2010 scrivo consigli, suggerimenti, aiuto camperisti e campeggiatori a vivere nel miglior modo le vacanze all'aria aperta.

logo vacanzelandia sfondo trasparente viaggiare utile bordo

Pubblicato in lorenzo
Lunedì, 29 Agosto 2016 08:59

A 42 anni una scelta che mi cambiò la vita

Ecco come cambiò la mia vita a 42 anni

 

 

 

Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle.
(Denis Waitley)

 

 

 

 

Oggi vi voglio raccontare la storia di come diventai travel blogger e la mia vita cambiò radicalmente sia a livello lavorativo che a livello famigliare. Una scelta decisiva per poter “rinascere”.

Il primo amore non si scorda mai!

 

Dal 2002, ad un anno dalla nascita di nostro figlio Filippo, erano cambiate tante cose, ero rientrata al lavoro dopo la maternità e diventando madre, per una lavoratrice dipendente non è cosa da poco, soprattutto agli occhi dei superiori che spesso ti trattano di serie “B” (o anche C, D, ecc.). In contrapposizione a questo disagio lavorativo, proprio nello stesso anno, qualcosa era cambiato nella vita privata, qualcosa di più emozionante: il nostro modo di viaggiare, il tutto grazie all'acquisto del nostro camper e vi assicuro fu AMORE A PRIMA VISTA! Da quel momento, la mia passione per i viaggi, già nel mio DNA fin da bambina, si trasformò cambiando modalità, infatti prima per le vacanze si utilizzano i B&B, i bungalow, le case in affitto, ora il camper era il protagonista di tutta la nostra quotidianità, ne parlavamo anche quando non lo usavamo! Da lì iniziò il periodo di scrittura e mappatura di tutti i nostri itinerari, mi piaceva conservarli, rileggerli e custodirli come un vero e proprio patrimonio.

 

Pronti, partenza ….VIA! LA SVOLTA

 

Nel 2008, avvenne la svolta. All'epoca lavoravo da oltre 15 anni presso un'azienda metalmeccanica multinazionale, mi occupavo di import dall'India e Paesi dell'Est, ormai al lavoro da tempo non trovavo più né stimoli e soprattutto i continui conflitti con i superiori mi avevano talmente logorato, che vivevo le mie giornate con l'incubo di dover trascorrere le mie ore presso quell'azienda. Ero morta dentro e lavoravo senza passione e soprattutto senza credere a ciò che facevo. L'unica soddisfazione in quel periodo era la mia famiglia e il camper che mi permetteva di “fuggire” almeno nei week-end dagli stress della settimana.

 

Era da tempo che Lorenzo ed io maturavamo l'idea di poter far qualcosa di nostro, di condividere la nostra passione per i viaggi e renderla fruibile a chi cercava informazioni, io pubblicando i diari di viaggio e le ricette in camper e Lorenzo i suoi lavoretti fai date di miglioria, manutenzione e riparazione sul camper. E quando si lavora come dipendenti chi ha il tempo di farlo!?!?!?

Parlando con un'amica, titolare di un'azienda commerciale, mi spronò a pensarci seriamente come attività lavorativa, perché il futuro sarebbe stato, soprattutto nel settore turistico, dei siti/blog di informazione vissute in prima persona e soprattutto dove i travel blogger condividono la propria esperienza e ci “mettono la faccia” nel dare consigli ed opinioni su itinerari, servizi, prodotti ecc. E secondo noi nel settore del turismo all'aria aperta mancava proprio un sito di informazione che avesse queste caratteristiche.

 

Avevo preso contatti nel periodo precedente sulle formalità di come aprire la partita IVA, inquadramenti vari e burocrazie necessarie, ma il momento che decisi che da lì in poi la mia vita sarebbe cambiata fu al rientro da un'uscita camper, lo ricordo bene, era l'ottobre del 2008, eravamo stati a Soave alla 1° Festa Nazionale del Pleinair Bandiere Arancioni.  Non so che cosa mi scattò in testa quella sera, ma una cosa era chiara: VOLEVO CAMBIARE VITA!

Il giorno dopo presentai la lettera di dimissioni e il 31 dicembre 2008 terminai il mio lavoro da dipendente, capivo che la strada da percorrere era tutta in salita, ma era il momento di “rimettersi in gioco” e cambiare vita!

Fino a quel momento non avevo mai avuto il coraggio di farlo, la paura di non farcela e di non esserne all'altezza prendeva il sopravvento sullo slancio di cambiare.

 

Iniziò il periodo di riorganizzare la mia giornata ed il mio nuovo lavoro, ma questa è un'altra storia....

Ecco come cambiò la mia vita a 42 anni

Pubblicato in marzia
Venerdì, 19 Agosto 2016 13:37

Chi sono? Eccomi QUI raccontata!

Chi sono? Eccomi QUI raccontata!

 

3 cose di me: iperattiva, solare, perfezionista

Dicono di me: che il mio sorriso è il mio biglietto da visita

Il mio motto: "una vita sola non mi basta per scoprire tutto ciò che vorrei fare".

Ringrazio mio padre e Lucia, la mia maestra, che mi hanno dato l'opportunità di far emergere la mia voglia di viaggiare già scritta nel mio DNA.

Adoro viaggiare, scrivere e raccontare, cucinare e pasticciare in cucina, fotografare e tutte queste passioni le ho unite per trasformarle in un lavoro che amo e porto avanti con caparbietà e grande slancio.

Raccontarsi e parlare di sé non è facile, si rischia di essere troppo superficiali o troppo dettagliati e prolissi, ci provo e vediamo che cosa riesco a trasmettervi di me.

Sono nata nel cuore dell'Emilia a CENTO (conosciuta da molti per il famoso Carnevale e da pochi per la città natale del famoso pittore, il Guercino), in estate (la mia stagione preferita) nel 1966, segno zodiacale Vergine ascendente Leone, dal primo spicca la mia maniacale precisione e del secondo l'ambizione e la vitalità.

Mio padre e la mia maestra

Credo che la mia voglia di viaggiare e scoprire il mondo fosse già scritta nel mio patrimonio genetico, ma mio padre e la mia maestra mi hanno stimolato a capire questo.
Mio papà era un operaio trasfertista, lavorava in giro per l'Italia, non visitava nulla, costruiva e sgobbava, ma a me affascinava questo suo lavoro che ogni giorno aveva uno scenario diverso, il lavorare in posti sempre diversi.
Uno dei tanti ricordi della mia maestra elementare, che conservo come l'inizio di una scoperta meravigliosa, era il mio quadernone di geografia che ci faceva costruire giorno dopo giorno, regione dopo regione con cenni ed approfondimenti; noi lo dovevamo completare con immagini di luoghi, prodotti tipici e monumenti. Mi innamorai di tanti luoghi, a me sconosciuti, uno catturò il mio fascino di bambina e promisi a me stessa che lo avrei visitato. Era il Tempio della Concordia di Agrigento, lo visitai in occasione del nostro viaggio di nozze in Sicilia e ricordo che mi commossi nel vedere un sogno finalmente realizzato.

 

Studio, viaggio e lavoro, ma...

Come indirizzo per le scuole superiori scelsi quello commerciale-linguistico, volevo diventare hostess per lavorare e vedere il mondo. Quando mi diplomai nel 1985 scoprii che per accedere a tale impiego bisognava avere una statura non inferiore ad una certa altezza, non portare occhiali e saper nuotare....io non rispondevo in nulla a questi requisiti. Rimasi un po' delusa ma capii che per viaggiare e conoscere il mondo c'erano tanti altri modi e non solo quello di diventare hostess.

Da grande vorrei viaggiare!

marzia parigi definitiva

Iniziai a viaggiare dopo aver ottenuto il diploma, da sola, con gli amici, con il mio primo fidanzato, in treno, auto, aereo, viaggi itineranti e non, dormendo nei B&B presso famiglie.... Ogni volta un crescendo di emozioni e scoperte che appagavano la mia smania di conoscerescoprire e vedere (qualcosa di più approfondito l'ho scritto QUI).

Lorenzo & io

dio li fa poi li accoppia

Un uomo non è sempre e soltanto un compagno di vita, può diventare anche colui con cui condividere passioni, sogni e desideri, racconto di noi nell'articolo “Dio li fa poi li accoppia”.
Tanti progetti insieme, dalla nascita di Filippo nel 2001, poi con l'acquisto del camper nel 2002 “ecco come siamo diventati camperisti” e da lì è veramente iniziata la nostra nuova era famigliare.

Cambio vita a 42 anni

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Nella mia vita dopo la nascita di Filippo c'erano cose che andavano ed altre meno, così decisi come donna matura di 42 anni di dare una svolta e cambiare. Decisi veramente di cambiare radicalmente la mia vita, l'ho raccontato QUI. E da lì in avanti ci furono tante evoluzioni dal travel blog Vacanze Pleinair, che spiego in questo articolo QUI e poi con la successiva svolta di Lorenzo che sarebbe diventato partner anche del mio lavoro, da un sogno, un'idea e un progetto nacque Vacanzelandia, che abbiamo raccontato in questa storia (clicca QUI).

 

Presente e futuro

passione credo volonta

 

Lorenzo ed io siamo entrambi testardi, ma soprattutto crediamo a quello che facciamo, siamo animati da “Passione, credo e volontà, il nostro motto che ci permette di combattere ed accettare ogni sfida.

Continuiamo giorno dopo giorno a credere in ciò che abbiamo creato, sentiamo il progetto di Vacanzelandia un po' come ad un figlio nostro (e speriamo che Filippo non ce ne voglia per questo confronto!!), frequentiamo corsi, workshop, seminari per crescere e migliorarci.
Grazie a questi mi sono specializzata come social media specialist per poter meglio gestire l'attività di Vacanzelandia e stare più vicina e al meglio con le persone.

E il viaggio della vita continua.....

Pubblicato in marzia

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Era in progetto da tempo di poter avere un salotto (idealmente una dinette o veranda virtuale ), un punto d'incontro dove trovarsi, farvi conoscere chi siamo, come lavoriamo, come viviamo nella vita privata.  LEGGI TUTTO

Marzia Mazzoni

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Viaggiatrice nel DNA, camperista, travel blogger, mamma e moglie, adoro fotografare e la buona cucina. WEB dipendente!

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Lorenzo Gnaccarini

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Nato in tenda, cresciuto con la caravan e maturato con il camper. Campeggiatore e camperista, travel blogger, padre e marito, sono curioso, tecnico, sempre connesso.

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